SIVIGLIA. IL MEDITERRANEO: UN MARE DI CULTURA E SPERANZA.

Il Mediterraneo: un mare di cultura e di speranza.
Dal 28 al 30 giugno Siviglia si é convertita da capitale dell’Andalusia a capitale della cultura mediterranea, nell’ambito di un’iniziativa denominata Tavole Rotonde “Europa-Mediterraneo-Golfo” e organizzata dalla Fundazione “Tres Culturas del Mediterraneo” di Siviglia, con la collaborazione della fondazione “Anna Lindh per il Dialogo tra le Culture”.
Questo incontro fa seguito al primo tenutosi in Parigi dal 13 al 15 settembre 2006 e precede l’ultimo (almeno di questo primo ciclo) che si svolgerá ad Alessandria d’Egitto tra circa sei mesi.
Il ciclo di conferenze si é sviluppato intorno a sei tavole rotonde: Fratture culturali, Memorie, Storia e Conservazione del Patrimonio; Scritti e Immagini; Fatti Religiosi e Societá; Modernismo Sociale; Educazione; Valori compartecipati, Valori comuni.
All’appello dell’iniziativa sivigliana hanno risposto interlocutori tanto europei,tra cui l’Italia, quanto provenienti da paesi arabi, sia del mediterraneo che del Golfo Persico, uniti dalla volontá di colmare il vuoto creato dall’ ignoranza reciproca o dalla scarsa conoscenza dell’ “altro” attraverso un avvicinamento intellettuale e una conoscenza vera e piú profonda.
É stata un’opportunitá efficacissima per approfondire il dialogo sui popoli che abitano queste aree geografiche, divisi non solo da un mare ma anche da crescenti equivoci e polemiche senza tuttavia dimenticare la cultura, le tradizioni e gli obiettivi sociali e politici che li avvicinano.
La dimensione internazionale di questo evento ha prodotto scambi di pensieri, posizioni ideologico-politiche e fondamenta per azioni concrete da intraprendere nel futuro.
A questo proposito é risultato di particolare interesse la tavola rotonda “Scritti e Immagini” che ha avuto tra i relatori un docente italiano dell’Universitá di Torino, Michelango Conoscenti, portatore di idee innovative e convincenti.
Uno dei punti centrali di questa tavola rotonda é stato “il dialogo”: sviscerandone la sua natura, quello di una comunicazione tra due parti, e il suo obiettivo principale rappresentato dall’ascolto reciproco.
Tutti i relatori hanno concordato sul ruolo crescente che internet e le sue differenti applicazioni acquisiscono quotidianamente nella vita dei giovani e dei meno giovani. Nonostante ció, si é voluto confermare il ruolo centrale del libro, in quanto veicolo di acquisizione di memoria storica, che resta fondamentale per tutti anche, o forse soprattutto, in un mondo sempre piú globalizzato.
Anche la Tavola rotonda “Fatti religiosi e Societá” ha svolto un ruolo chiave nella interpretazione delle tendenze verso le quali si muovono le societá dei paesi coinvolti nella conferenza.
Si sono affrontate questioni attuali e a volte preoccupanti come la dicotomia ateismo-fede, o l’ identitá religiosa nelle societá globalizzate ma anche le differenze tra cristiani d’oriente e d’occidente e le discrepanze tra gli ortodossi e i laici delle tre religioni monoteiste.
La Spagna e la Turchia hanno lanciato un’iniziativa coraggiosa e stimolante denominata “Allenza di Civilizzazioni” capace di creare un gruppo all’interno delle Nazioni Unite, che riunisce personalitá provenienti da differenti contesti culturali e religiosi il cui obiettivo é la identificazione di possibili strategie che rendano possibile e piú snella la comprensione e la conoscenza reciproca dei paesi coinvolti nel processo.
É in questo contesto che la Fondazione “Tres Culturas del Mediterraneo” e le tavole rotonde hanno voluto sottolineare il ruolo chiave del Mediterraneo come centro di saggezza, cultura ancestrale e speranza di una pace da costruire partendo dalle radici dei popoli che lo abitano.
Come detto, si replica in Egitto a fine anno.
da: Elisabetta Necco
(nella foto casa antica di Siviglia)

IL VOLUME “GENTE DEL SUD” DI FRANCESCA BLASI. GIOVEDI 5 ALLA PROVINCIA DI SALERNO INCONTRO STAMPA.

Giovedì 5 luglio, alle ore 18.30, presso il Salone di Rappresentanza “Girolamo Bottiglieri” della Provincia di Salerno, il professore universitario e scrittore Rino Mele presenterà il volume “Gente del Sud”, scritto dalla giornalista Francesca Blasi ed edito dalla Casa Editrice 10/17.

