Il nome attuale di questa città, risale al VI secolo d.C., quando sconfitti nella battaglia del Vesuvio, ottennero di rimanere nelle loro fortezze come sudditi dell’impero, parliamo dei Goti, parliamo di Sant’Agata de’ Goti, in provincia di Benevento.
I più accreditati studi storici, riferiscono di “questo luogo ”, come successione all’antica città sannita di Saticula ( 343 a.C.). Da allora, hanno respirato l’essenza di questa terra, Longobardi, Bizantini, Normanni, e tanti…tanti…tanti…”rappresentanti” del Cristo, tra i quali Felice Peretti ( Papa Sisto V ) ed il Patrono della città ( dichiarato tale nel 1852, il 15 di Luglio da Papa Pio IX ), Sant’Alfonso de’ Liguori. L’arte del ferro battuto, la lavorazione del legno ed il restauro di mobili antichi, consegnano alla città una notevole considerazione nel settore dell’artigianato; oltre ciò, da queste parti, c’è la possibilità di reperire buoni prodotti ortofrutticoli come la mela annurca, vini ed oli genuini, miele d’acacia e di castagno, formaggi ovini e caprini, che “alimentano” una sana e robusta cucina locale. Per gli amanti della natura e del buon vivere, una sorta di anticamera del Paradiso, anche perché, entrando in paese, il solito cartello turistico, ma con una variante :
“ Comune libero da O.G.M.”. Tutto si crea e si riproduce come madre natura o Chi per essa ha stabilito. Avviene tutto con naturalezza. Naturalmente, qui di geneticamente modificato non c’è un “ca…” ( non siate malpensanti )…non c’è un “ca…volo”.
Il centro storico, come un presepio senza tempo, come una donna senza rughe, stupendamente nuda, avvolta da naturali essenze a base d’uva e mele annurche e con addosso un “collier” di luci, quelle dei lampioni, che osservandola, in tempo reale mi trascina nella storia, quella dei cavalieri e dame, mi sento condotto per mano, in una favola, che bussando all’uscio di Piazza Trento 4, a ridosso di un antico convento di clausura, mi assicuro di aver ben legato il mio cavallo.
Mi si apre il portone, il mio sguardo si ferma su una fontana, sulla quale una scritta “ Patricia Familia Rainone “, il passato…il presente…”Famiglia Mustilli”.
Torno alla realtà.
All’inzio del 1500, provenienti da Ravello, allora cittadina della Repubblica di Amalfi, questa famiglia si stabilì a Sant’Agata de’ Goti. “Inizialmente era un’azienda frutticola e vinicola”, mi dice Marilì, poi “credo che il vino debba camminare con il cibo, devono accompagnarsi a vicenda, sono l’uno il completamento dell’altro.Per questo l’azienda da qualche decennio si è dedicata anche all’agriturismo”.
Arcadia è l’agriturismo di Mustilli, che quindi oltre ad essere i produttori di Falanghina, Greco, Aglianico, e Piedirosso, provenienti dai vitigni di Santacroce, ai quali si aggiungono i rispettivi distillati ( grappe ), possono ospitarti in una delle 4 camere o addirittura nella suite per qualche , vi assicuro, emozionante fine settimana. “Non basta, produrre il vino ed imbottigliarlo”, continua Marilì, “ quando produci del vino è importante anche come lo presenti.Infatti una bottiglia di vino, quando esce dalla cantina per raggiungere un tavolo, è come se andasse ad una festa, gli devi cucire il migliore dei vestiti,poi presentarlo.Allora stai attento al peso della bottiglia, alla misura, all’etichetta…Insomma ogni bottiglia di vino è una sorta di figlio”.“Qual è il segreto del successo?” le chiedo…”E’ il frutto di due ingredienti.La qualità, che è controllata dalla famiglia e la competenza, frutto uno staff di competenti di nostra fiducia. ”
Poi si allontana, perché in cucina c’e bisogno di lei. Dopo il pranzo, gustando uno dei loro distillati, Grappa di Piedirosso, vi assicuro, i veneti ce lo invidiano: “Ingegnere qual è il segreto del successo?”
“ La vita di una persona è piena di occasioni, ci vuole fortuna nel cogliere le opportunità, altrimenti ti resta il rammarico per non aver agito, spesso ti trovi davanti ad un bivio e una delle due strade la devi percorrere.La vita merita di essere vissuta in ogni momento, senza alcun rimpianto”.
“Ma cosa c’entra un Ingegnere con la terra?”. Sorridente e soddisfatto…
“Certo mi sono laureato in Ingegneria, ma la mia passione è l’agricoltura.
Pensa, appena laureato, un amico mi propose di andare a Milano, rifiutai.
