I SAMURAI ITALIANI

Sono italiani i migliori samurai del mondo.
Per l`Italia, che ha già vinto altri due ori e quattro bronzi nelle competizioni individuali, si tratterebbe della riconferma di un successo.

Un duello con le sciabole senza alcun tintinnìo.
Fa un po’ strano, vero, ma le spade sono di gomma e stavolta a fare da colonna sonora al 34 ° campionato mondiale di Chanbara che si terrà a Yokohama in Giappone dal 21 al 23 novembre, sarà il suono delle due medaglie d’oro che i samurai italiani, campioni del mondo in carica, hanno già vinto l’anno scorso nell’antica arte marziale giapponese, la chanbara appunto, che si pronuncia con l’accento sulla a. Una sorta di scherma ante litteram dove si combatte con spade gonfiate ad aria al posto di quelle in acciaio e che tanto sta appassionando i nostri connazionali.
La squadra, per la maggior parte composta da atleti della scuola salernitana, guidata dai maestri Giovanni Desiderio e Gerardo Del Guacchio e dall`allenatore Diego Falco, è formata da Dario Capua, David Atria, Paolo Celentano ed Antonio Corrado.
Altro che occhi a mandorla. Della nazionale fanno parte anche gli atleti Anna D’Ambrosio, Salvatore Rufolo, Flora La Rocca, Contesimo Chiara, Antonio Di Donato e Daniele Toscano, che stavolta però non partiranno alla volta del Giappone a causa di infortuni occorsi durante gli allenamenti di preparazione alla competizione mondiale.
Lo scorso anno i nostri spadaccini dominarono i mondiali di specialità cui presero parte 21 squadre e 750 atleti, battendo a sorpresa i favoritissimi giapponesi, e poi superando le squadre della Giordania, Egitto, Stati Uniti e Lituania ed in finale sconfissero la Francia quasi a ripetere in modo speculare i mondiali di calcio.
Dunque abbiamo tutti i presupposti per vincere di nuovo, considerato il clamoroso successo dell’anno scorso dove sono stati vinti anche due ori e quattro bronzi nelle competizioni individuali. L’impresa di quest’anno intanto si presenta ardua, in quanto soprattutto i padroni di casa del Giappone saranno vogliosi di riscattare lo smacco dell’eliminazione che subirono al primo turno proprio dagli azzurri. Dalla nostra c’è però che nel corso dell’anno 2008 la nazionale italiana ha anche conquistato il titolo di campione d’Europa al campionato svoltosi a Tallin in Estonia.
Non bisogna però adagiarsi sugli allori e di tutte le difficoltà del caso è consapevole il maestro Desiderio: “Sappiamo che, essendo detentori del titolo mondiale e di quello europeo conquistato in Estonia a maggio, tutte le altre nazionali ci aspetteranno al varco, ma questo non ci spaventa, anzi ci stimola ancora di più. Inoltre quest’anno potremo contare su un gruppo fortemente competitivo. Che dire: i presupposti per fare bene ci sono tutti “.
Anche l’assessore allo Sport della Provincia di Salerno Piero Cardalesi, nel portare i saluti dell’Amministrazione Provinciale, ha voluto personalmente augurare un in bocca al lupo alla squadra azzurra composta in parte da salernitani.
Riguardo a questo sport ancora semisconosciuto occorre dire che si tratta di una vera e propria arte ed ha radici nel medioevo nipponico dove a causa del tardivo utilizzo delle armi da fuoco, nel Sol Levante l’uso di spade e pugnali è stato studiato e perfezionato fino alla seconda metà del 1800.
Ora è diventato uno sport che prende il nome dal suono ‘shan’, ovvero il sibilo delle lame vibrate nell’aria.
Quest’arte, oggi declinata in chiave sportiva, prevede l`uso di spade, pugnali e alabarde gonfiate ad aria ed è tornata alla ribalta pochi anni fa, quando il regista americano di origini italiane Quentin Tarantino, nel suo film Kill Bill, l’ha resa celebre grazie alle imprese di Black Mamba, alias Uma Thurman.
Lo chanbara è presente anche in film come “I sette samurai” di Akira Kurosawa o la saga dello spadaccino cieco “Zatoichi”.
Così come nei duelli dei film di Bruce Lee, dove nei movimenti degli attori ci sono numerosi riferimenti a questa arte marziale.
Mosse che rimandano ai cartoni giapponesi mandati a rotazione continua sulle tv private degli anni ’70 e ’80.
Quelli dove i protagonisti si cimentavano in lunghissime battaglie all’ultimo sangue. Chissà che non siano venuti in mente ai nostri campioni durante le contese.
Andrea Gambardella
Da: [andreagambardella@gmail.com]

PS.: Gentili colleghi, grato per quanto farete, vi porgo i miei più cordiali saluti e vi auguro buon lavoro. Andrea Gambardella


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