Una lettera al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per tutelare gli interessi dei cittadini e la loro salute.
Può un decreto legge del Governo scavalcare ed annullare quanto contenuto nella Costituzione Italiana? E ancor più, può un decreto legge prevalere sugli interessi dei comuni cittadini e sulla salute degli stessi?
A queste domande l’associazione
“Ego di Napoli”, presieduta dall’avvocato Raffaele Di Monda, risponde in maniera ferma, per difendere i diritti dei cittadini napoletani, indirizzando una lettera al presidente della Repubblica Italiana, e presidente del CSM, Giorgio Napolitano.
La questione risale al Consiglio dei Ministri tenutosi a Napoli il 21 maggio 2008, quando il Governo ha varato nuove misure urgenti per l’emergenza rifiuti in Campania e Napoli nel tentativo di porre fine alla catastrofica situazione che affligge la nostra Regione in materia ambientale.
Ma nel contenuto dell’art .4 del recentissimo D.L. n. 90 del 23/5/2008 che sancisce:
“ … sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie, anche in ordine alla fase cautelare, comunque attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti, seppure posta in essere con comportamenti dell’amministrazione pubblica o dei soggetti alla stessa equiparati. La giurisdizione di cui sopra si intende estesa anche alle controversie relative a diritti costituzionalmente tutelati. Le misure cautelari, adottate da una autorità giudiziaria diversa da quella di cui al comma 1, cessano di avere effetto ove non riconfermate entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto dall’autorità giudiziaria competente ai sensi del presente articolo”, si racchiudono alcuni dubbi ed errori accademici.
“Abbiamo scritto al Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano – afferma l’avvocato Di Monda – per sottolineare che alla luce di tali considerazioni, non vi è alcun dubbio sulla giurisdizione esclusiva del giudice ordinario in materia di diritti inviolabili, poiché questi ultimi, essendo insensibili ad eventuali affievolimenti o pregiudizi da parte di atti o comportamenti meramente materiali della P.A., richiedono una tutela rafforzata, ampia ed incondizionata che solo il giudice ordinario può garantire. Ogni qual volta vi sia una lesione sostanziale o, addirittura meramente potenziale, di un diritto fondamentale, unitamente, la Corte Costituzionale e la Suprema Corte a Sez. Unite hanno confermato l’esclusiva giurisdizione del giudice ordinario (Corte Cass. Sez. Un. 1 agosto 2006 n. 17461; Corte Cass. Sez. Un. 8 novembre 2006 n. 23735; Corte Cass. sez. II 11 marzo 2008 n. 6469)”.
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Nota per i colleghi

In allegato la lettera inviata, ieri 4 giugno, al presidente della Repubblica e del Csm, Giorgio Napolitano.

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Ill.mo Presidente della Repubblica, anche n.q. di Presidente del Consiglio
Superiore della Magistratura
On. Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
Piazza del Quirinale
00187 Roma
e p.c.
Ill.mo Presidente della Corte Costituzionale
dott. Franco Bile
Piazza del Quirinale n. 41
00187 Roma

