PREMIO CAMPANIA EUROPA

La studentessa Laura Crescenzo che frequenta l’ultimo anno di corso Classe VD al Liceo Scientifico “L. Da Vinci” di Salerno è risultata vincitrice, con altri 17 ragazzi provenienti dalle cinque province campane, del Premio Campania Europa, bandito ogni anno dall’Arec, l’Associazione degli ex consiglieri regionali della Campania, con un tema riguardante la tutela dell’ambiente e la salvaguardia del territorio.
I 18 ragazzi hanno fruito di un viaggio premio a Bruxelles in visita ad autorità delle istituzioni dell’Unione Europea che, proprio durante il loro soggiorno, avevano preparato numerose manifestazioni ricorrendo il 50° anniversario della firma del Trattato di Roma col quale di fatto si dava avvio alla nascita della Comunità Europea.
Riteniamo di farle cosa gradita pubblicando il tema da lei svolto .

“La tutela dell’ambiente e la salvaguardia del paesaggio costituiscono una priorità ineludibile per la Campania, che racchiude tesori naturalistici, che richiamano ogni anno un numero maggiore di turisti. S’individuino le fasi di un piano di sviluppo che miri alla protezione dei preziosi beni naturali campani, inevitabilmente sottoposti ai danni dell’inquinamento e dello sfruttamento senza regole”.
La Regione Campania, oltre alle infinite bellezze naturali, incanta i propri visitatori per l’armonia con cui il secolare intervento dei suoi abitanti ha saputo modificare, migliorare e mantenere il meraviglioso paesaggio.
Un esempio di territorio campano dove la presenza dell’uomo ha inciso notevolmente sull’intero ecosistema è la Costiera Amalfitana, riconosciuta nel 1997 dall’UNESCO quale patrimonio mondiale da salvaguardare. L’uomo, in questo territorio, è stato “costruttore” del paesaggio sia per la continua necessità di strappare con terrazzamenti nuovi terreni coltivabili alla montagna, sia per i continui e costosi interventi manutentori contro dissesti idrogeologici, incendi e desertificazione delle aree. Alcune attività antropiche sul territorio, però, hanno avuto ripercussioni negative, come l’eccessiva cementificazione della costa. L’esempio più eclatante dell’abusivismo edilizio è quello dell’Hotel “Fuenti”, sorto tra Vietri Sul Mare e Cetara, costruito negli anni sessanta e abbattuto nel 1999. Anche la flora e la fauna della Costiera Amalfitana hanno risentito della mano negativa dell’uomo: l’abbandono dei rifiuti lungo i valloni di Dragonea di Vietri sul Mare ha portato alla scomparsa della salamandra e della lucciola, tipici indicatori biologici particolarmente sensibili all’inquinamento. E’ importante, quindi, tutelare l’ambiente e salvaguardare il paesaggio con idonee iniziative da parte dei Comuni, Comunità Montana, Soprintendenza, con interventi straordinari e specifici da parte della CEE, favorendo in questo modo anche la formazione di posti di lavoro. In particolare, come iniziative pubbliche indispensabili, si dovrà sviluppare una valorizzazione turistica delle aree rurali e una valorizzazione commerciale delle produzioni di qualità, come il Limone IGP, i Vini DOC e i prodotti ittici tipici, quali le alici di Cetara. Inoltre, per il mantenimento del territorio e del paesaggio, è opportuno la costituzione di un osservatorio antincendio con relativa riformazione dell’eventuale potenziale boschivo distrutto.
A proposito di queste problematiche attuali legate all’ambiente, nel Liceo che frequento, il Liceo Scientifico “Leonardo Da Vinci”, si è da poco concluso il progetto: “L’uomo, l’ambiente, la società, il territorio”, organizzato dal prof. Silvestro Caputo.
Attraverso le varie analisi sul microclima del territorio tra Vietri e Cetara e più in generale della Costiera Amalfitana, sulle formazioni vegetali naturali (boschi), sugli avvistamenti relativi alla fauna selvatica (mammiferi, rettili, uccelli) effettuati dagli abitanti e dagli appassionati che percorrono la bassa e l’alta via dei Monti Lattari, abbiamo realizzato una valutazione di impatto ambientale relativamente ad interventi di manutenzione straordinaria della sentieristica rurale. La metodologia utilizzata ha consentito di verificare l’impatto ante opere relativo all’abbandono ed al degrado esistente e di valutare i miglioramenti ottenuti con la realizzazione di opere di ingegneria naturalistica realizzate o da realizzare sull’intero percorso.