L’AUTRICE

“Un viaggio lungo due anni – dichiara Francesca Blasi nell’introduzione – intrapreso durante la mia collaborazione al settimanale “Agire”. Ho intervistato professori universitari, ex sindaci, presidenti di Provincia, cavalieri del lavoro, industriali, pittori ed artisti della parola e della materia. Mi sono intrufolata nei sentieri del loro passato. Ripercorrendo tappe significative della loro esistenza e, nel contempo, segmenti di storia di questa nostra città. Ho ascoltato decine di vissuti che mi hanno appassionato, emozionato ed anche intenerito. Ricordi di un passato ancora vivo nella mente e nel cuore dei protagonisti, prezioso retaggio di un presente per loro appena svanito. Insieme a me, i protagonisti di questo volume, hanno richiamato alla mente nomi, date, luoghi, eventi politici, sociali, culturali e personali che avevano e tuttora hanno valenza, non solo soggettiva, ma spesso anche di memoria storica per Salerno ed il nostro Sud che si sono trovati ad esserne cornici inconsapevoli. A questa terra c’è chi si è avvicinato per motivi politici, chi per motivi prettamente professionali e chi, infine, perché l’ha dipinta o racchiusa in un racconto fatto di storie antiche e dimenticate. Ogni personaggio ha lasciato dentro di me una traccia, un’immagine, una sensazione, un brandello del loro passato. Che oggi è anche un po’ il mio”.

LA PREFAZIONE DI UN GRANDE

Prima di inoltrarsi nella lettura del volume, è significato soffermarsi sulla prefazione di una firma prestigiosa come quella del giornalista e scrittore Antonio Ghirelli.

“Prima di leggere questo racconto di un lungo viaggio che Francesca Blasi ha compiuto in due anni, per conto del settimanale al quale collaborava, attraverso la realtà di Salerno, – sottolinea Antonio Ghirelli – ho accettato volentieri di curarne la prefazione per via dell’amore che porto da sempre alla città. Sono napoletano ma non mi sono mai sentito né guelfo né ghibellino rispetto ad altri campanili italiani, figuriamoci quelli della nostra Campania. Salerno, però, è un amore particolare, forse nato quando appena decenne visitai, con mia madre Cava dei Tirreni, dove un cugino, figlio dell’allora podestà, partecipava ad un torneo di tennis, forse, molto più tardi, nell’estate drammatica del ’43, quando passai le linee a Tramonti per sfuggire al rastrellamento dei tedeschi e raggiunsi Salerno, dove c’era già qualcuno del governo Badoglio a rappresentare, bene o male, uno straccio di Italia libera. Dopo di allora, molte altre visite mi hanno legato ad una terra che somiglia tanto alla mia ma che, per tante ragioni storiche, e non solo, è tanto diversa per capacità di concentrazione, serietà di impegno, spirito pratico. Ne discutevamo spesso con Alfonso Gatto lo straordinario poeta cui ebbi la fortuna di legarmi come lettore, collega di redazione, compagno di partito ed amico. E il destino ha voluto che sia stato invitato poi più di una volta dagli amici del “Catalogo” e dal presidente della Provincia Andria, a ricordare, in sale gremite di ragazzi e ragazze commossi, i versi incantevoli e la dolcezza del grande poeta salernitano. Il mio gemellaggio spirituale con la città di Arechi si è definitivamente rafforzato, infine, il 10 maggio del 2002 quando un gruppo di amici salernitani, mobilitati da Antonio Bottiglieri, festeggiò in fraterna allegria i miei primi 80 anni.
Furono, dunque, tutti questi precedenti a suggerirmi di accogliere volentieri l’invito di Francesca Blasi a preparare una introduzione al suo libro. Non sospettavo, in quel momento, di trovarmi di fronte ad un documento di straordinario interesse e – diciamolo pure – di singolare valentìa professionale, la cui piacevolissima lettura mi ha consentito di integrare la naturale simpatia per Salerno con una conoscenza approfondita, variegata, vasta della sua complessa società, ossia della classe dirigente, dei professionisti, artisti, imprenditori, politici che tessono ogni giorno, nei campi più diversi, la tela di una comunità moderna e sensibile come poche, non solo nel Sud ma in tutto il nostro Paese. Auguro molta fortuna alla collega Blasi non solo perché lo merita la sua scrittura ricca di echi culturali e di vivacissima curiosità, ma anche per il prezioso servizio che reca alla sua città con una galleria di personaggi che la onorano in ogni settore della vita associata. Stupisce la folla di artisti “della parola e della materia”, come dice Francesca; colpisce (in una città del Sud) l’efficienza del ceto imprenditoriale, insieme con l’intraprendenza e il civismo dei politici, da Vincenzo Giordano ad Alfonso Andria, da Gennaro Rizzo al terribile e formidabile Vincenzo De Luca; fa meditare l’impegno generoso ed avvertito di scienziati, docenti universitari, religiosi.In altre parole, sono convinto che il lettore di questo libro vi troverà molto spunti di interesse, di stupore e di divertimento. A mio avviso, a Francesca Blasi si può rimproverare un solo difetto, che è paradossale in una scrittrice: nel suo affascinante repertorio figurano un numero troppo esiguo di donne. Vuol dire che potrà rifarsi con il prossimo libro!”

da: francesca blasi – 334 30 86 919
[bla.fra@katamail.com]


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