Napoli, 4 giugno 2008
Le scrivo in qualità di Presidente dell’associazione “L’Ego di Napoli”, istituita nel dicembre 2004 da un folto gruppo di giovani professionisti napoletani. L’attività della nostra associazione è indirizzata soprattutto alla promozione e allo sviluppo di valori quali il rispetto della legalità, la tutela della sicurezza, la responsabilità civile, nonché all’acquisizione della coscienza dei propri diritti e doveri.
Questa lettera non ha certo lo scopo di illustrarLe il nostro intento sociale.
Con la presente intendiamo sottoporre alla Sua attenta analisi una questione di fondamentale importanza giuridica e normativa.
È noto che, in seguito al Consiglio dei Ministri tenutosi a Napoli il 21 maggio 2008, il Governo ha varato nuove misure urgenti per l’emergenza rifiuti in Campania e Napoli; ma il nuovo Esecutivo, nel tentativo di porre fine alla catastrofica situazione che affligge la nostra Regione in materia ambientale, è, purtroppo, palesemente caduto in un grave, benché grossolano, errore accademico.
L’art.4 del recentissimo D.L. n. 90 del 23/5/2008 sancisce, infatti, che: “ … sono devolute alla giurisdizione esclusiva del giudice amministrativo tutte le controversie, anche in ordine alla fase cautelare, comunque attinenti alla complessiva azione di gestione dei rifiuti, seppure posta in essere con comportamenti dell’amministrazione pubblica o dei soggetti alla stessa equiparati. La giurisdizione di cui sopra si intende estesa anche alle controversie relative a diritti costituzionalmente tutelati. Le misure cautelari, adottate da una autorità giudiziaria diversa da quella di cui al comma 1, cessano di avere effetto ove non riconfermate entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto dall’autorità giudiziaria competente ai sensi del presente articolo”.
Appare chiaro che la disposizione in questione stravolge pericolosamente quanto da anni la Consulta, la Suprema Corte, nonché la stessa Carta Costituzionale, hanno cristallizzato giuridicamente e normativamente.
Il diritto alla salute ex art. 32 Cost., in tutte le sue manifestazioni evolute e costituzionalmente integrate dalle previsioni degli artt. 2, 3, 18, 41 della Costituzione, va inteso come diritto alla vita, all’incolumità fisica e ad un ambiente salubre (Cons. St., sez. VI, 27 marzo 2003, n. 1601; Cons. St., sez. IV, 7 settembre 2004, n. 5795).
In ordine alla sua forma di manifestazione come diritto all’ambiente salubre, la Cassazione ha confermato che il danno ambientale determina “ un’offesa alla persona umana nella sua dimensione individuale e sociale” (Cass. Pen., sez.III, 1 ottobre 1996, n. 9837; Cass. Pen. Sez. III n. 22539 del 2002. Conformi: Cass. Pen., sez. III, 2 aprile 1996, n. 5378; Cass. Pen., sez. III, 9 luglio 1996, n. 8699; Corte App. Brescia, 24 marzo 1993; Pretura Velletri, 9 ottobre 1992).
Alla luce di tali considerazioni, non vi è alcun dubbio sulla giurisdizione esclusiva del giudice ordinario in materia di diritti inviolabili, poiché questi ultimi, essendo insensibili ad eventuali affievolimenti o pregiudizi da parte di atti o comportamenti meramente materiali della P.A., richiedono una tutela rafforzata, ampia ed incondizionata che solo il giudice ordinario può garantire. Ogni qual volta vi sia una lesione sostanziale o, addirittura meramente potenziale, di un diritto fondamentale, unitamente, la Corte Costituzionale e la Suprema Corte a Sez. Unite hanno confermato l’esclusiva giurisdizione del giudice ordinario (Corte Cass. Sez. Un. 1 agosto 2006 n. 17461; Corte Cass. Sez. Un. 8 novembre 2006 n. 23735; Corte Cass. sez. II 11 marzo 2008 n. 6469).
È, dunque, possibile devolvere alla giurisdizione amministrativa la tutela di diritti costituzionalmente garantiti? Può la giustizia amministrativa efficacemente salvaguardare beni fondamentali che la stessa amministrazione pubblica ha compromesso in anni di conclamata inerzia?
Il tentativo di risolvere frettolosamente la questione ambientale campana, che merita senza dubbio uno studio di gran lunga più attento e ponderato, altro non è che la dimostrazione di quanto la pubblica amministrazione sia inadatta a garantire e salvaguardare i nostri diritti fondamentali.
