AL TEATRO VERDI “BLACKOUT”, CANTO PER GLI IMMIGRATI. L’8 MARZO PRESENTAZIONE DEL LIBRO ‘UOMINI E CAPORALI’
Salerno, 4 marzo 2010.
Debutta venerdì 5 marzo, eccezionalmente al Teatro Verdi, nell’ambito della rassegna “Un teatro nuovo nuovo” promossa dal Teatro Nuovo di Salerno, “BLACKOUT” , lo spettacolo di Andrea Manzi e Peppe Lanzetta, con Mariano Rigillo e Peppe Lanzetta, con la regia di Pasquale De Cristofaro, prodotto dal Teatro Studio di Salerno.
Dedicato a Miriam Makeba, lo spettacolo è tratto dall’opera “Morire in gola” di Andrea Manzi e da testi di Peppe Lanzetta e mette in scena, con una ballata a più voci, la tragica condizione degli immigrati.
Il drammatico ghetto negro di Castelvolturno è reso magistralmente dal canto poetico di Andrea Manzi che, in quattordici stazioni di una dolorosissima via crucis, restituisce la penosa condizione degli immigrati stretti tra una reale difficoltà d’accoglienza e una mai sopita xenofobia che da tempo caratterizza le nostre comunità.
La ballata è dedicata alla grande Miriam Makeba, scomparsa in occasione della manifestazione in ricordo delle vittime di Castelvolturno per mano della camorra.
“Abbiamo costruito questo oratorio civile – ha dichiarato il regista De Cristofaro – avvicinandoci con pudore al dolore di questi nostri fratelli privi d’ogni diritto. Sulla scena scorrono le immagini dei tanti ghetti italiani mentre la musica e la danza accompagnano due attori diversissimi tra loro ma capaci di rappresentare al meglio il valore della scrittura”. Nello spettacolo musiche di Paolo Cimmino e il Musicateneo Percussion Ensemble; immagini video di Michele Schiavino, coreografie della Comunità Senegalese.
Su questa stessa tematica è il successivo evento, in programma nella rassegna denominata ‘Un Teatro Nuovo Nuovo’:
lunedì 8 marzo alle ore 18 , presso l’ Auditorium di Salerno Energia, sito in Via S.Passaro, 1 a Salerno (zona Torrione), si terrà la presentazione del libro “Uomini e caporali- Viaggio tra i nuovi schiavi” di Alessandro Leogrande. L’autore ha incontrato gli immigrati, ovvero i nuovi schiavi, ha interrogato magistrati, avvocati, medici, sindacalisti che hanno provato a opporsi allo sfruttamento. Ne viene fuori un Sud in bilico tra arretratezza e modernità, dinamico e al contempo immutabile. Introdurrà i lavori Fernando Argentino, relazioneranno Andrea Manzi ed Ernesto Scelza. L’incontro, organizzato in collaborazione con Salerno Energia e Fondazione Premio Napoli, vedrà la partecipazione straordinaria del Procuratore della Repubblica Franco Roberti. Interverranno inoltre il Presidente della Fondazione Premio Napoli Silvio Perrella e l’autore del libro Alessandro Leogrande.
Ufficio Stampa del Teatro Nuovo
Info: info@teatronuovosalerno.it
Tel. 333.6414632
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Buongiorno,invio in allegato il comunicato stampa di un doppio appuntamento, in programma nell’ambito della rassegna ‘Un Teatro Nuovo Nuovo’, organizzata dalla Cooperativa Teatro Nuovo.
Venerdì 5 marzo alle ore 21, eccezionalmente al Teatro Verdi di Salerno, si terrà lo spettacolo Blackout’, di Andrea Manzi e Peppe Lanzetta, con Mariano Rigillo e Peppe Lanzetta, per la regia di Pasquale De Cristofaro. Lo spettacolo, dedicato a Miriam Makeba, tratta della tragica condizione degli immigrati nella nostra regione.
Sullo stesso tema, lunedì 8 marzo alle oe 18, presso l’Auditorium di Salerno Energia, si terrà la presentazione del libro ‘“Uomini e caporali- Viaggio tra i nuovi schiavi” di Alessandro Leogrande, che vedrà la partecipazione straordinaria del Procuratore della Repubblica Franco Roberti, oltre che dello stesso autore.
Per informazioni, tel. 333.6414632
Distinti saluti, Michele Piastrella.
