WWF: RIPARTIAMO DAI PARCHI
21 giugno 2014
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METTERE LA NATURA AL CENTRO DEL PROGETTO ITALIA
A Fontecchio un approfondito confronto sulle aree protette nel nostro Paese
e sei impegni concreti per rilanciarle.
Il Ministro dell’Ambiente Galletti: “la conservazione della biodiversità sarà uno dei temi dell’agenda del semestre italiano alla Presidenza dell’Unione Europea”
È un forte appello al rilancio delle politiche per le aree protette quello che giunge da Fontecchio (AQ) dove per due giorni le maggiori Associazioni ambientaliste italiane ed i principali attori istituzionali e sociali, insieme a nomi di primo piano dell’ambientalismo, della ricerca e della cultura italiana, si sono confrontati sul presente e sul futuro dei parchi e delle altre aree naturali protette italiane.
Le difficoltà vissute dalle aree protette sono principalmente il frutto di una marginalizzazione culturale e persino di un fraintendimento strumentale, delle loro funzioni essenziali, per non dire delle pressioni indebite che spesso giungono dalla cattiva politica, come conferma l’incontro di Fontecchio che ha affrontato numerosi temi tra cui la conservazione della biodiversità, il rapporto con paesaggio, territorio e beni culturali, la gestione dei conflitti, la dimensione di beni comuni, l’educazione ambientale e la comunicazione.
Al contrario CTS, FAI, Italia Nostra, Lipu-BirdLife Italia, Mountain Wilderness Italia, Federazione ProNatura, Touring Club Italiano, WWF Italia ribadiscono che quello dei Parchi deve essere un ruolo sempre più centrale, non solo per la conservazione degli ecosistemi e del prezioso capitale naturale da cui dipende il nostro benessere presente e futuro, ma persino per il rilancio più generale del progetto Italia, considerati gli straordinari valori custoditi e rappresentati dalle aree protette e le loro potenzialità in termini di biodiversità, buon uso delle risorse, modelli di sostenibilità, attrattività turistica, buona economia.
Si tratta del resto di obiettivi pienamente in linea con i grandi temi del dibattito internazionale che non a caso saranno al centro del V° Congresso Mondiale dei Parchi della IUCN (Unione Internazionale della Conservazione della Natura) programmato a Sydney dal 14 al 19 novembre 2014, dal titolo Parks, people, planet: inspiring solutions.
“Da Fontecchio – affermano le associazioni Mountain Wilderness, CTS, FAI, Italia Nostra, Lipu-BirdLife Italia, , Federazione ProNatura, Touring Club Italiano, WWF Italia che hanno organizzato la due giorni – emergono per Governo e Parlamento richieste per sei preliminari azioni prioritarie :
riavviare un confronto realmente approfondito e partecipato sulla proposta di riforma della legge quadro sulle aree protette attualmente in discussione al Senato; riforma che è molto lontana da ciò di cui la nazione ha oggi bisogno e che non aiuta il raggiungimento dei fini costitutivi delle aree naturali protette;
assicurare nella prossima Legge di Stabilità le risorse finanziarie e professionali necessarie per una efficace gestione delle nostre aree protette, in particolare quelle marine aumentate di numero con un’ulteriore riduzione di fondi per la gestione ordinaria;
vincolare i finanziamenti per le aree protette alle azioni da svolgere per la conservazione della biodiversità e la tutela rigorosa del paesaggio, ed ottenere un’implementazione di tali azioni e un loro attento monitoraggio;
sanare la situazione ormai insostenibile che vede ben 20 parchi nazionali sui 23 esistenti senza consiglio direttivo (alcuni parchi si trovano in questa situazione da oltre 7 anni);
convocare la terza Conferenza nazionale sulle aree protette, da troppo tempo attesa;
adottare, attraverso un processo partecipato aperto a tutti i soggetti interessati alla tutela della biodiversità e del paesaggio, una Carta delle Aree naturali protette che rilanci la missione dei Parchi quale snodo “alto” di un globale progetto di gestione delle risorse naturali e culturali.
Sono richieste che toccano aspetti essenziali per il futuro dei parchi, quali quelli politici, finanziari, programmatici, organizzativi, culturali. Aspetti, che non possono essere più elusi, pena un danno grave al sistema delle aree protette e un inquinamento ulteriore del dibattito intorno ad esse.
