RAVELLO FESTIVAL NEWS
TRE EVENTI DEDICATI AD ANDRÈ GIDE, ILLUSTRE VISITATORE DI RAVELLO
GIOVEDÌ 15 L’INCONTRO CON I CINQUE FINALISTI DEL PREMIO CAMPIELLO
VALERIA GOLINO E LE QUATTRO STAGIONI DI VIVALDI ESEGUITE DA
I MUSICI NEL WEEK END DEL 16 E 17 LUGLIO

Settimana ricca di eventi al Ravello Festival: dal debutto sul palco Villa Rufolo di Valeria Golino alle prese con la passione di Fryderyk Chopin e George Sand (sabato 17 luglio), alle follie del Settecento italiano affidate allo storico ensemble I Musici (venerdì 16 luglio), fino all’incontro con i cinque finalisti del Premio Campiello (giovedì 15 luglio) e tre iniziative dedicate ad un illustre visitatore di Ravello, il Nobel per la letteratura André Gide.

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15 LUGLIO
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Appuntamento da non perdere per gli appassionati di letteratura, con i Cinque finalisti del Premio Campiello, giovedì 15 luglio alle ore 19 nello splendido scenario di Villa Cimbrone. Il “tè con l’autore”, vede protagonisti Gianenrico Carfoglio con “Le perfezioni provvisione”, Gad Lerner con “Scintille”, Michela Murgia con “Accabadora”, Laura Pariani con “Milano è una selva oscura” e Antonio Pennacchi con “Canale Mussolini”, fresco del trionfo al Premio Strega. All’incontro, interviene anche Silvia Avallone, vincitrice del Premio opera Prima con “Acciaio”.

Nel segno dei grandi artisti che hanno soggiornato e trovato ispirazione a Ravello, il Festival presenta il progetto speciale “Grand Tour”, con tre eventi dedicati ad André Gide, premio Nobel per la letteratura nel 1947, a cura di Emilia Surmonte. Lo scrittore francese soggiornò a Ravello alla fine dell’Ottocento, e trasferì molto della sua personale esperienza maturata in questi luoghi nelle pagine (forse le più significative) del suo romanzo “L’Immoralista” (1902). In sintesi, Gide si immedesima nel protagonista della sua opera, un individuo che grazie alla “dionisiaca” solarità mediterranea guarisce dalla sua malattia, e si libera dalle convenzioni sociali fino all’affermazione della propria omosessualità e della propria libertà individuale. In onore di André Gide, il Ravello Festival ha organizzato la mostra sui viaggi in Italia dello scrittore “Un album di famiglia” a cura di Jean-Pierre Prévost (Chiostro di Villa Rufolo, da giovedì 15 luglio fino a domenica 22 agosto), l’incontro
“Rinascere a Ravello” con Pierre Masson, tra i massimi studiosi dell’autore francese, (venerdì 16 luglio, ore 19 in Villa Rufolo), ed infine la trasposizione teatrale de “L’Immoralista” (domenica 18 luglio, ore 21.45, Villa Rufolo) a cura di Ciro Scuotto e Adriano Saccà, spettacolo inedito su commissione del Ravello Festival.
L’identità di Ravello come luogo di ispirazione per i grandi scrittori (tra cui Gide, Edward Forster, D.H. Lawrence, Virginia Wolf, Rafael Alberti, Alfonso Gatto) è rimasto forte ed immutato nel tempo. Sabato scorso (11 luglio) Jeffery Deaver, ospite del Ravello Festival, ha affermato: “Non conoscevo la storia del legame tra Ravello, questo luogo magico, Wagner ed il Parsifal. È molto affascinante e suggestiva, e potrei adoperarla per uno dei miei prossimi romanzi”.

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16 LUGLIO
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Il week end del Festival offre invece due eventi di spicco, con due debutti sul palcoscenico di Villa Rufolo.
Venerdì 16 luglio, nell’aria ravellese suoneranno le note di Pergolesi (di cui ricorre l’anniversario dei 300 anni dalla nascita), Durante, Geminiani e Vivaldi, affidate all’esperienza della più “longeva” formazione cameristica italiana, I Musici, nata nel 1952, e attualmente considerati gli scopritori e i più specializzati e sublimi interpreti del repertorio settecentesco italiano. In tal senso, l’ ensemble vanta numerosi primati, tra cui la prima incisione su disco delle “Quattro stagioni” di Vivaldi, un disco che, con circa 25 milioni di copie vendute, ha contribuito alla popolarità nel mondo di tale partitura. Nel programma della serata ravellese, non mancherà l’esecuzione integrale del capolavoro vivaldiano. Il concerto è dedicato ai 25 anni di attività della Società di Concerti di Ravello, diretta da Pasquale Palumbo.

