L’apparente leggerezza della gastronomia al Settembre al Borgo

Presentata con largo anticipo, presso il megastore Feltrinelli di Napoli e in seguito alla Reggia vanvitelliana di Caserta, la trentottesima edizione del Settembre al Borgo, la rassegna in programma dal 28 al 31 agosto e dal 4 al 7 settembre 2008 a Caserta Vecchia.

“Ci saranno eventi diversissimi tra loro – hanno dichiarato Ferdinando Ceriani e Paola Servillo, direttori artistici, durante la conferenza stampa – pensati per un pubblico eterogeneo e un’intera giornata, quella inaugurale, sarà dedicata ai bambini. Il cartellone proporrà soprattutto tasselli di uno stesso mosaico poetico che ha l’obiettivo di guardare il mondo con un’altra ottica. Abbiamo creato la leggerezza nei campi della musica, dell’ affabulazione, della poesia, del teatro, della televisione, coinvolgendo artisti nazionali e internazionali che, secondo noi, esprimono, ciascuno a suo modo, quella sottrazione di peso che poniamo al centro del festival”.

Un’anteprima ci sarà il 13 luglio alle ore 21 nel Palazzo Reale di Caserta con il concerto del brasiliano Caetano Veloso, uno dei più grandi cantautori del Novecento, che porterà il suo sound fatto di rock, bossa nova, musica di Bahia, sonorità africane e la struggente melanconia del fado.

Dal 28 agosto per dieci giorni, nel Duomo, nella Chiesa dell’Annunziata e nel Teatro della Torre dell’antico borgo medievale che domina Terra di lavoro, oltre venti spettacoli all’insegna, appunto della leggerezza, prendendo spunto dalla lezione americana di Italo Calvino con la partecipazione di personaggi come Daniele Pinzi Pasca (regista del Cinque du Soleil), Frankie Hi-Nrg, Licia Maglietta, Sonia Bergamasco e Fabrizio Gifuni, Stefano Bollani, Marco Baliani, Giorgio Battistelli ed Enrico grezzi (con un “blob”sulla leggerezza) e, infine, Gabriele Vacis con le “interviste impossibili”.

Non poteva mancare uno spettacolo che ha per tema la gastronomia. Food Sound Circus, Donpasta. Selecter. Sotto un tetto di stelle, un narratore, quasi un griot, parla di gastronomia per raccontare la storia del Mediterraneo, tra il Salento, la Spagna, la Francia e l’Africa.

Un gruppo di musicisti lo accompagna mentre giocolieri e acrobati preparano la tavola. Il circo diviene strumento di sovversione e poetica dei luoghi di cucina, in una trasformazione della realtà, che rinasce sotto altre forme, attraverso un movimento di immagini, suoni e parole.

Food sound circus non è uno spettacolo di cucina, ma uno spettacolo che ruota attorno ad essa. Su un palco, il gastrofilosofo donpasta, il più eretico e dolce bandoneonista italiano, Daniele Di Bonaventura con il suo quartetto, e i circensi Ewan Consell e nani rossi, riuniti attorno ad una cucina per raccontare l’apparente leggerezza della gastronomia.

Mario Carillo [mcarill@tin.it]


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