APPELLO PER IL VINO.
PRESENTATO A ROMA L’APPELLO SUL VINO, IL MERCATO E L’ENOLOGIA NEL TERZO MILLENNIO. IMPRENDITORI, ENOLOGI, AGRONOMI, GIORNALISTI SONO OLTRE 70 I FIRMATARI DEL DOCUMENTO CHE NELLE ULTIME SETTIMANE HA FATTO DISCUTERE IL MONDO DEL VINO ITALIANO
“Non dovremmo nemmeno essere qui a parlare di argomenti come il mercato e l’innovazione che dovrebbero essere condivisi da tutti. Eppure dopo quarant’anni di progressi del vino italiano abbiamo sentito il bisogno di riaffermare questi temi perché non sembrano affatto scontati “.
L’Appello sul vino, il mercato e l’enologia nel terzo millennio è stato presentato a Roma mercoledì 9 maggio, presso la Sala Convegni del Monte dei Paschi di Siena. Un appuntamento al quale hanno partecipato molti firmatari dell’appello e altri venuti per comprendere e approfondire. Tutti uniti dalla consapevolezza che un prodotto tanto determinante per l’agroalimentare italiano, ma anche per l’immagine del Paese, meriti la massima attenzione. “Un’attenzione ben presente sia in quanti hanno sottoscritto questo documento – ha precisato Andrea Gabbrielli il giornalista promotore dell’iniziativa che ha aperto i lavori – sia in coloro che, come è lecito, si trovano in una posizione di disaccordo. Vogliamo aprire un dibattito serio, senza ideologismi e né demagogia, sul mercato e sull’innovazione perché sono elementi fondamentali della competizione a livello mondiale. Quanto alle Città del Vino suscita molte perplessità un’adesione viziata da sin troppi distinguo”. Poi è stata la volta di Piero Mastroberadino, in rappresentanza di una delle griffe più importanti del vino italiano e presidente di Federvini “Tutti parlano di vino – è stato il suo commento – dai politici in giù. E così, alla fine, il nostro prodotto è diventato per molti una merce di scambio, buona per ogni tavolo, spesso oggetto di atteggiamenti ipocriti e proclami di piazza, che tengono in scarsa considerazione le esigenze di competitività e di sviluppo del settore e, quel che è peggio, tendono a perseguire attraverso la forza simbolica del vino finalità che con la nostra attività hanno ben poco a che vedere. Pur continuando a mettere in prima posizione l’indissolubilità del legame tra vino e territorio, non possiamo non considerare l’apporto dell’innovazione, della crescita delle conoscenze in viticoltura e in enologia, come indispensabile per il futuro del nostro comparto”. Sulla stessa linea d’onda è intervenuto Andrea Sartori, esponente di una dinamica azienda veneta e presidente UIV, il quale ha sottolineato che “Sono molteplici i problemi da risolvere – dalla rigidità dei disciplinari a una certa lentezza che contraddistingue le nostre mosse rispetto ad altre realtà. La tecnologia, così come il marketing e la comunicazione, possono e devono essere dei supporti fondamentali per noi imprenditori del vino. Ricordando sempre che l’anello determinante della catena è il consumatore, cui dobbiamo chiarezza e correttezza”. Sul tema della chiarezza nei confronti di chi acquista si è soffermato anche Stefano Campatelli. “È necessaria un’ estrema trasparenza, in modo da offrire all’acquirente la possibilità di scegliere senza temere inganni. Per quanto concerne l’utilizzo di sistemi tecnologici, ognuno ha il diritto di seguire la propria strada e le proprie convinzioni. L’importante è farlo sempre nel rispetto delle regole e del buon senso”. Filippo Mazzei, esponente di una famiglia che produce vino dal 1435 ha evidenziato “gli importanti risultati ottenuti in questi anni li abbiamo riversati nella crescita del territorio mentre nel Nuovo Mondo hanno scelto di riversarli sul brand. L’anello debole della filiera vino-azienda-territorio sono le DOC che, dopo essere nate dall’esperienza dei viticoltori si sono ormai trasformate in pratiche amministrative, che spesso non fanno altro che impedire l’innovazione tecnologica, con il risultato che molte aziende dal brand forte scelgono di tornare all’ IGT ” A chiudere gli interventi è stato Vittorio Fiore, il quale, dopo aver ricordato in questo senso il pragmatismo dei francesi ha affermato che “La tecnologia e l’evoluzione non sono un male, basta saperle usare in modo corretto. Tutte le persone presenti in questa sala e coloro che hanno sottoscritto l’appello amano il vino e lo rispettano ma sanno anche che sarebbe miope rinunciare alle migliorie che il progresso ci offre”. D’accordo tutti gli intervenuti, l’esperienza dell’Appello continuerà anche in futuro.
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A ROMA, INTANTO, RIPRENDONO LE DEGUSTAZIONI SUI BATTELLI