Durante il corso abbiamo preso in considerazione la progettazione delle opere di sistemazione e regimazione del deflusso delle acque meteoriche del sentiero escursionistico che da Dragonea per Raito arriva ad Albori per Fuenti e Cetara.
Il territorio di Vietri sul Mare ricade in ambito di rilevanza ambientale e paesistica. L’abbandono dei terreni e la crisi delle attività imprenditoriali legate al mondo rurale, scarsamente remunerative e con alti costi di gestione, hanno determinato un degrado del territorio che abbraccia sia le zone meno accessibili sia le zone che fruiscono di sistemi di viabilità secondaria meccanizzati.
Nel sentiero preso in analisi, la sistemazione dei versanti franati, la regimazione delle acque, la piantumazione di essenze autoctone e la sistemazione del sentiero riducono in modo inequivocabile gli impatti sull’area, causati dall’incuria e dall’abbandono.
Dalla descrizione del tratto di sentiero che deve essere sistemato si evince che non è percorribile con mezzi meccanici, in quanto limitato in tutte le sue direzioni e deviazioni da scale che ostacolerebbero una viabilità di minima meccanizzazione. La scarsa percorribilità del percorso è un “handicap” che ha contribuito all’abbandono di diversi terreni serviti da questo sentiero.
L’intervento si prefigge l’obiettivo di aprire uno spiraglio ad investimenti alternativi che vanno oltre il rurale legato alla tradizionale coltivazione dei terreni, ormai non competitiva, e che conduca non solo alla presenza dell’uomo su un territorio da salvaguardare, ma a sfruttare il territorio e le bellezze naturali come risorse economiche trainanti di una agricoltura che dovrà indirizzarsi verso schemi di tipo naturalistico, biologico e di nicchia, il tutto propagandato attraverso il sostegno delle istituzioni oltre che dalla intelligenza e inventiva che caratterizza gli imprenditori.
Il ruolo dell’agricoltura diventa, in questo quadro, secondario, mentre primario diventa il ruolo del turismo alternativo, ecologico, naturalistico che può garantire agli imprenditori redditi adeguati.
La valutazione d’impatto ambientale ha permesso di:
individuare quali siano le componenti ambientali più colpite e sulle quali si dovranno concentrare gli studi delle mitigazioni possibili;
individuare, impiegando la magnitudo minima e massima dei fattori, per ogni singola componente, il relativo impatto elementare minimo e massimo;
stabilire se l’impatto dell’ opera prevista, su ogni singola componente, si avvicini o meno ad un livello pari alla soglia di attenzione precedentemente determinata dal gruppo di esperti, o da riferimenti circostanziali per interventi simili in zona;
rappresentare i risultati dello sviluppo matriciale, relativo ai possibili impatti ambientali, sotto forma di istogrammi di semplice lettura e facile interpretazione.
Si è proceduto, in seguito, alla formulazione della lista dei fattori e di quella delle componenti maggiormente esposte all’intervento.
La scelta e la pesatura degli elementi significativi da impiegare è stata redatta attraverso l’utilizzo del metodo DELPHI , ideato ed utilizzato attualmente dall’Aeronautica militare statunitense (AIR-Force, USA), adattato per l’esiguità progettuale ad un controllo incrociato delle liste e dei pesi attribuiti attraverso una stima di confronto di valutazione.
L’utilizzo di tale metodologia ha permesso, inoltre di inserire in analisi altri fattori oltre a quelli ambientali, come i fattori di rischio, le influenze sui flussi turistici e alcuni aspetti socio-economici, che altrimenti sarebbero stati esclusi o sarebbero stati di difficile lettura e rappresentazione a causa della loro complessità ed interrelazione.
Lo scopo non è certo quello di far ricadere all’interno dello Studio di Impatto Ambientale fattori prettamente economici, bensì quello di tenere in debita considerazione , attraverso la loro misura, ponderazione o valutazione/stima, anche tutti quei fattori che hanno o potrebbero avere delle ripercussioni anche gravi. Una volta individuate le componenti ed i fattori/azioni sono state attribuite le magnitudo ed i livelli di correlazione.
Le Componenti Ambientali e i Fattori/Azioni di progetto presi in considerazione sono state:

