POMODORINO DEL PIENNOLO DEL VESUVIO DOP: PRONTO IL PRODOTTO CERTIFICATO

Pronti ai nastri di partenza per la valorizzazione dei loro pregi, del lavoro delle aziende produttrici e del loro territorio d’origine i primi pomodorini del Piennolo del Vesuvio che possono fregiarsi della Denominazione di Origine Protetta regolamentata e riconosciuta dall’Unione Europea.
Prodotti conformemente al disciplinare di produzione che delinea a loro tutela le caratteristiche che li rendono un prodotto unico, originale con il loro sapore e i loro pregi nutrizionali fortemente legati all’area d’origine, la loro commercializzazione può partire con il bollino blu di prodotto a qualità certificata rilasciato dal previsto organismo di certificazione ISMECERT. Il risultato giunge a seguito dell’impegno delle aziende aderenti all’organismo consortile denominato Consorzio volontario di Tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio che lo hanno realizzato in conformità alle norme che determinano l’ autenticità del tipico pomodoro vesuviano, in piena continuità con un’azione di sensibilizzazione promossa con la collaborazione di Coldiretti Napoli finalizzata ad ottenere in conformità della vigente regolamentazione nazionale in materia il riconoscimento del marchio e dell’organismo consortile e svolgere senza scopo di lucro le importanti funzioni di tutela, promozione, valorizzazione, informazione del consumatore e cura generale degli interessi relativi alla denominazione, compresa la collaborazione alla vigilanza e alla salvaguardia del pomodorino DOP da abusi, atti di concorrenza sleale, contraffazioni, uso improprio della denominazione e comportamenti comunque vietati dalla legge.
“Il risultato della realizzazione del prodotto certificabile come Pomodorino del piennolo del Vesuvio Dop, distinguibile e tutelabile da ogni altro pomodoro consolida una grande occasione di rilancio dello sviluppo del territorio vesuviano “– afferma il presidente del Consorzio volontario di tutela del Pomodorino del Piennolo del Vesuvio, Pasquale Imperato.
“L’evento – evidenzia Imperato – costituisce una tappa importante nel conseguimento dell’obiettivo di una qualificata azione volta a garantire certezze di sviluppo, sapore, sicurezza alimentare e trasparenza di mercato con la tutela della tipicità vesuviana, sempre più minacciate e danneggiate, dalle contraffazioni e dall’agropirateria. La salvaguardia dell’identità rappresenta, un passaggio determinante per fare la differenza necessaria ad assicurare, insieme a sapore e sana alimentazione, la valorizzazione dell’importante risorsa territoriale.”
Originario dell’America centro-meridionale il pomodoro ha espresso il meglio di se nell’ambiente vesuviano caratterizzandosi nelle particolari varietà vesuviane per le particolari condizioni climatiche e per la ricchezza di microelementi minerali del terreno lavico. Insostituibile contributo di sapore e ricchezza nutrizionale delle più rinomate pietanze della cucina tipica partenopea , esso è apprezzato, sul mercato sia allo stato fresco che nella tipica forma conservata in appesa a grappolo o al “piennolo”, antica pratica di conservazione delle bacche fino alla fine dell’inverno, nonché nelle gustose conserve.
La superficie di produzione stimata è di circa 480 ettari (10% circa della Sau seminativi dell’area), con produzioni annuali di circa 8 mila tonnellate
di prodotto fresco.
L’area geografica di produzione del Pomodorino del piennolo del Vesuvio è ristretta a 18 comuni della zona vesuviana, quasi tutti ricadenti nell’area del Parco nazionale del Vesuvio.
Nicola Rivieccio

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Categorie: Il Contadino

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