WIGWAM CORSO BASE: 25-26 GEN, SI PRESENTA LA COMUNITA’ LOCALE DEGLI ALBURNI

Si va completando, l’organizzazione del prossimo Corso Base Wigwam che si svolgerà nelle date 25-26 gennaio prossimo, insieme al work shop nella sera di venerdì 25 con la conferenza dei giornalisti di ARGAV e la presentazione delle proposte della Comunità Locale di Offerta degli Alburni (Salerno).

Per l’occasione Luigi Rosolia (Gigino per gli amici) di Sicignano, di mestiere olivicoltore e, soprattutto frantoiano, porterà l’olio di novello, quello che pizzica, da degustare con bruschette di pane cotto al forno a legna.
E poi ancora, degli altri associati, vini, formaggi ed altre squisitezze a beneficio della stampa, dei partecipanti all’88° Corso Base Wigwam e dei già Operatori Wigwam, molti dei quali in rappresentanza di attività di ristorazione e Gruppi di Acquisto Solidale.

Ma ecco uno piccolo spaccato di questa realtà, scritto da Giampaolo Necco giornalista campano di Napoli, in occasione di una sua visita alla zona.

“L’OLIO. L’idea di coinvolgere le istituzioni locali, i Comuni, per lo sviluppo socio economico dei sette comuni, partendo da Sicignano, ha trovato in Luigi Rosolia, titolare del frantoio omonimo (vuole essere chiamato solo Luigi!) un convinto sostenitore della filosofia dei Wigwam Club, tant’è che è lui il responsabile del Club Wigwam locale; e non è errato definirlo come braccio destro dell’ing. Colliani. Da anni fa la spola tra Padova, sede nazionale dei Wigwam Club, e il suo paese; sia per questioni di affari sia per mantenere stretti i contatti con la direzione centrale.
Ci porta a visitare il suo frantoio che utilizza la lavorazione a freddo, e cioè, dopo aver risucchiato foglie e ramoscelli mediante aspiratori, e le olive lavate con acqua corrente potabile per rimuovere tutte le impurità, per l’estrazione dell’olio di oliva extravergine vengono usati il frantoio di pietra e la tecnica di spremitura a freddo.
La lavorazione inizia entro 10 giorni dalla raccolta delle olive dopo le operazioni di cernita, lavaggio, asciugatura. Con la prima fase, la frangitura, si ottiene la pasta d’olive.
Le olive vengono messe nel frantoio, che è una vasca circolare in cui ruotano due pesanti macine di pietra (molazze): la polpa viene spappolata a fondo, mentre il nocciolo resta triturato in grossi frammenti.
Quello di Luigi è un olio extravergine la cui acidità libera è al massimo di 0,8 g per 100 grammi (0,8%) e con numero di perossidi minore di 20 (meq. O2/Kg. Olio), seguendo rigorosamente il decalogo del produttore di extravergine.
Il produttore non ha bisogno di commercializzare il suo olio perché la clientela consuma tutti i 400 quintali che imbottiglia annualmente .
Il locale è impreziosito da una grossa macina “la molazza”, (quelle che usavano gli antichi romani, ne possiamo vedere anche a Pompei) , e di tutto quello che occorre per completare la lavorazione.
La metà della produzione è venduta direttamente ai circoli Wigwam e Rosolia ha approntato una etichetta con tanto di logo dei Wigwam, l’altra metà viene venduta su ordinazione e pochissima al minuto.
Parlando dell’olio Luigi precisa che la sua gradazione è di quelle che tranquillizzano: si può gustare a crudo sul pane (qua ancora cotto a legna, profumato e croccante), nelle insalate e nei sughi coi quali si sposa senza compromettere il sapore del pomodoro. Una prova della sua leggerezza ce l’ha fornita la signora Felicia, moglie dell’ing. Felice Colliani, titolare della Sicinius che ha cucinato fiori di zucca, zucchine ripiene, pasta fatta in casa, (ravioloni e cavatelli) ,patatine e vitello tonnato appena sfiorati dal liquido giallo, un pasto chiuso con liquore di alloro (fatto in casa) e dolce al rum.
Luigi vede l’olio come risorsa del circondario, e sa di non sbagliare. Infatti, salendo verso Sicignano (autostrada Salerno-Reggio C., uscita a Campagna, 23 km. prima venendo dal nord) si incontrano uliveti che a partire da 200 metri di altitudine sul mare coprono intere colline.
Nella vicina Campagna si raccolgono 400 produttori proprietari di 130mila piante d’olivo con una produzione media di 18mila quintali.
La raccolta delle ulive nei terreni di proprietà di Rosolia è fatta per lo più dalla famiglia con l’aiuto di emigrati stranieri dell’est, che qui hanno trovato lavoro e solidarietà e si sono integrati perfettamente, coi figli che frequentano le scuole locali.
Ma salendo da valle ai monti ci sono anche coltivazioni di zucche, carciofi, pomodori, fragoline e fagioli che con i frutteti e i castagneti si alternano agli uliveti.

IL MUSEO DELLA CIVILTA’ CONTADINA.
Ma Luigi Rosolia ha un’altra passione. In un locale attiguo al frantoio ha raccolto gli arnesi, mobili e quant’altro che, in un lontano passato, usavano i contadini del posto per i loro lavoro o nelle loro case.
E’ un piccolo ma fornitissimo museo della civiltà contadina offerto in visione gratuita ai clienti che vengono a comprare l’olio.
Fuori, protetti dalle intemperie, fanno bella mostra di sé tre carri usati per trasportare i prodotti agricoli ai mercati, servendosi di buoi e cavalli Sono veri cimeli storici che ormai non si vedono più in giro da almeno da 50 anni.
Le scolaresche che vengono in visita per il programma di fattorie didattiche fanno sosta, oltre che all’agriturismo Sicinius, anche qui e lo documentano foto inserite tra i cimeli del museo. Ci sono documenti di compra-vendita di case e terreni agricoli, foto di uomini famosi che hanno soggiornato a Sicignano, tra questo lo stesso Giuseppe Garibaldi che via ha dormita una notte attraversando la zona, proprio nella casa che oggi ospita l’Azienda Sicinius e pare che Colliani abbia conservato il mozzicone di un sigaro del generale.

Nell’immagine: Gigino Rosolia allo Stand del Villaggio dei Wigwam in una delle ultime edizioni del Festival della Cittadinanza di Padova

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