Sarei stato una persona diversa da quella che vedi,non eravamo qui, chissà…”
“ Ingegnere lei è una persona squisita”, a questa mia affermazione ride e ribatte: “Non puoi avere l’ardire di conoscermi in così breve tempo”
Certo: “ma le persone che la circondano, le vogliono un gran bene.Ho chiesto in giro senza presentarmi e nè fornire lo scopo delle mie domande”
Sorride. E’ spettacolare, un uomo che studia metodi, meccanica, movimenti, calcoli, che studia per conoscere il mondo della perfezione, che mi parla di campagna…
“ Sai da bambino, ero costretto ad accompagnare mio padre qui dal fattore che si occupava delle nostre terre e la cosa mi pesava un po’; anche perché non potevo andare a mare con i miei amici.Le prime volte poi che partecipai alla raccolta nel vigneto, avvertii un strana sensazione che non so dirti, qualcosa di irrazionale, di inspiegabile, di passionale che mi diceva di restare.Mi sono innamorato di questo posto.Sai succede come per le donne, ne vedi passare anche tante, ma una soltanto che ti fa innamorare…è lei resta lei…ci sarà sempre lei…”
Continua a ripetere: “Ecco, io mi sono innamorato di questo posto”.
Poi aggiunge :“Sono convinto che nel DNA di un individuo c’è un qualcosa che richiama alle origini, che fa riconoscere le radici”
Un uomo con grande carisma, di una umiltà da esempio e di rara semplicità, Marilì non è da meno, sono una famiglia sana in tutto, m’avrebbe fatto piacere conoscere anche le figlie Paola e Annachiara, anche loro impegnate nelle attività di famiglia, che tra le tante cose, tutte le sere in Via dei fiori 20 ( sempre a Sant’Agata de’ Goti ), aprono le Cantine per ospitare musica dal vivo ed un pubblico che ama il vino. Effettivamente, il vino visto da ogni profilo, come sentiero per la comunicazione, come momento di integrazione, come la via che porta all’amicizia.
A questo punto credo abbia ragione Leonardo, l’Ingegnere, che nel suo DNA e credo in quello di tutta la famiglia Mustilli ci siano chicchi, tanti chicchi d’uva.
Sorridente lo ringrazio “A Vincenzo Russo con simpatia “, mi dona una copia del volume “Falanghina” nel quale è contenuto il testo integrale del 1876 del metodo del Cavaliere Giuseppe Frojo, addirittura mi viene fatto omaggio di una bottiglia di Falanghina realizzata con tale metodo.
Custodirò gelosamente il tutto, ma soprattutto il ricordo di una famiglia nobile in tutto. Ingegnere, mi sia concesso di ringraziarla, per aver preferito ai meccanismi, ai calcoli, e magari al cemento, di diffondere le emozioni della natura, che resta a mio avviso uno dei motivi per i quali vale già la pena vivere. Grazie di cuore,“ agricoltore” Leonardo…
Apro il portone, esco, ed immagino di nuovo il mio cavallo, quello che malinconicamente mi riporterà a casa. Vincenzo Russo
L’APPUNTAMENTO
Sabato 18 – ore 21.30 » [Dos Vias ÷ acoustic sound] – cantina – ingresso libero
Dos Vias è il titolo dell’album di Gianni Guarracino che vede la partecipazione di Paco de Lucia e di Frank Gambale. Il chitarrista, compositore ed arrangiatore napoletano, membro dei “Saint Just”, “Città Frontale” e collaboratore di A. Sorrenti, G. Paoli, P. Daniele, Zucchero, E. De Crescenzo ed altri, proporrà brani che convivono nel respiro melodico “pop” delle sue composizioni, attraversando il rock, il jazz, il flamenco, il blues, l’America e l’Europa.
» Gianni Guarracino chitarra – Gianluca Brugnano batteria – Daniele Brenca contrabbasso e basso – Armanda Desideri, piano
La serata inizia alle ore 21.30 – Via dei Fiori, 20 – Ingresso libero.
info: 0823718142 – 3293815803, email: eventi@mustilli.com
Programma completo: http://www.mustilli.com/eventi.php
Il wine bar, che la famiglia Mustilli ha voluto attrezzare utilizzando le antiche cantine e Palazzo Rainone, stupenda residenza del ‘700 e sede dell’agriturismo, saranno anche quest’anno i luoghi che ospiteranno in un clima di calda e familiare accoglienza non solo gli amanti del buon bere, dei sapori della cucina tradizionali e di chi apprezza la musica ma occasione di incontri di cinema, editoria, eno-gastronomia, mostre e teatro|cabaret.
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