POLITIKH “Politiké”
rivista di Politica della Scuola “Guido Dorso”
Politiké
Politics Journal of “Guido Dorso” School
in Rete dal 1° gennaio 2004
available on-line since 2004-01-01
“Politiké” rivista di Politica
«Le più grandi rivoluzioni si operano, prima ancora che nei fatti, nel campo delle idee e prima ancora che nelle masse, nel ristretto campo dei cenacoli intellettuali, ove germinano e si educano i nuovi condottieri»
Guido Dorso
“The greatest revolutions are realised in ideas previous to events and, rather than in masses, in restricted intellectual cenacles where new leaders stem from and are educated.”
Guido Dorso
Direttori (Editors): Antonio Gentile; Roberto Pasanisi
Comitato redazionale (Editorial Board): Antonio Bianco, Filippo Fedele, Gaetano Pietropaolo, Elio Veltri
Sede (Office): via Bernardo Cavallino, 89 (“la Cittadella”); 80131 Napoli (Italia) – tel. (phone) 081 / 546 16 62 – fax 081 / 220 30 22 – tel. mobile (mobile phone) 339 / 285 82 43 – 349 / 571 86 21 –
posta elettronica (e-mail) politike@istitalianodicultura.org; ici@istitalianodicultura.org
Perché Guido Dorso – Why Guido Dorso
«La plutocrazia italiana è, in gran parte, di origine parassitaria ed affaristica, e non ha, perciò, caratteristiche di classe ben definita. La mancata formazione, in Italia, di una vera borghesia capitalistica simile a quella sviluppatasi in altri paesi dell’Europa occidentale non poteva non avere conseguenze ben precise nel processo di costituzione e sviluppo dello Stato».
“The origin of Italian plutocracy is mostly parasitic and speculative, therefore it does not imply distinct class features. In Italy, the absence of an authentic capitalistic middle class, similar to that flourished in other Western European countries, had unavoidable and specific consequences in the process of constitution and development of the State.”
Guido Dorso nacque ad Avellino il 30 maggio 1892 da Francesco, direttore delle poste della città, e da Elisa Gallo, maestra elementare.
Studioso fin da giovanissimo di filosofia politica, manifestò presto un orientamento radicale, democratico e anticattolico. Al termine degli studi accademici, si laureò in Giurisprudenza nel maggio 1915 con una tesi su La politica ecclesiastica di Pasquale Stanislao Mancini. Dal gennaio al maggio 1915 si ha il vero e proprio esordio giornalistico e politico dello studioso irpino, che collabora con otto articoli al quotidiano interventista fondato a Milano da Benito Mussolini, il “Popolo d’Italia”.
Dopo la guerra, che lo vide mobilitato come ufficiale e precocemente congedato per un vizio cardiaco, nell’agosto 1919, il Dorso intraprese la pubblicazione del settimanale “Irpinia democratica”, del quale uscirono soltanto quattro numeri, dopo di che Guido fu colpito da una prostrante depressione che ne ostacolò l’attività. Ripresosi ed ormai profondamente maturato nella elaborazione politico-teorica, iniziò a dirigere il “Corriere dell’Irpinia”, settimanale avellinese edito da Armando e Riccardo Pergola, nel gennaio 1923.
I primi numeri del giornale irpino attrassero l’attenzione di Piero Gobetti che a Torino, con “La Rivoluzione Liberale” e la propria casa editrice, si muoveva, con respiro nazionale ed anzi europeo, su una analoga direttiva liberal-democratica.
A partire dal giugno 1923 nasceva un sodalizio tra Dorso e Gobetti che si sarebbe protratto fino al novembre 1925, allorché le leggi liberticide avrebbero imposto la chiusura della rivista torinese.
La collaborazione a Rivoluzione liberale (diciotto articoli), liberando il Dorso dall’ottica localistica, lo spinse ad allargare l’impianto della sua ricerca approfondendo le radici storiche della questione meridionale.
Dalla direzione del “Corriere dell’Irpinia” e dalla collaborazione a “Rivoluzione Liberale” nacque un saggio in cui, come lavoro di più ampio respiro, confluirono le meditazioni e gli studi degli ultimi anni sul Meridione, dalla unificazione alla crisi dell’età liberale. Usci così, nell’estate 1925, per la casa editrice di Piero Gobetti in Torino, il volume La Rivoluzione meridionale. Saggio storico-politico sulla lotta politica in Italia. Nello spiegare la crisi del regime liberale e l’origine del Fascismo come crisi dello Stato accentratore e ultima eredità del non risolto problema meridionale, il Dorso si soffermava sugli agenti di questa crisi, i partiti politici.
