SALUTE: ALIMENTARE; IN SOVRAPPESO IL 40% DEI BAMBINI RAGUSANI
(AGE) RAGUSA – Il 40 per cento dei bambini ragusani è in sovrappeso, non ha buone abitudini alimentari e “ruba” la merenda senza farsene accorgere da mamma e papà. Il 14 per cento del campione è addirittura obeso. Sono questi alcuni dei dati emersi dall’indagine condotta dal Corfilac, il Consorzio per la ricerca sulla filiera lattiero-casearia, su un campione di 1257 studenti di scuole elementari e medie di Ragusa, presentata a Cheese Art, in corso al castello di Donnafugata. L’ente di ricerca ha condotto l’analisi intervistando i bambini che hanno preso parte al progetto “Casaro per un giorno” che ha permesso ai più piccoli di conoscere le tradizioni casearie e di realizzare direttamente dei mini processi di caseificazione, sperimentando la manualità sulla pasta filata. “A questi ragazzi abbiamo somministrato dei questionari – ha spiegato Catia Pasta del Corfilac – e abbiamo scoperto che hanno molta autonomia nello scegliere almeno due dei cinque pasti quotidiani, in particolare la ricreazione di metà mattina (il 21 per cento dei casi) e la merenda pomeridiana (il 53 per cento). E se negli altri pasti e’ dominante la presenza della mamma, il 31 per cento degli intervistati consuma anche un sesto pasto, un “fuoripasto” costituito per lo più da merendine farcite, in vendita nei supermercati, introducendo così un altro 20% di apporto calorico”. Una mancanza di controllo da parte degli adulti, che si intensifica nei momenti in cui i bambini restano “parcheggiati” davanti a tv e computer, in media 3,30 ore a settimana, ovvero 54 giorni l’anno. Mangiano troppi grassi e troppi zuccheri semplici, poca frutta e pochissima verdura, c’è un’alta frequenza di pasti in stile fast food, abitudine al consumo di bevande gassate e zuccherate e di snack dolci e salati, spesso in porzioni non controllate. Tutto ciò è aggravato dalla ripetitività dei cibi consumati e dalla scarsa attività fisica. L’invito viene rivolto, prima che ai bambini, ai genitori che devono regolare meglio anche le proprie abitudini alimentari. “I bambini – continua la ricercatrice scientifica Pasta – imitano spesso i comportamenti dei genitori. E’ emerso che a cena mangiano pizza e patatine quasi quotidianamente. Da qui l’esigenza di monitorare i modelli e i panieri di scelta”. Un controllo da affidare anche ai pediatri, affiancati alla famiglia. Una proposta, al riguardo, la lancia Angelo Occhipinti, medico aderente alla Fimp, Federazione Italiana Medici Pediatri, organismo che ha effettuato in provincia di Ragusa uno screening su 8.000 bambini di età compresa tra i 6 e i 14 anni. “Lo screening ha rilevato l’indice di massa corporea, l’accesso ponderale e il peso ideale – ha detto Occhipinti – registrando anche in provincia di Ragusa un trend negativo che comunque è in linea con i dati regionali e nazionali. Le autorità sanitarie locali dovrebbero dare vita a stazioni-sentinelle formate da medici pediatri per realizzare modelli di sorveglianza”. Ma il formaggio tradizionale può risolvere i problemi dell’obesità? Il calcio contenuto non aiuta ma e’ utile ai fini nutrizionali. Secondo il prof. Jean Harvey Berino, dell’Universita’ del Vermont, un aiuto può venire dal prodotto artigianale purché consumato in piccole porzioni. In America si sta cercando di combattere l’obesità attraverso programmi del dipartimento della Salute. “Il problema vero – ha detto il docente universitario – è che le mamme in America non cucinano più. Si affidano ai prodotti surgelati, spesso senza gusto, e i bambini crescono conoscendo soltanto l’odore dell’acqua che bolle”. Dall’indagine condotta da Corfilac viene fuori anche un dato più rassicurante: i bambini intervistati hanno dichiarato di conoscere il nome “Ragusano Dop”. Conoscono il nome, ma non sanno la differenza tra il formaggio Dop e il “Cosacavaddu”, ma è comunque segno di un messaggio che inizia a passare anche tra i giovani consumatori. (AGE)Data: 28/06/06 13:47Autore: AUR

SALUTE: PIOPPI (SA), CARRIE KEYS CHIUDE IL FESTIVAL DIETA MEDITERRANEA
(AGE) PIOPPI, Salerno – Il “Festival della Dieta Mediterranea”, promosso dal Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi, Comune di Pollica, Salerno, si è concluso dopo 5 giorni di iniziative con l’intervento di Carrie Keys D’Andrea, figlia dello scienziato americano Ancel Keys, che insieme alla moglie Margaret rese nota al mondo la cosiddetta Dieta Mediterranea con il best seller “Eat Well and Stay Well”. Carrie Keys è giunta in Italia per ritirare, in rappresentanza della madre Margaret Keys, il premio “Le Chiavi di Ancel”, dedicato appunto ad Ancel Keys, e voluto dal Museo Vivente della Dieta Mediterranea di Pioppi, anch’esso dedicato allo studioso americano, per riconoscere i divulgatori della corretta alimentazione e degli stili di vita salutari. L’importanza storica e scientifica di Ancel Keys – a cui il settimanale inglese Time dedicò nel 1961 una copertina, soprannominandolo Mr. Colesterolo – è stata quella di avere compreso il rapporto tra malattie cardiovascolari e alimentazione, individuando in un corretto stile di vita e in particolare nella Dieta Mediterranea il migliore strumento preventivo, come la ricerca scientifica ha dimostrato nel corso degli ultimi 50 anni. E proprio nel borgo marinaro di Pioppi Ancel e Margaret Keys decisero di trascorrere gli anni tra il 1960 e il 2002, studiando e sperimentando le abitudini di vita cilentane. “Ringrazio gli abitanti di Pioppi per il calore con cui hanno accolto i miei genitori, che hanno amato questi luoghi ogni anno di più. Per oltre 40 anni Pioppi è stata la loro seconda casa e qui avrebbero voluto vivere per sempre” ha detto commossa Carrie Keys a conclusione della manifestazione. (AGE)Data: 29/06/06 11:25Autore: AUR


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