SCUOLA E AGRICOLTURA INSIEME PER VITA E AMBIENTE PIU’ SANI

Il patrimonio di valori,produzioni ed esperienze legati all’attività agricola e all’ambiente rurale costituiscono una grande opportunità per fronteggiare con più sani ed equilibrati stili di vita l’allarmante diffusione di patologie causate dall’obesità in età scolare e il degrado ambientale.
Il significativo contributo che è possibile mettere in campo in tal senso è stato al centro della Festa dell’alimentazione svoltasi nella sede 2° Circolo didattico di Sant’Antimo a conclusione del progetto di educazione alimentare avviato in collaborazione con la Coldiretti Campana, l’Ufficio Scolastico Regionale, la Regione Campania, il Comune e l’ASL Napoli 3.
L’appuntamento si è caratterizzato da un confronto sulle iniziative volte a insegnare sane abitudini alimentari e motorie in età scolare insieme alla presentazione dell’orto, degli stand di prodotti tipici locali per degustazioni guidate e del percorso campestre realizzati dagli scolari in collaborazione con i docenti e i giovani del Movimento giovanile Coldiretti.
“Una sana e sicura alimentazione, garantita, altresì, da un efficace sistema di certificazione dell’origine degli alimenti – ha evidenziato il direttore della Coldiretti campana,Vito Amendolara – non può prescindere, infatti, da una più ampia e diffusa “cultura alimentare ed ambientale” fondata sulla conoscenza dei pregi nutrizionali dei prodotti agricoli che costituiscono, oltre alla base del più apprezzato e salutare modo di alimentarsi, quale è la dieta mediterranea, una sana gestione e salvaguardia del territorio.
Secondo quanto emerso dall’ultimo Congresso Internazionale sull’obesità i ragazzi delle nuove generazioni potrebbero essere i primi ad avere una vita più breve dei propri genitori per colpa delle malattie causate da regimi alimentari sbagliati e dal soprappeso, mentre secondo un rilevamento effettuato dall’Unione Europea le malattie collegate direttamente all’obesita’ sono responsabili del 7 per cento dei costi sanitari dell’Ue.
In questo contesto la Campania, quale regione più giovane e più obesa d’Italia, è particolarmente interessata al fenomeno.
Aiutare le giovani generazioni a diventare consumatori consapevoli è una esigenza che la diffusione delle cosiddette malattie del benessere, insieme alle emergenze alimentari e alle pericolose insidie degli alimenti geneticamente modificati rendono sempre più pressante, sollecitando interventi adeguati per il suo necessario soddisfacimento – ha rilevato la dirigente del 2° Circolo didattico, Pina Maisto.
Nel quadro degli indirizzi organizzativi che la vedono fermamente impegnata in tal senso con il progetto “Incontri in fattoria” attraverso l’associazione per l’agriturismo, l’ambiente e il territorio, Terranostra e il Movimento Giovanile, il contributo della Coldiretti campana si è rivolto, in particolare a rafforzare un più consapevole e naturale rapporto con gli alimenti e a stabilire un approccio di tipo preventivo per evitare che, in età adolescenziale, fattori culturali ed ambientali possano favorire un aumento di disturbi del comportamento alimentare e nelle altre moderne patologie dell’età adulta.
Per queste importanti esigenze la valorizzazione della funzione educativa delle nostre imprese agricole consente, l’attivazione di un contributo di grande rilevanza sociale insieme alla creazione di nuove opportunità di sviluppo aggiuntive a quelle derivanti dalla primaria e insostituibile funzione produttiva – ha spiegato il componente della giunta nazionale del Movimento giovanile Coldiretti, Vittorio San Giorgio.
Il principio di base è quello di mettere in gioco direttamente le aziende agricole nelle attività di educazione alimentare, di conoscenza dei prodotti e delle filiere alimentari, riconoscendo, nella riscoperta e valorizzazione delle molteplici valenze dell’attività agricola, agli agricoltori, il ruolo di depositari della sana alimentazione, oltre che di “custodi” delle ricchezze ambientali e culturali del territorio.
da: Nicola Rivieccio
[nicola.rivieccio@coldiretti.it]


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