La Rivoluzione meridionale, composta tra il 1923 e il 1924, è l’opera più importante di Guido Dorso, dove confluisce gran parte dei suoi articoli ed il celebre Appello ai Meridionali. Qui si definisce con chiarezza il suo disegno politico: se l’Italia vuole crescere come Paese civile e democratico occorre rompere definitivamente il cerchio deleterio di quello che egli chiama il «compromesso istituzionale» e il Mezzogiorno deve darsi una classe dirigente degna di questo nome, uscendo dal vizio malefico del trasformismo. Egli diede, così, il nome «rivoluzione» ad ogni azione politica volta coerentemente a questi obiettivi.
Sintetizzare in breve il saggio la Rivoluzione Meridionale è difficile ma, nel nostro caso, ci sembra utile ricordare, di questo testo, la scelta dell’autonomismo come di «un sistema ed un metodo di lotta esclusivamente politico». Il suo autonomismo, distinto sia dal federalismo che dal regionalismo – che in quella fase storica potevano essere d’ostacolo – era la mèta finale per «completare la rivoluzione liberale del Risorgimento anche a vantaggio delle popolazioni meridionali»: la Rivoluzione meridionale unica base della Rivoluzione italiana. L’autonomia regionale aveva un ruolo di primo piano per contrastare l’accentramento statale, rompere il blocco agrario meridionale e l’immobilismo politico.
L’accentramento statale non era l’obiettivo principale da abbattere, perché la nascita dello Stato «burocratico-accentratore» non era la causa ma la conseguenza «dell’immaturità italiana alla lotta politica».
Dorso, in ogni modo, non esclude successivamente il passaggio al federalismo e al regionalismo.
Con la promulgazione delle leggi eccezionali, per più di tre lustri, dal 1925 al 1943, inizia il lungo periodo dell’esilio in patria. Dorso stesso, in una lettera del 4 settembre indirizzata a Gobetti, confida che abbandona il “Corriere” per dissensi sul prosieguo del lavoro.
Il “Corriere”, che aveva contribuito a far uscire la Questione Meridionale dalle secche del provincialismo e delle battaglie localistiche, dopo le sue dimissioni si ridimensiona sulla tradizione dei vecchi giornali provinciali.
Il Fascismo vincente fece sì che Guido Dorso vivesse nella sua Avellino ‘un esilio in patria’, addirittura radiato dall’albo degli avvocati, tanto da essere costretto a ricorrere ad un prestanome per esercitare la professione. Il suo nome è presente nel casellario politico centrale e, sebbene conducesse una vita molto ritirata e appartata, la locale Prefettura ritiene che egli non offra «sicura prova di ravvedimento».
Il Dorso trascorse il periodo della dittatura dedicandosi alla professione di avvocato civilista ed alla famiglia, alle prese con problemi di salute, coltivando per hobby la radiotecnica (costruì una radio dalla quale ascoltava, durante la guerra, le trasmissioni clandestine del Colonnello Stevens di Radio Londra) e la musica, sempre attento all’evolversi della situazione economica e politica e intento agli studii politici. Sulla scia di felici intuizioni già contenute ne La Rivoluzione meridionale, mise mano nell’inverno 1938-39 ad un’ampia biografia di Mussolini, per la quale preparò un vasto materiale ma di cui approntò solo i primi capitoli, che videro la luce postumi, tra il 1941 e il ’42.
Con il crollo dei fascismo nel Mezzogiorno, il Dorso riannodò i fili interrotti dell’intervento militante. Iscrittosi al Partito d’azione – comprensibile approdo della sua formazione e della battaglia politico-culturale iniziata negli anni Venti – riprese il discorso sulla necessità della formazione di una classe dirigente meridionale capace di sostituire nella gestione della cosa pubblica lo Stato burocratico-accentratore provvisoriamente in crisi. Già nel 1944 partecipa con due fondamentali relazioni ai Convegni di Cosenza e di Bari del Partito d’Azione. È presente nella sua elaborazione il modello liberale e democratico anglosassone, per cui, di contro alle organizzazioni popolari e dei lavoratori, occorreva costruire un partito borghese che accettasse il gioco della competizione e della dialettica democratiche. L’impegno di Guido Dorso nel Partito d’Azione diventa sempre più attento, assiduo, critico; esso si snoda su tre direttrici:
a. battaglia contro il rinascere di un possibile colonialismo nordista;
b. lotta contro il vecchio e il nuovo trasformismo meridionale;
c. intransigenza assoluta contro il prefascismo, il quale «sotto certi punti di vista é anche peggiore del fascismo e, in ogni caso, ne preparò l’avvento».