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2.3.2010 – In occasione dell’incontro che si terrà domani 3 marzo alle ore 19.00 al Teatro Nuovo di Salerno su “Il teatro dei matti”, con Giuliano Scabia, Peppe Dell’Acqua e Davide Amendola, nell’ambito dell’iniziativa “Un teatro nuovo nuovo”, diffondiamo la lettera indirizzata ai futuri governatori regionali, a firma di Peppe Dell’Acqua, direttore del Dsm di Trieste, che sarà letta nel corso dell’incontro.
Ufficio stampa Teatro Nuovo
Tel. 333.6414632
Nell’Incontro Internazionale Trieste 2010: che cos’è “salute mentale”? Per una rete di salute comunitaria (9-13 febbraio), in occasione delle imminenti elezioni regionali, è stata elaborata una lettera di raccomandazioni alle candidate e ai candidati alla presidenza delle Regioni.
“Cara/o candidata/o Presidente,
in occasione del prossimo appuntamento elettorale, che coinvolgerà molte regioni italiane, vogliamo esplicitare alcune richieste in ordine alle
“politiche per la salute mentale” che, come le è noto, sono ormai di esclusiva competenza dei governi regionali.
L’assolutamente inutile dibattito sulla Legge 180 deve appartenere al passato. La Legge 180 ha finalmente eliminato uno statuto speciale (e rovinoso) per i “malati di mente”. Impossibile tornare indietro.
I servizi psichiatrici e per la salute mentale dovevano e devono essere costituiti in ogni regione non per legge “speciale” ma per pubblico dovere, come per qualsiasi altro settore della sanità pubblica.
In molte regioni questo non è avvenuto o è avvenuto con modalità gravemente improprie e senza una allocazione efficace delle risorse (case di cura private che erano escluse dalla legge, cosiddetti “centri di riabilitazione” dove le persone vengono trattenute per anni, residenze con caratteristiche di manicomialità, servizi psichiatrici di diagnosi e cura negli ospedali generali con le porte chiuse che fanno ricorso in maniera non accettabile alla contenzione, strutture territoriali ambulatoriali aperte poche ore al giorno, ecc.-.
Tutti sappiamo da molti anni, perché ne abbiamo oramai evidenze scientifiche, qual è il modello adeguato di servizi per la salute mentale, che possiamo così schematicamente configurare:
1. uno strutturato Dipartimento di salute mentale per ogni Azienda Sanitaria con un’unica
responsabilità di budget e di indirizzo clinico;
2. Centri di Salute Mentale funzionanti sulle 24 ore e per 7 giorni, dotati ciascuno di posti
letto per l’accoglienza di persone anche in crisi, di una equipe multidisciplinare con circa 1
operatore ogni 1500 abitanti, che oltre a svolgere interventi ambulatoriali e domiciliari, devono garantire la presa in carico e la continuità terapeutica nella comunità,
interfacciarsi con gli altri servizi sanitari e sociali del territorio, promuovere programmi di
emancipazione ed inclusione;
3. un servizio psichiatrico di diagnosi e cura allocato nell’ospedale generale, con non più di
15 posti letto, che funzioni eminentemente come pronto soccorso psichiatrico, come luogo di ricovero (TSV/TSO) per il tempo necessario e per quanti necessitino di competenze specialistiche dell’ospedale generale. L’accoglienza, il ricovero e le dimissioni avvengono in costante rapporto con il CSM 24ore dell’area di provenienza;
4. una rete di alloggi e di case per piccoli “gruppi di convivenza”, fino a 8 posti, supportati da graduate forme di assistenza, per coloro che non possono vivere in famiglia o da soli;
5. una rete di cooperative sociali e di laboratori di attività per favorire ogni forma di integrazione lavorativa o di occupazione delle persone coinvolte;
6. sostegno alle famiglie, sia attraverso i servizi domiciliari che attraverso programmi specifici di accoglienza e di informazione che attraverso il supporto alla dimensione associativa;
7. promozione del protagonismo e sostegno alle iniziative di auto-aiuto tra le persone con
esperienza di malattia;
8. forme di sostegno al reddito, alla socialità, ad appropriate politiche per la casa nell’ambito del rapporto tra aziende sanitarie ed enti locali attraverso la pianificazione territoriale;
9. attività di formazione permanente per gli operatori del servizio pubblico e il terzo settore
coinvolto in azioni complementari;
10. programmi di presa in carico di persone con disturbo mentale autori di reato, in alternativa all’internamento in ospedale psichiatrico giudiziario (OPG) e programmi di presa in carico degli internati nell’ OPG finalizzati alla loro dimissione e presa in carico territoriale, per contrastare qualsiasi forma di ricostruzione anche a livello regionale di OPG
Attraverso queste azioni coordinate e integrate – che dovrebbero avvalersi di circa il 5% delle risorse globali del fondo sanitario – è possibile come dimostrano numerose esperienze:
superare l’utilizzo di cliniche private, di residenze ad elevata concentrazione di utenti, di posti letto non accreditati o non sensatamente accreditabili,
attivare la pratica del programma terapeutico riabilitativo personalizzato, ovvero il Budget individuale di Salute (BdS), come modalità attraverso cui si impegnano le risorse, si definiscono di volta in volta gli obiettivi terapeutici riabilitativi e di integrazione.