Inoltre, dalla lettura dell’articolo de quo ( “…La giurisdizione di cui sopra si intende estesa anche alle controversie relative a diritti costituzionalmente tutelati…”) sembrerebbe che la difesa di tutti i diritti garantiti dalla Carta Costituzionale, non solo del diritto alla salute, sia, da oggi in poi, appannaggio del giudice amministrativo, da sempre esclusivamente garante di interessi legittimi e mai di diritti soggettivi!
Siamo certi che così non è.
È ovvio, almeno si spera, che il Governo non abbia voluto intendere preclusa alla giurisdizione ordinaria la tutela di tutti i diritti garantiti dalla Carta Costituzionale. Va da sè “sospettare” che sia stata usata la forma impersonale per vezzo piuttosto che per forma.
Invero, alcun articolo della Costituzione disciplina esplicitamente il diritto all’ambiente salubre, ma lo stesso esiste in quanto tale per effetto di estensione interpretativa ovvero ermeneutica, da parte della giurisprudenza, del diritto assoluto di ogni singolo individuo alla salute.
Pertanto, ci si chiede: ricorrere al TAR, piuttosto che al giudice ordinario, sarà obbligatorio anche per tutelare il diritto alla salute nella sua pienezza, oltre che nella sua particolare eccezione devoluta alla materia ambientale?
Il fondato sospetto della palese defaillance dell’Esecutivo è frutto dell’involontaria limitazione giurisdizionale rivolta all’art. 32 Cost. (diritto alla salute).
Ma vi è di più. La preclusione della possibilità di adire la giurisdizione ordinaria, tra cui rientra l’Ufficio del Giudice di Pace, comporterebbe la palese violazione del principio contenuto nell’art. 24 Cost., limitando automaticamente il ricorso alla Giustizia da parte del cittadino meno abbiente, che sarebbe costretto a sopportare onerosi esborsi (oltre € 500,00) per iscrivere a ruolo un giudizio dinanzi al TAR.
Appare logico che la volontà manifestata dal Governo nel D.L. n. 90/2008 non sia stata espressa in maniera corretta ed inequivocabile.
Saggio sarà, quindi, rivisitarlo, rimodellando l’ultimo concetto (“…La giurisdizione di cui sopra si intende estesa anche alle controversie relative a diritti costituzionalmente tutelati…”), al fine di evitare pericolosi spazi interpretativi, aborti del protagonismo di una sparuta, ma pur viva, parte della magistratura.
Mi rivolgo a Lei, Garante dei principi fondamentali della nostra Repubblica, affinchè inveisca con forza nei confronti dell’attuale Governo, allo scopo di porre rimedio ad errori, vizi e carenze del D.L. n. 90/2008.
In fine, Sig. Presidente, Lei che nel suo ultimo libro ha scritto e mostrato straordinario realismo, modificando la struttura originaria del Suo pensiero politico (“ …la culla della democrazia è l’occidente…”), dimostri di avere a cuore i cittadini napoletani, piuttosto che gli amministratori, ed accetti il mio invito a partecipare ad una tavola di conferenza per commentare il buon senso e la concretezza, doti a Lei ampiamente riconosciute dalla storia, del mio libro “Attiva Napoli inserisci il PIN”, consentendo finalmente a noi, cittadini qualunque, di riconquistare la NORMAlità attraverso il Suo attivismo. Questa sarebbe la vera democrazia partecipata!
Confidando in un Suo sicuro riscontro, colgo l’occasione per porgerLe i miei più cordiali saluti.
Avv. Raffaele Di Monda
Presidente dell’associazione L’Ego di Napoli

Ad istanza dell’avv. Raffaele Di Monda, si notifichi copia dell’antescritto atto a:

1) Ill.mo Presidente della Repubblica, anche n.q. di Presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, On. Giorgio Napolitano, dom.to in Roma alla Piazza del Quirinale, Palazzo del Quirinale;

2) Ill.mo Presidente della Corte Costituzionale dott. Franco Bile, dom.to in Roma alla Piazza del Quirinale n. 41.

INFO
U F F I C I O S T A M P A :
081 761.42.23 – 339 83.83.413- 337 92.90.93 e-mail kuhnepress@tin.it

da: Kuhne & Kuhne Associati – Uffici Stampa [kuhnepress@tin.it]


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