Gli operatori e responsabili degli Enti di gestione dei Parchi hanno evidenziato come le manovre di stabilità della spesa pubblica hanno introdotto procedure che stanno impedendo la loro azione, non consentendo operativamente di fare molte attività istituzionali a cui sono preposti. Gli Enti parco sono Enti pubblici atipici, con caratteristiche e funzioni non paragonabili ad altri, e necessitano quindi interventi che devono essere commisurati e proporzionati alle loro specifiche funzioni.
Le Associazioni sollecitano gli Enti gestori dei parchi e Riserve naturali ad assumere pienamente un ruolo centrale in questo dibattito, riscoprendo il loro compito fondamentale di tutela e valorizzazione del patrimonio naturale e culturale del Paese. La Natura italiana ha bisogno di competenza, inventiva, capacità decisionale e coraggio. Gli Enti gestori di Parchi e Riserve più di ogni altro soggetto istituzionale devono mettere in campo tali qualità aprendosi al confronto con il mondo esterno, forti dell’interesse costituzionale alla tutela dell’ambiente e della salute loro riconosciuto.
Il Ministro dell’Ambiente, Gian Luca Galletti, ha inviato alle Associazioni riunite a Fontecchio un video messaggio nel quale ha ribadito che “i Parchi sono una risorsa essenziale per lo sviluppo del nostro Paese, ma serve un salto di qualità”, sottolineando per questo l’impegno del Governo a “mettere la salvaguardia della natura tra i punti prioritari della guida italiana del semestre europeo “.
La due giorni di Fontecchio, sostenuta dalla preziosa collaborazione dell’Amministrazione Comunale di Fontecchio, ha visto la partecipazione di docenti e ricercatori di varie Università italiane, Presidenti, Direttori e personale tecnico degli Enti Parco, rappresentanti nazionali delle maggiori Associazioni ambientaliste e di vari rilevanti portatori di interesse, per concludersi con una sessione speciale dedicata ai parchi dell’Abruzzo.
La situazione nella “Regione dei Parchi” è estremamente problematica a causa di tutta una serie di progettati interventi infrastrutturali (dal Piano di sviluppo sciistico sul Gran Sasso al cd Protocollo Letta) che minaccerebbero specie ed habitat tutelati, eroderebbero il valore di paesaggi di grande fascino e avvilirebbero il significato stesso dei Parchi. Per la Regione Abruzzo è arrivato il momento di riaffermare con forza la propria vocazione di tutela ambientale come strumento per una corretta valorizzazione del territorio. In tale prospettiva la proposta di candidare l’insieme dei Parchi naturali abruzzesi come monumento del mondo (World Heritage) dell’UNESCO, deve essere tenacemente perseguita.
Le otto associazioni che hanno promosso e contribuito all’organizzazione del convegno hanno preso l’impegno di elaborare un documento di sintesi del dibattito delle due giornate, al quale verrà dato il nome di Charta di Fontecchio.
Sara Bragonzi
ufficio stampa – content & community manager
WWF Italia ONG ONLUS
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12 giugno 2014
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WWF ALLE REGIONI: FINANZIATE LA
CONSERVAZIONE DELLA NATURA USANDO GLI OLTRE 50 MILIARDI DI FONDI EUROPEI
Fondi comunitari 2014 – 2020
In vista della prossima scadenza del 22 luglio per la presentazione da parte delle Regioni dei programmi operativi dei diversi Fondi comunitari 2014 – 2020 il WWF lancia un appello per un adeguato finanziamento delle misure per la tutela della biodiversità e la gestione della rete Natura 2000
31.131 milioni di euro per la politica di coesione (programmi FESR, FSE, Fondi di coesione); 1.137 milioni di euro per la cooperazione territoriale; 20.860 milioni di euro per lo sviluppo rurale di cui 18.620 milioni di euro assegnati alle Regioni e Province autonome per la definizione dei rispetti PSR (Programmi per lo Sviluppo Rurale), queste le cifre della prossima programmazione dei Fondi comunitari 2014 – 2020 che dovrà essere definita entro il prossimo 22 luglio dalle Regioni e dal Ministero sviluppo economico MISE e dal Ministero politiche agricole MIPAAF ricorda il WWF Italia.
I Regolamenti dell’Unione Europea prevedono l’obbligo di destinare almeno il 20% delle risorse del FESR Fondo europeo di sviluppo regionale per investimenti che favoriscono la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio ed almeno il 30% delle risorse del FEASR Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale alle misure di investimento per finalità connesse all’ambiente e al clima.
I Regolamenti comunitari lasciano però la responsabilità della distribuzione delle risorse ai singoli Stati membri che dovranno decidere su cosa investire per il rilancio dell’economia e la crescita dell’occupazione in attuazione della Strategia Europa 2020 per una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva.
