Zootecnia. Per l’associazione allevatori (Apa)“Dal Tribunale ancora solo rilievi formali”.
ASSOCIAZIONE PROVINCIALE ALLEVATORI DI POTENZA. COMUNICATO STAMPA
“Dal Tribunale ancora solo rilievi formali”
Il Tribunale di Potenza, con ordinanza del 9-9-2010 ha accolto l’istanza di taluni ex soci ricorrenti ed ha sospeso l’efficacia della delibera adottata il 28-10-2009 dall’assemblea dei soci dell’Apa di Potenza con la quale gli stessi sono stati espulsi, ai sensi di un preciso articolo dello statuto associativo, per avere costituito una analoga organizzazione concorrente. E’ una sentenza assolutamente prevedibile in quanto in linea con una precedente dello stesso Tribunale, sempre in riferimento a un verbale assembleare APA, con cui fu inaugurato un nuovo filone giurisprudenziale. Infatti, allora come ora, il Tribunale di Potenza ha ritenuto che siano applicabili anche alle associazioni riconosciute le nuove normative introdotte con la riforma del diritto societario nel 2003 e riferite alle sole società per azioni in tema di contenuti dei verbali di assemblea.
In base a tale normativa nel verbale andavano riportate tutta una serie di dati e circostanze che costituiscono una profonda innovazione rispetto alla prassi sin qui seguita a tutti livelli e ritenuta sino ad ora perfettamente legale. Questo è quello che il Tribunale di Potenza ha sancito con la sua ordinanza.
L’operato dell’APA, seguito anche nella assemblea dei soci in questione, è stato perfettamente lecito e trasparente e la prassi seguita nella formulazione del verbale è stata la solita sin qui adottata in Apa, anche da parte di taluni ricorrenti quando ricoprivano cariche apicali.
Anzi, in questa occasione ci si è avvalsi anche della presenza di un notaio a garanzia di tutte le parti. Ora, le sentenze possono non piacere ma vanno rispettate.
Per cui, preso atto dell’affermarsi di questa indicazione giurisprudenziale e rispettosi di quanto ribadito dal Tribunale di Potenza, al fine di evitare ulteriori strumentali azioni a danno dell’APA, si provvederà senz’altro ad adeguare la prassi della redazione dei futuri verbali assembleari alla normativa richiamata. E’ evidente che la sostanza del contendere non è stata oggetto di valutazione alcuna da parte del Tribunale e che i fatti a danno dell’APA che sono alla base del deliberato assembleare del 28-10-2009 sono concreti, evidenti e conclamati.
Potenza, 21 settembre 2010
da: Anna Giammetta
annagiammetta@alice.it
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IL QUOTIDIANO DELLA BASILICATA
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19 settembre 2010. Dopo l’estate si riaccendono i riflettori sull’associazione allevatori (Apa).
Un nuovo polverone giudiziario scuote la struttura. Il giudice istruttore, Marina Mainenti del tribunale di Potenza ha accolto l’istanza presentata dai 19 soci espulsi nella riunione del 28 ottobre scorso riammettendoli come soci.
In quella assemblea, i “dissidenti”, assistiti dall’avvocato Francesco Di Ciommo lamentarono, come si legge dalla sentenza, “l’illegittimità della stessa assemblea e della relativa delibera per difetto di legittimazione a esercitare i diritti sociali, non in regola con il pagamento delle quote annuali dovute per l’anno 2008 e 2009; l’invalidità della delibera per mancato accertamento e mancata verbalizzazione dell’identità dei soci presenti e l’illegittimità della delibera per manifesta infondatezza della contestazione mossa ai medesimi”.
L’istanza dell’Apa, difesa dall’avvocato Giuseppe Musacchio, è stata rigettata in quanto “la verbalizzazione della delibera impugnata, redatta dal notaio Adele De Bonis, non consente di individuare l’identità dei soggetti presenti e votanti, né il numero e l’identità dei votanti per delega, precludendo così qualsiasi possibilità di verifica della legittimazione dei soci della valida costituzione del collegio. (…) il verbale, inoltre, riporta numerose contestazioni che lamentavano anomalie nelle deleghe e nella mancanza di legittimazione di tutti o parte dei soci presenti”. E ora?
Si potrebbe tornare alle urne in poco più di due mesi. Dopo la sentenza di giugno sull’invalidità delle elezioni del febbraio scorso in cui furono rinnovate le cariche statutarie, a luglio i soci sono stati chiamati al voto. Non sono mancati i commenti a caldo della parte “lesa|”.
“Le assemblee e gli atti sono irregolari – ha dichiarato Marcello Di Ciommo, uno dei soci espulsi. Chissà domani cosa si inventeranno. Si devono annullare le elezioni con un addebito delle responsabilità a chi è voluto andare avanti nonostante una sentenza”. Non piace l’ipotesi di un’associazione regionale (Ara) che nascerebbe dall’unione delle due Apa provinciali perchè “si prenderebbero i direttori da un albo nazionale deciso dall’Aia con controllo Coldiretti. Non ci interessa perché non ci sarebbe autonomia nelle strutture in quanto pesano le organizzazioni sindacali in base alle deleghe. Sarebbe un’associazione delle tessere e non delle imprese, di potere e controllo e non di servizio”.
Inizia l’autunno caldo degli allevatori.
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Tratto dal Quotidiano della Basilicata di sabato 18 settembre 2010
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