In questo senso riconvertendo le spese per le strutture residenziali integrandole nel lavoro del CSM
adottare le “Raccomandazioni in merito all’applicazione di accertamenti e trattamenti sanitari obbligatori per malattia mentale” elaborate e approvate dalla Conferenza delle regioni e delle province autonome nell’aprile 2009.
ridurre il numero dei T.S.O.
abolire ogni forma di contenzione fisica e di abuso farmacologico,
azzerare l’invio di pazienti fuori del territorio di competenza delle rispettive aziende sanitarie,
riuscire a fare a meno del ricorso all’ospedale psichiatrico giudiziario.
Questo modello organizzativo dei servizi – già presente da anni e con provata efficacia in
alcune aree del paese – è del tutto praticabile e sostenibile, è finanziariamente compatibile.
Occorre però che gli amministratori lo vogliano con chiarezza e lo perseguano con adeguata determinazione, affinchè gli operatori psichiatrici pubblici, e in particolare i responsabili dei servizi, riescano a svolgere il loro lavoro in coerenza con i principi vigenti.
Solo in quanto gli amministratori agiscano coerentemente la loro funzione, senza più una
insopportabile dissociazione tra gli enunciati e le azioni, sarà possibile generalizzare quella trasformazione delle pratiche e della cultura che è stata avviata ancor prima delle legge 180 e che per ora ha dato i suoi frutti soltanto in determinate aree del nostro Paese”.
Per il Comitato Scientifico dell’Incontro Trieste 2010: che cos’è “salute mentale”? Per una rete di salute comunitaria,
Peppe Dell’Acqua.
da: michelepiastrella@libero.it
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Buongiorno, invio in allegato il comunicato stampa del primo evento in programma nella rassegna teatrale ‘Un teatro nuovo nuovo’. Si tratta dell’incontro con Giuliano Scabia, Davide Amendola e Peppe Dell’Acqua sul tema “Il teatro dei matti”, in programma mercoledì 3 marzo alle 19 al Teatro Nuovo, e del successivo spettacolo “La luce di dentro. Viva Franco Basaglia”, di Gianni Fenzi e dell’
Accademia della Follia, con la regia dello stesso Scabia, che avrà inizio alle ore 21, sempre il 3 marzo. In allegato anche la foto di Giuliano Scabia.
Distinti saluti,
Michele Piastrella (ufficio stampa – Teatro Nuovo).
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GIULIANO SCABIA E IL TEATRO DEI MATTI AL NUOVO DI SALERNO
Mercoledì 3 marzo al Teatro Nuovo di Salerno alle ore 19.00, ad apertura dell’iniziativa “Un teatro nuovo nuovo”, si terrà un incontro con Giuliano Scabia, Peppe Dell’Acqua e Davide Amendola sul Teatro dei matti, cui farà seguito lo spettacolo “La luce di dentro Viva Franco Basaglia”, di Gianni Fenzi, dell’Accademia della Follia, con la regia dello stesso Scabia. Lo spettacolo vede in scena Franco Basaglia insieme ad alcuni “matti”, un narratore e Marco Cavallo, il grande animale azzurro costruito nel 1973 nel manicomio diretto da Basaglia durante una ormai storica esperienza di teatro.
Per Giuliano Scabia, che ha accompagnato la trasformazione del manicomio con interventi diversi fino ad oggi (Il Teatro Vagante a Barcola nel 1977, Cinghiali al limite del bosco nel 1985, Lettera ai cavalli di Trieste nel 1995, Il Drago di Montelupo incontra Marco Cavallo nel 2003) si tratta di una nuova riflessione, insieme a tante persone (fra cui Franco e Franca Basaglia, Franco Rotelli, Peppe Dell’Acqua, Angela Pianca), sul rapporto fra male della mente, teatro, scrittura, mutamento e cura.