COMPONENTI:
1) orografia e stabilità dei versanti
2) ambiente idrico superficiale
3) suolo
4) sottosuolo
5) vegetazione
6) ecosistemi
7) fauna/habitat
8) rumori/vibrazioni
9) paesaggio
FATTORI:
1) modificazione degli habitat
2) interferenze sull’ecosistema
3) modificazioni deflusso acque superficiali e sotterranee
4) inquinamento
5) occupazione terreni
6) alterazione della superficie topografica
7) caratteristiche pedologiche dell’area
8) modificazioni di stabilità dell’area e dei terreni
9) modificazioni della vegetazione
10) modificazione flussi di traffico
11) interferenze con la fauna
12) insorgere di interferenze visive
13) gestione.

Dopo aver effettuato la scelta delle componenti da analizzare e dei fattori da prendere in esame, stabilite caso per caso sia le magnitudo proprie che le minime e massime, sono stati attribuiti, per ogni componente, i relativi livelli di correlazione, la loro influenza globale ( compresi i fattori moltiplicativi, che evidenziano la loro entità) e l’influenza complessiva. Sia l’influenza globale che quella effettiva sono state calcolate dal software che è stato impiegato; quella effettiva viene indicata come sommatoria dei valori d’influenza.
Una volta attribuite le magnitudo e stabiliti i livelli di correlazione si passa allo sviluppo delle matrici. A tal proposito, si è deciso di adottare un software ad hoc in grado di calcolare gli impatti elementari mediante una matrice con al massimo 7 livelli di correlazione ed a sommatoria variabile.
Il calcolo dell’impatto elementare su una componente (Ie) è:
Ie = ∑n(Ipi * Pi)
i=1
dove Ipi = influenza ponderale del fattore su una componente
Pi = magnitudo del fattore (propria)
Il software ha permesso, oltre allo sviluppo matematico, di analizzare nel dettaglio le singole operazioni effettuate e soprattutto i singoli valori attribuiti e le influenze che ne derivano.Successivamente sono state effettuate le stampe dei seguenti argomenti:
– elenco dei fattori
– livelli di correlazione attribuiti ai fattori per ogni componente;
– relative influenze ponderali assegnate;
– influenza globale dei fattori (compresi i fattori moltiplicativi, che evidenziano la loro entità) individuano cosi l’influenza complessiva, indicata come sommatoria dei valori d’influenza;
componenti con gli impatti minimi e massimi potenziali confrontati con quelli dell’opera in progetto.
Contemporaneamente, impiegando le magnitudo minima e massima dei fattori in gioco (m, M) si è ottienuto per ogni singola componente il relativo impatto elementare minimo e massimo.
Il risultato di tale elaborazione ha permesso il confronto degli impatti elementari previsti per ogni singola componente. Inoltre è stato individuato l’impatto minimo e massimo possibile e stabilito se l’impatto dell’opera prevista si avvicina o meno ad un livello rilevante di soglia (attenzione, sensibilità, o criticità).
La semplice lettura del grafico elaborato dal software, ha permesso in modo elementare di verificare che per le opere in progetto non esistono elementi di attenzione e di criticità. Esse vanno ad abbassare l’attuale soglia di allarme legata all’abbandono della pista che ha prodotto instabilità dei versanti e scorrimento selvaggio delle acque superficiali.
Già l’uso di valori di magnitudo bassi ci indica che non esistono né sono state individuate differenze significative tra l’attuale situazione e la futura situazione derivante dalla sistemazione della pista.
I dati ottenuti sull’impatto ambientale, oggi in modo naturale su certi valori, dopo l’intervento, rientra in valori di stabilità migliorando la già preesistente situazione di equilibrio tra il Biotopo e la Biocenosi dell’attuale ecosistema rappresentato dall’ area interessata al tracciato naturalistico a mezza costa tra Vietri ( Dragonea) e Cetara attraverso Albori.

Laura Crescenzo


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