Nel 1943-44 ad Avellino operò una sezione del Partito d’Azione, della quale facevano parte giovani intellettuali avellinesi, come Giulio Ruggiero, Alfredo Maccanico, Vincenzo Galasso.
L’ultima battaglia del Dorso ebbe un obiettivo di tale ampiezza da costituire un vero e proprio progetto politico. Partecipò ad iniziative politiche e culturali, fu relatore al convegno di studii sui problemi del Mezzogiorno di Bari nel dicembre 1944 con un saggio sulla classe dirigente meridionale, ripubblicò La Rivoluzione meridionale con una nuova introduzione e con i giudizii in appendice di Gramsci e Sturzo (Torino,1945), collaborò intensamente a varie testate (“Irpinia Libera”, “L’Azione”, “Il Nuovo Risorgimento”, “La Voce”, ecc.).
Particolare strumento della sua battaglia fu il quotidiano napoletano “L’Azione”, che diresse dal luglio al dicembre 1945; dalle sue colonne il Dorso alimentò la polemica meridionalistica e democratica, tentando di aggregare forze intorno al suo progetto.
Insieme con la sempre presente rivendicazione dell’autonomismo regionale, irrinunciabile presupposto democratico, vanno ricordate le polemiche contro il separatismo siciliano di Andrea Finocchiaro Aprile, contro il riemergere del vecchio notabilato politico e di vecchi personaggi quali Enrico De Nicola e Francesco Saverio Nitti, contro la politica del governo militare alleato, contro la borghesia agraria pugliese, contro la politica della Democrazia Cristiana, tesa a costituire un blocco moderato, nel quale il Dorso intravedeva profilarsi un sostanziale mutamento strategico rispetto alla politica sturziana. Altrettanto pregnanti gli articoli sull’accentramento statale nel Sud e sulle sue concrete articolazioni.
Redazione di “L’Azione”
Nel periodo in cui diresse “L’Azione” fu membro dell’esecutivo del Partito d’Azione, dal quale si dimise nel dicembre del 1945 allorché problemi economici imposero la chiusura della testata. Il Dorso subì questa decisione come una sconfitta durissima. Ma il motivo reale delle sue dimissioni fu la constatazione del venir meno dell’impegno meridionalistico nel Partito d’Azione: del volere, ancora una volta, mantenere il Mezzogiorno nella sua condizione di arretratezza culturale di tipo coloniale.
Per le elezioni del 2 giugno 1946, capeggiò una lista di Alleanza repubblicana nelle circoscrizioni di Bari-Foggia e Potenza-Matera, lista che includeva molti degli uomini del Partito d’Azione e soprattutto il gruppo dei meridionalisti campano-pugliese, ma che non ottenne il quorum necessario per consentirgli l’ingresso alla Camera.
Le maggiori riviste di cultura politica, da “Civiltà liberale” a “La Rassegna d’Italia”, da “Lo Stato Moderno” a “Il Ponte”, sollecitano i suoi articoli e le sue conferenze . Gli azionisti fiorentini gli offrono la direzione di “La Nazione” di Firenze, Tristano Codignola e Giorgio Spini hanno ottenuto l’assenso che a dirigere il giornale fosse «un indipendente di sinistra» quale Guido Dorso.
Accetta l’offerta, ma poi è costretto a rinunciarvi poiché le sue forze non gli permettono di affrontare il trasferimento a Firenze.
Peggiorate le condizioni di salute, Dorso morì per scompenso cardiaco ad Avellino il 5 gennaio 1947.
Rivoluzione Meridionale (Southern Revolution), written between 1923 and 1924, is the masterpiece by Guido Dorso where the most part of his articles and the famous Appello ai Meridionali (Appeal to the Southerners) are collected. Here Dorso’s political agenda is clearly defined: if Italy wants to develop as a democratic and civil country, the deleterious circle of what Dorso calls the “compromesso istituzionale” (institutional compromise) has to be definitely broken, and the South must be provided with a veritable ruling class to elude the malefic vice of trasformismo (as political transformism). Hence, Dorso describes as ‘revolution’ any political action coherently aimed at these objects.
