NASA sta per presentare la prima missione che “toccherà” il Sole [DIRETTA]
22/35 International Business Times (IT) Alessandro Martorana © Fornito da IBT Italy solar probe plus
La NASA nelle prossime ore annuncerà la propria prima missione diretta nelle immediate vicinanze dal Sole: stiamo parlando di Solar Probe Plus, una sonda che dovrebbe partire nell’estate del 2018 e che dovrebbe arrivare sino ad una distanza di 6,4 milioni di km dalla “superficie” (ossia dalla fotosfera), ossia quasi abbastanza vicino da “toccare” la nostra stella, per usare le parole utilizzate dall’agenzia spaziale statunitense.

Una distanza così ridotta sottoporrà Solar Probe Plus a calore e radiazioni ad un livello enormemente superiore a qualsiasi cosa una navicella costruita dall’uomo abbia mai dovuto sopportare. La presentazione della missione si svolgerà oggi 31 maggio a partire dalle 17:00 alla University of Chicago e sarà trasmessa in diretta streaming sulla TV della NASA: chi vorrà, potrà seguire l’evento tramite il viewer che trovate in testa all’articolo.
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“La navicella esplorerà l’atmosfera esterna del Sole e farà osservazioni fondamentali che risponderanno a domande vecchie di decenni riguardanti la fisica alla base del funzionamento delle stelle”, spiega la NASA nel comunicato con il quale annuncia la diretta streaming. “I dati ottenuti miglioreranno le previsioni dei grandi eventi meteorologici spaziali che avranno un impatto sulla vita sulla Terra, così come sui satelliti e gli astronauti nello spazio”.
Come detto, sono molti gli aspetti che Solar Probe Plus dovrà cercare di approfondire nel corso della sua permanenza in orbita intorno al Sole, come ad esempio la struttura e la dinamica dei campi magnetici o anche tracciare i flussi di energia che causano il riscaldamento della corona e l’accelerazione del vento solare.

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Descrizione degli strumenti scientifici di Solar Probe Plus  NASA
Ad ogni modo, il Sole non sarà l’unico protagonista di questa missione: la navicella effettuerà infatti ben 7 sorvoli di Venere: se sarà rispettata l’ipotetica data di lancio del 31 luglio del prossimo anno, il primo passaggio nei cieli del secondo pianeta del Sistema Solare dovrebbe avvenire appena un paio di mesi dopo, il 27 settembre.
L’ultimo sorvolo di Venere dovrebbe invece avvenire nell’ottobre del 2024 quando, sfruttando l’assistenza gravitazionale del pianeta, si lancerà verso il primo passaggio ravvicinato sul Sole, in programma meno di due mesi più tardi. Questa tabella di marcia è ovviamente più che provvisoria: presumibilmente, qualche dato più preciso si potrà avere oggi pomeriggio durante la diretta streaming della NASA.

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Rappresentazione artistica della sonda Solar Probe Plus  JHU/APL
C’è comunque da supporre che una significativa parte della presentazione sarà riservata a spiegare in che modo Solar Probe Plus potrà fare a sopravvivere al fortissimo calore ed alle intense radiazioni che si troverà ad affrontare. Ad esempio, gli strumenti sulla sonda saranno protetti da uno scudo composto principalmente da carbonio spesso oltre 11 cm: questo dovrebbe essere sufficiente ad evitare i danni che potrebbero essere causati da temperature di quasi 1.400°C.
Nel corso della presentazione della missione prenderanno la parola diversi scienziati di alto livello, oltre a Thomas Zurbuchen, amministratore associato del direttorato NASA per le missioni scientifiche, a sua volta figura di rilievo a livello mondiale nel campo della fisica dell’eliosfera. Insieme a lui sul palco saliranno:
Nicola Fox, scienziata del Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory;
Eugene Parker, professore emerito della University of Chicago;
Eric Isaacs, vice-presidente esecutivo per la ricerca e l’innovazione della University of Chicago;
Rocky Kolb, decano della divisione di scienze fisiche della University of Chicago.

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Rappresentazione artistica della sonda Solar Probe Plus in fase di avvicinamento al Sole  Johns Hopkins University Applied Physics Laboratory
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Uno dei principali compiti della sonda sarà quello di raccogliere quante più informazioni possibili sulla corona, la parte più esterna dell’atmosfera del Sole, interamente costituita da plasma e normalmente invisibile salvo che durante le eclissi solari. Una delle caratteristiche principali della corona è il fatto di essere notevolmente più calda (di varie centinaia di volte) della superficie del Sole.
Una delle cose che Solar Probe Plus dovrà cercare di spiegare è proprio il motivo di questa caratteristica apparentemente contro-intuitiva: le principali ipotesi provano a spiegare la cosa tramite l’interazione dei fortissimi campi magnetici del Sole, ma la sonda dovrà aiutare a fornire delle risposte più precisa su quest’area, “responsabile” di venti solari, flare ed espulsioni di particelle.


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