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17 LUGLIO
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Grande attesa infine per Valeria Golino, (nella foto), protagonista sabato 17 luglio (ore 21.45) dello spettacolo teatrale “La padrona di casa”, testo di Sandro Cappelletto.
La Golino porta in scena l’ “insolita” passione tra Frydryk Chopin e George Sand, pseudonimo maschile di una donna dell’alta società ed artista di primo rango. La storia struggente e travagliata dei due amanti durò nove anni, e rappresenta un emblema dell’amore romantico. L’attrice italiana dà voce e corpo ad una donna dalla personalità forte, comunicativa, intelligete e dotata di grande fascino, all’interno di un racconto epistolare poetico, intervallato da alcuni brani tra i più famosi e amati di Chopin: Il Notturno op.15 n.2, la Mazurka op. 6 n. 3 mi M, il Valzer op. 64 n. 1 re b M, la Marcia funebre dalla Seconda Sonata op. 35, i Preludi op. 28 n. 20 do m e n. 15 re b M, la Ballata n.1 op. 23, per chiudere in bellezza con la Grande Polonaise brillante. Lo spettacolo inedito andrà in scena in anteprima nazionale venerdì 16 luglio al Parco della Musica di Roma, e come seconda tappa toccherà sabato 17 il Ravello Festival.
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IL REPORT DEL GIORNO DOPO
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GOLINO E SCAMARCIO “STREGATI” DA RAVELLO
“ESSERE IN QUESTO FESTIVAL NON È ROUTINE”
Week end a Ravello per Valeria Golino, accompagnata dal partner Riccardo Scamarcio. L’attrice, protagonista sabato 17 luglio dello spettacolo “La padrona di casa” al fianco del pianista Roberto Cominati (entrambi applauditi per la loro performance musical teatrale su Chopin), si è concessa dopo l’esibizione alcune ore di relax in compagnia dello staff del Ravello Festival.
Sulla terrazza del Belvedere di Villa Rufolo, luogo deputato per il dopo spettacoli, la Golino è giunta pochi minuti dopo lo show, accolta da un caloroso applauso dei presenti. A fare gli onori di casa, il presidente della Fondazione Ravello Domenico De Masi, ed il direttore generale del Festival Stefano Valanzuolo. L’incontro è stato condito dal buffet a base delle prelibatezze mediterranee di Enzo Ercolino, e dai vini di Trabucchi. Dopo pochi minuti, l’attrice è stata raggiunta dal fidanzato (presente in prima fila durante lo spettacolo). Cordiali e molto disponibili con tutti i presenti, la coppia si è concessa con piacere alla conversazione ed alle foto di rito, in particolare con i 30 giovani allievi della Scuola Internazionale di Management Culturale del Ravello Festival. Verso la mezzanotte, una piccola sosta ai tavolini in piazza Duomo del bar il Panino, per poi incamminarsi (come comuni turisti) mano nella mano verso l’alloggio dell’Hotel Palumbo.
Puntuale, domenica mattina alle ore 12, la Golino ha preso parte all’incontro con il pubblico nei Giardini di Villa Rufolo (assente, invece, Scamarcio). “Venire a Ravello e al suo Festival non è routine – ha esordito l’attrice – per me è stata una scelta esibirmi qui”. Reduce da tanti impegni in Francia e in Italia, la Golino si è soffermata molto sulla dimensione di “intima atmosfera” che regalano il palcoscenico e la piazza della cittadina della Costiera. Mentre nell’esordio romano de “La padrona di casa”, “non riuscivo a vedere il pubblico nella sala grande e per le troppe luci”, racconta, “il rapporto che si è creato qui è totalmente diverso: vedi ad una ad una le persone, ti accorgi delle emozioni che stai trasmettendo e questo è ciò che rende un’attrice contenta. Mi è parso di recitare due spettacoli diversi”. E se il contesto ed il pubblico incidono sulla riuscita dello show, Ravello è per la Golino e per Scamarcio un luogo ideale di privacy e piacevolezza. “Siamo rimasti sorpresi dalla grande discrezione che ci ha avvolti, ci siamo sentiti sereni, coccolati, e non abbiamo avvertito nessuna invadenza. Con Riccardo è difficile non essere visti o addirittura non essere perseguitati… Ravello è totalmente diversa da altri posti del Sud”.
Disinvolta, simpatica, spontanea ed allegra, Valeria Golino ha conquistato i presenti per la sua bellezza e per la bravura dimostrata nell’esibizione di ieri, lanciando un invito al direttore generale del Festival: “L’anno prossimo potremmo fare qualcosa su Schumann o Schubert”. Al termine dell’incontro l’attrice si è poi soffermata sui rapporti tra politica-cultura, e criticando fortemente i tagli ed anche “il tacito invito del Governo rivolto alla gente di infischiarsene della cultura”, non ha trattenuto la sua amarezza “per il poco coraggio che molti artisti hanno ad imporsi: in Italia – afferma – ci censuriamo a priori, e spesso abbassiamo il livello per essere accettati, pur consapevoli che il pubblico vuole qualcosa di diverso”. L’attrice ha parlato infine della sua città natale, Napoli, dove domani (lunedì 19 luglio) presenterà il suo primo lavoro come regista “Armandino e il Madre”. “C’è un legame di orgoglio e di forte appartenenza – dice la Golino -. Nel cortometraggio racconto aspetti positivi della città, ma magari avessi potuto girare Gomorra…”. Il titolo di Garrone è tra quelli che l’attrice definisce un “modello da imitare”, accanto al “Divo” di Sorrentino, a “Draquila” della Guzzanti e alla “Doppia ora” di Capotondi: “li ho percepiti come film liberi – conclude – e in Italia c’è bisogno proprio di questo”.

INFO
Paolo Popoli
direttore Comunicazione Ravello Festival
ph. (+39) 329.6197910
press@ravellofestival.com

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Il programma del Ravello Festival è consultabile sul sito: www.ravellofestival.com
news@ravellofestival.com


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