It would be difficult to resume in brief the essay Rivoluzione Meridionale and yet, with reference to this piece, one must evoke the choice of autonomismo as political autonomy intended as “un sistema ed un metodo di lotta esclusivamente politico” (a system and a method of conflict utterly political). Dorso’s autonomismo, as distinguished from both federalism and regionalism which could represent an impediment at the time, is the ultimate goal to “completare la rivoluzione liberale del Risorgimento anche a vantaggio delle popolazioni meridionali” (complete the liberal revolution of the Risorgimento to the advantage of the southern populations too): the southern Revolution is seen as the sole basis for the Italian Revolution. Regional autonomy is essential to oppose the state centralism, to infringe the southern agrarian paralysis and the political inactivity.
State centralism is not the primary object to defeat, because the creation of the “burocratico-accentratore” (bureaucratic and centralising) State is not the cause but the consequence “dell’immaturità italiana alla lotta politica” (of Italian immaturity for political action).
Anyhow, Dorso does not exclude a future transition to federalism and regionalism.
With the collapse of Fascism in the South of Italy, Dorso devotes himself to activism again. Enrolled as a member of the political Action Party, as clearly due to his grounding and the political and cultural controversy begun in the Twenties, he focuses once more on the question of educating the ruling class of the South that should substitute, in the middle of a momentary crisis, the bureaucratic and centralising State with concern to the administration of the res publica. As early as 1944, Dorso presents two fundamental papers during the Conventions of the Action Party in Cosenza and Bari. Dorso’s agenda involves the British liberal and democratic system which means that, besides people’s organisations and unions, a middle-class party has to be established to deal with competition and dialectic in democracy. Dorso’s engagement with the Action Party becomes more and more attentive, assiduous and critical; three main points constitute his agenda:
a. the battle against the rise of a new, potential northern colonialism;
b. the campaign against the old and new southern trasformismo;
c. the absolute unyieldingness against pre-fascism which “sotto certi punti di vista è anche peggiore del fascismo e, in ogni caso, ne preparò l’avvento” (from a certain perspective is even worse than Fascism and, in any case, is where Fascism stemmed from).
Above and beyond the constant claim to regional political autonomy as an incontrovertible democratic assumption, one must remember the controversial argumentations against the Sicilian separatism of Andrea Finocchiaro Aprile and the new rising of former political notables and personages such as Enrico De Nicola and Francesco Saverio Nitti; the policy of the Allies military government and the landed property middle class in Puglia; the policy of the Christian Democratic Party, whose purpose is the constitution of a moderate coalition in which Dorso perceives an essential transformation of the political strategy with respect to Sturzo’s policy. Furthermore, as significant as these are the pieces on the state centralism in the South and its pragmatic derivations.
When editing the journal L’Azione (The Action), Dorso becomes a member of the executive of the Action Party from which he resigns in December 1945, when economical problems cause the journal to be closed down. Dorso experiences this as a bitter defeat. However, his resignation is mainly due the consideration that the meridionalista engagement with the Action Party is diminishing: in other words, once again one wants the South of Italy to be kept in a condition of colonial cultural backwardness.
The word refers to a particular knowledge about the South of Italy
La rivista The Journal
Il compito della rivista «[…] sarà appunto diretto ad elaborare ed esprimere la nuova classe dirigente, che sul cadavere del passato, dovrà riannodare, con perfetta cognizione di causa, il rinforzato organismo italiano alla grande tradizione liberale europea» (Guido Dorso).
“Politiké” nasce nell’àmbito e come espressione della Scuola di Politica “Guido Dorso”: le sue pagine elettroniche, come il titolo greco suggerisce, vogliono essere – recuperando insomma il senso politico dei Greci: di una Politica di alto profilo – una libera palestra di idee, ovvero di analisi politologica e di formazione politica aperta a tutti i partiti, ai movimenti, agli studiosi ed alle singole persone che intendono recuperare integralmente la funzione della politica; che non si esaurisce – vivaddio – nella sola dimensione del potere, ma che si realizza anche e soprattutto nell’identità e nell’ordine intesi come forma delle istituzioni e delle norme che guidano e modellano, attraverso regole e valori, il comportamento e gli orientamenti di una società: tanto più se questa attraversa, come la nostra, una crisi valoriale ed etica così profonda da far temere ormai per la sua stessa sopravvivenza, almeno nell’accezione civile e democratica della parola.