Il testo di Gianni Fenzi (Passeggeri a Trieste. Franco Basaglia ovvero La luce di dentro) è quasi un collage di frasi di Basaglia, Artaud, Marco Cavallo, Saba e altri, accostate con delicatezza e intelligenza in un dramma secco come un lampo, brevissimo. Nello spettacolo sono presenti altre voci e presenze: i canti e le operine inventati nel 1973, poesie di Alda Merini, canti triestini, i due prologhi, uno di Dell’Acqua e uno di Misculin, la poesia della rondine di Scabia, le storie di “matti” narrate da Dell’Acqua, la spastik dance e il coro danza La testa non entrava inventati da Misculin. L’incontro e la proposta dello spettacolo aprono una riflessione sui rapporti tra teatro e salute mentale; intervento ad alta valenza terapeutica che ha trovato ampio spazio in numerose regioni italiane. Lo spettacolo è in collaborazione con l’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Salerno. Durante l’incontro lo psichiatra Peppe Dell’Acqua leggerà una lettera indirizzata ai candidati governatori alla Regione Campania sulla salute mentale.
L’Ufficio Stampa del Teatro Nuovo di Salerno
Info: Teatro Nuovo 089220886/089227595
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26 febbraio 2010
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Buongiorno, avviso che sabato 27 febbraio, alle ore 21, si terrà presso il Teatro Nuovo di Salerno la serata d’inaugurazione della nuova rassegna teatrale, denominata
‘Un Teatro Nuovo Nuovo’.
Animeranno la serata, con spezzoni di spettacoli e brillanti performance, alcuni degli artisti che si succederanno nella nuova rassegna: quest’ultima comprende sei spettacoli di teatro civile e drammaturgia, sei spettacoli di giovani autori, quattro serate di cabaret, e ancora danza, incontri, presentazione di libri e dibattiti, in programma dal 3 marzo al 7 maggio prossimi.
La serata di sabato è a ingresso gratuito.
La S.v. è invitata a partecipare all’evento.
Per informazioni: tel. 333.6414632
Distinti saluti,
Michele Piastrella.
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SALERNO, PRESENTATA LA STAGIONE DEL TEATRO NUOVO
Si è svolta stamattina, presso la sala della Giunta del Comune di Salerno, la
conferenza stampa di presentazione della nuova rassegna teatrale in programma dal 3 marzo al 7 maggio 2010 al Teatro Nuovo di Salerno, intitolata ‘Un teatro nuovo nuovo’.
Invio il comunicato stampa che illustra la rassegna, l’interno e l’esterno della nuova brochure, e le foto dei sei spettacoli della sezione nuova drammaturgia:
“La luce di dentro”, di Giuliano Scabia, in programma il 3 marzo,
“Black-out”, con Mariano Rigillo e Peppe Lanzetta in programma il 5 marzo al Teatro Verdi,
“Tre fiori rossi”, spettacolo
di danza in programma il 20 marzo,
“La Borto”, in scena il 26 marzo,
“Nomi, cognomi e infami”, del 10 aprile,
“Made in Italy” del 21 aprile.
Per informazioni, tel. 333.6414632
Distinti saluti,
Michele Piastrella
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SALERNO PRESENTAZIONE DEL PROGRAMMA “UN TEATRO NUOVO NUOVO”
Giovedì 18 febbraio alle ore 11.00, presso la Sala Giunta del Comune di Salerno, si terrà la conferenza stampa della Cooperativa Teatro Nuovo, che presenterà il progetto “Un teatro nuovo nuovo”, rassegna di spettacoli e incontri di drammaturgia contemporanea, teatro civile, danza, giovani tendenze, cabaret, in programma dal 3 marzo al 7 maggio.
Una rassegna con importanti eventi, incontri e nomi tra cui: Mariano Rigillo, Peppe Lanzetta, Giuliano Scabia, Giulio Cavalli, Enzo Moscato, Arturo Cirillo, Giancarlo Cauteruccio ed altri artisti italiani.
Alla conferenza interviene l’Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Salerno Ermanno Guerra.
Saranno presenti gli organizzatori del Teatro di Via V. Laspro, il nuovo direttore, Luciana Libero e Pasquale De Cristofaro, Ugo Piastrella, Loredana Mutalipassi, Antonio Santoro.
Interverranno alcuni degli artisti ospiti della rassegna.
L’Ufficio Stampa del Teatro Nuovo
Michele Piastrella
da: michelepiastrella@libero.it
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