4 settembre 2004 – 11) Settembre al Borgo di Casertavecchia, il programma di sabato 4 e domenica 5 settembre
Sabato 4 settembre – Teatro della Torre – Ore 20.30
Spiro Scimone e Francesco Sfarmeli: “Nunzio”. Due personaggi in una stanza che parlano col silenzio. Regia di Carlo Cecchi Notte dialettale sulla strada del jazz con Ivan Segreto “Porta Vagnu”
Posto unico numerato : 15 Euro
Due registi, Spiro Scimone e Francesco Sfarmeli, che diventano due attori, Nunzio e Pino, per realizzare Due Amici, film tratto dalla loro commedia Nunzio. Messinesi di origine, ambientano la loro storia nella periferia di una grande città del nord dove i due immigrati condividono la stesso appartamento. Ignoratisi a lungo, il loro rapporto subisce un avvicinamento quando Nunzio è costretto a casa dal suo lavoro di operaio per una insistente quanto infida tosse da esalazioni tossiche. Il perdurare dell’inattività lo porta ad osservare con curiosità infantile i saltuari passaggi di Pino che tra un viaggio e l’altro stimola la fantasia del coinquilino sulle abitudini del mondo esterno. La sua vita, infatti è racchiusa in un perimetro familiare e cadenzato da rituali ed incontri in cui le giornate si ripetono secondo lo stesso ritmo ma con toni sempre più avvincenti. Tutto intorno a lui è riconoscibile ed uguale a se stesso. Ogni giorno riti imprescindibili scandiscono la quotidianità della periferia schiacciandola alla sua geografia fissa e alla sua routine cantilenante. Il bar, dove due pensionati fanno i cruciverba dando sempre le stesse risposte; la macchina, con cui i colleghi operai si spostano sempre in gruppo come se non esistessero individualmente; il pescivendolo, che sempre alla stessa ora consegna, scaraventandolo, il medesimo pacco di pesci a Pino; la radio che manda sempre la stessa dedica. Ma dentro queste tappe la storia cresce ed altre storie si innestano diventando anch’esse schematiche e ripetitive ed ispessendosi strato dopo strato di una nuova composizione emotiva. La reiterazione e il rispetto del gesto rituale che si fa tradizionale restituiscono i canoni di una meridionalità già connotata dall’uso di un dialetto che è quasi gergo di riconoscimento in una città estranea. Meridionalità che passa anche attraverso la tetraggine e il senso di morte che tinge amaramente il film. Un essere “del sud” che è insieme adattamento e stupore davanti alla diversità, lo stesso stupore che genera l’esistenziale innocenza di Nunzio davanti al mondo. L’innocenza pura e lampante come la comicità della rappresentazione, affidata non alle parole ma all’immediatezza delle immagini, della mimica, del dialetto. Caratteristiche tutte che fanno del film un’opera interessante e sincera nel non voler scaraventarsi contro la durezza della vita ma nel prepararsi a riceverla protetti dal nido che si è costruito intorno.
Ivan Segreto
29 anni, é figlio del profondo sud siciliano. Sciacca é la cittadina in cui é vissuto, circondato da una famiglia numerosa. Il casale vicino al mare in cui i nonni, i loro otto figli e uno stuolo di nipoti si ritrovano ogni anno per il periodo dell’estate, fa da sfondo alle prime passioni musicali di Ivan.
Figura fondamentale é quella dello Zio Nino, che catalizza l’attenzione di tutti inventando canzoni, accompagnandosi con la chitarra nelle lunghe serate estive. Lo Zio Nino é anticonformista, ha girato il mondo come artista di strada ed é inevitabile che Ivan, appassionato studente di pianoforte classico presso i migliori Maestri del luogo fin dall’età di nove anni, ne subisca il fascino e ne raccolga l’eredità artistica. Una eredità che diventa reale, concreta, attraverso le note di una canzone che lo Zio Nino compone quando Ivan é ancora un ragazzino, e che il nipote elabora, plasma e reinventa dopo che un incrollabile amore per la musica lo porta a percorrere strade nuove: quelle del jazz, per quanto riguarda l’arte, e quelle di Milano, per quanto riguarda la vita. Alla ricerca di un ideale punto d’incontro tra le passioni e la concretezza del vivere quotidiano.
Il testo di “Porta Vagnu” (nome di una delle cinque porte d’accesso al paese di Sciacca) é stato scritto dallo Zio Nino, in dialetto siciliano, ma il ‘respiro musicale’ creato da Ivan é tale da dare alle parole un suono universale, indipendentemente dalla conoscenza della lingua.
Prevendita biglietti Festival:Infoline Ticketteria – 0823/353336
12) Settembre al Borgo di Casertavecchia, il programma di domenica 5 settembre
Domenica 5 settembre – Piazza Vescovado – Ore 21.00
Leonardo Manera: “Aspetto e spero”
Spettacolo Gratuito

Categorie: Eventi

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