In Italia la competenza della programmazione dei fondi comunitari è essenzialmente delle Regioni che devono entro il prossimo 22 luglio predisporre i rispettivi programmi operativi per i diversi Fondi comunitari.
Il WWF Italia ha per questo scritto a tutti gli Assessori regionali all’Ambiente ed Agricoltura ed ai Ministeri dello Sviluppo Economico, dell’Agricoltura e dell’Ambiente per chiedere una particolare attenzione al finanziamento delle misure per la conservazione della biodiversità e la gestione della rete Natura 2000.
L’accordo di partenariato trasmesso dal Governo italiano alla Commissione UE il 22 aprile scorso prevede, nell’obiettivo tematico 6 Tutelare l’ambiente e promuovere l’uso efficiente delle risorse, espressamente azioni per la gestione della rete Natura 2000 attraverso l’attuazione dei PAF (Prioritized Action Framework) e dei piani di gestione delle aree protette europee (ZPS e ZSC) ed interventi per ridurre la frammentazione degli habitat e mantenere il collegamento ecologico e funzionale.
Il riferimento ai Fondi FESR e FEASR che dovrebbero assicurare le risorse per il finanziamento di questi interventi è però generico e non vincola le Regioni ad impegni minimi e cogenti. Per questo il WWF Italia con una lettera a firma del suo Presidente Donatella Bianchi, ha chiesto alle Regioni ed ai Ministeri competenti un impegno concreto per assicurare nella definizione dei programmi operativi regionali:
– L’adozione del Prioritized Action Framework (PAF) entro il 22 luglio con l’esplicita indicazione all’interno dei diversi programmi operativi regionali FESR e FEASR dei contributi previsti per la loro attuazione (al momento solo 15 Regioni hanno trasmesso alla DPN del Ministero dell’Ambiente e della Tutela del Territorio e del Mare il rispettivo PAF).
– Attivazione di tutte le misure nei PSR 2014 – 2020 connesse e funzionali alla gestione della rete Natura 2000 e alla conservazione della biodiversità naturale ad di fuori dei siti, con particolare attenzione all’attivazione della misura “Indennità Natura 2000”, prevista dall’art.30 del Regolamento (UE) n. 1305/2013, in relazione alle misure di conservazione definite per i diversi siti;
– Attivazione delle misure dei diversi programmi operativi regionali funzionali alla realizzazione delle attività di monitoraggio delle specie ed habitat della rete Natura 2000 per una adeguata valutazione dello stato di conservazione e degli impatti dell’attuazione degli stessi programmi operativi;
– Adeguata integrazione delle risorse dei diversi programmi operativi regionali (FESR e FEASR) per la gestione della rete Natura 2000 ed il raggiungimento degli obiettivi della Strategia UE 2020 per la biodiversità, anche attraverso l’applicazione di strumenti di gestione innovativi, come ad esempio gli accordi agro-ambientali d’area per la biodiversità, i progetti di cooperazione previsti dall’art.35 del Regolamento (UE) n. 1305/2013 ed i Community-led local development – CLLD (favorendo i progetti che coinvolgono siti Natura 2000).
Al Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali il WWF ha chiesto garanzie per l’inserimento di specifiche azioni per la conservazione della natura nel Programma della Rete Rurale Nazionale, che vale per il periodo 2014 – 2020 oltre 100 milioni di euro. In particolare è necessario assicurare risorse per la valutazione degli interventi per la tutela della biodiversità e gestione della rete Natura 2000 finanziati dai programmi operativi regionali, la valorizzazione delle buone pratiche ed il monitoraggio dello stato di conservazione delle specie ed habitat d’interesse comunitario.
Per una ottimale definizione dei programmi operativi regionali il WWF ritiene inoltre indispensabile un’adeguata collaborazione tra i diversi servizi ed uffici degli Assessorati regionali a vario titolo competenti nell’attuazione della Strategia Nazionale per la Biodiversità, in particolare dei servizi operativi degli Assessorati Ambiente ed Agricoltura.
Risorse utili: PIATTAFORMA EUROPEA IN INGLESE http://www.financing-natura2000.eu/ SOSTENUTA DAL WWF , SUI FONDI COMUNICATI 2014 – 2020
Roma, 12 giugno 2014 Ufficio Stampa WWF Italia, 329 8315718
INFO
Sara Bragonzi
ufficio stampa – content & community manager
WWF Italia ONG ONLUS
s.bragonzi@wwf.it tel. 02 83133233 – cell 329 8315718 @wwfitalia
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