GIOVEDI’ 24 MAGGIO, ORE 18.30
CON IMBARCO PRESSO PONTE SANT’ANGELO

I COLLI EUGANEI SI RIFLETTONO SUL TEVERE

LA CANTINA VIGNALTA

PRESENTA UNA SELEZIONE DI ETICHETTE RAPPRESENTATIVE
DI UNO DEI PIU’ AFFASCINANTI TERRITORI DEL NOSTRO PAESE

Dopo il grande successo dei mesi scorsi, riprendono le degustazioni organizzate a bordo delle imbarcazioni dei Battelli di Roma, la Compagnia che ormai da anni offre ai propri passeggeri un servizio impeccabile e, soprattutto, la possibilità di godere le bellezze della Capitale da una prospettiva decisamente insolita.

Naso all’insù, quindi, a bearsi del maestoso profilo di Castel Sant’Angelo e dei palazzi del Lungotevere. Ma naso anche ben dentro il calice, a captare i mille sentori delle straordinarie etichette presentate in degustazione dalla Cantina Vignalta. Nel ciclo di incontri, tutti assolutamente gratuiti e con lo scopo principale di promuovere le bellezze dei territori italiani attraverso i vini che li rappresentano, è infatti la volta dei Colli Euganei.

20.000 ettari di bellezze naturali, tutelati dal Parco Regionale e costellati da numerosi gioielli artistici. Basti pensare a Padova, con i suoi 3000 anni di storia. Un vero e proprio scrigno ricco di preziosi tesori, come la Cappella degli Scrovegni con il suo ciclo di opere di Giotto; o l’ardita architettura del Palazzo della Regione che domina le piazze delle Erbe e dei Frutti.

E poi gli antichi borghi, tutti da scoprire: da Arquà Petrarca a Monselice, da Teolo a Torreglia, passando per Este e Baone.

Ma non si può parlare di questa bellissima zona senza accennare alle Terme Euganee. 240 piscine termali, assoluta professionalità e comfort totale per quella che è la più grande stazione termale d’Europa.

“Ovviamente non possiamo trasportare tutto questo a Roma – racconta con un sorriso Lucio Gomiero, fondatore e co-titolare della Cantina Vignalta – Anzi, il nostro principale desiderio é portare gli abitanti della Capitale a conoscere le bellezze del nostro territorio, del quale offriamo un assaggio con i nostri vini, tra i quali abbiamo ritenuto per quest’appuntamento romano di inserire il Gemola DOC, premiato per ben sei volte con i Tre Bicchieri”.

E si tratterà certamente di un assaggio assai gradito ai 40 fortunati che, attraverso prenotazione (MG Logos tel 06 99705682 ) potranno prendere posto sul battello Rea Silvia e, con partenza dal molo di Ponte Sant’Angelo (giovedì 24 maggio, ore 18.30) salpare per una navigazione di due ore nel corso delle quali Antonio Paolini, una delle firme più note del giornalismo enogastronomico e non solo in Italia, racconterà ai presenti i segreti di un territorio attraverso la degustazione di 5 etichette di grande fascino.

“Abbiamo voluto scegliere 5 vini diversi tra di loro – spiega Graziano Cardin, altro proprietario della Cantina Vignalta – proprio per dare al pubblico romano la possibilità di apprezzare la nostra produzione nel suo complesso. Con la speranza di destare la curiosità di qualcuno di loro e spingerlo a venirci a trovare nella nostra cantina di Arquà Petrarca, completamente scavata nella roccia e visitare i nostri 55 ettari di vigneti che si estendono su un territorio collinare di origine vulcanica”.

Un viaggio che vale sicuramente la pena di fare. Intanto sarà bello accontentarsi di questo assaggio di Colli Euganei sul Tevere.

Info e prenotazioni tel: 06.99705682 – 06.99705685
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Stefano Carboni
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Lungotevere Testaccio, 9 – 00153 Roma


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