Il crollo delle ideologie, delle grandi meta-narrazioni non rappresenta – noi crediamo – la fine della Politica; ma, anzi, l’inizio di nuove vie, di nuove soluzioni per affrontare i grandi problemi del pianeta, le cause dell’ineguaglianza, della povertà, della redistribuzione delle risorse mediante nuove forme di governo dell’economia e rinnovati sistemi di organizzazione istituzionale e sociale.
The purpose of this journal “… sarà appunto diretto ad elaborare ed esprimere la nuova classe dirigente, che sul cadavere del passato, dovrà riannodare, con perfetta cognizione di causa, il rinforzato organismo italiano alla grande tradizione liberale europea” (Guido Dorso) (will be the elaboration and expression of the new ruling class that, on the corpse of the past, will join again, with exact knowledge, the reinforced Italian body to the great European liberal tradition).
Politiké originates in the context and as expression of the Politics School “Guido Dorso”. As the classical Greek title suggests by referring to the Greek concept of politics as a valued matter, these web-pages are conceived as an open frame for ideas, that is, for political science analysis and political education pertaining to any party, movement, academic and individual that wants to restore entirely the function of politics which, thank God, is not limited to the sole power dimension but is realised, in particular, through identity and order intended as the form of institutions and norms that orient and shape, through rules and values, social behaviour and tendencies, especially when society, our society, undergoes such a deep crisis of values and ethics to make one concern about its survival, at least in relation to the civil and democratic meaning of the word.
The collapse of both ideologies and great meta-narratives does not represent the end of Politics: we believe, instead, that this is the beginning of new ways, new solutions to deal with important problems in the world and causes against inequality, poverty, redistribution of resources by means of new forms of economic government and renewed systems of institutional and social organisation.
“Politiké” rivista di Politica
Politics Journal
I. Laboratorio politico. Questioni di attualità politica
I. Politics Workshop. Current Political Issues
« […] tutti i partiti senza distinzione di sorta hanno concepito la seducente idea di eleggere il Mezzogiorno come colonia elettorale, e si sono precipitati nelle nostre contrade per raffazzonare seguaci senza nessun criterio di discriminazione. Successivamente, poi, a seguito dell’occupazione di Roma, tutte le direzioni centrali dei partiti si sono trasferite nella capitale, e hanno abbandonato il Mezzogiorno al suo destino.» (Guido Dorso)
” … all parties without any distinction have conceived the seductive idea of indicating the South of Italy as an electoral colony, and hastened towards our urban districts to randomly gather adherents together with no discriminating criteria. Then, following Rome occupation, all parties central executives have moved to the capital, and left the South to its destiny.” (Guido Dorso)
II. Pensiero politico. Teoria e storia della Politica
II. Political Thought. Theory and History of
Politics
«Si tratta di costruire, su questo terreno realistico, una nuova politica, che non sia più la pedestre ripetizione di miti più o meno incomprensibili, o l’imposizione di movimenti nati nelle fertili terre del Nord al solo scopo di perpetuare le tradizionali ingiustizie, ma che consenta di organizzare una nuova classe dirigente del Mezzogiorno, che abbia la fierezza e l’orgoglio di lottare per il riscatto del nostro paese.» (Guido Dorso)
“It is to create, on this realistic ground, a new politics which will be no more the pedestrian repetition of rather inexplicable myths or the imposition of movements originated in the fertile northern lands in order to perpetuate long-established injustices, but will allow the establishment of a new ruling class for the South, a class that will be valiant and proud to fight for the redemption of our country.” (Guido Dorso)
III. Politica e società
III. Politics and Society
«…è chiaro che soltanto un partito a base meridionalista e in funzione univocamente meridionalista, potrà costituire lo strumento che permetta al Mezzogiorno di inserirsi in funzione nettamente autonoma nella lotta politica italiana, e faccia fallire definitivamente la creazione di un compromesso antimeridionale» (Guido Dorso)
“… it is clear that only a meridionalista party, whose purpose is univocally meridionalista, might be the medium for the South to be independently involved in the Italian political debate, and make the creation of a compromise against the South fail.” (Guido Dorso)
IV. Forum politico. Filo diretto con i lettori
IV. Forum on Politics. Direct Line with the
Readers
«La politica è veramente una sfera separata, una ‘sovrastruttura’ rispetto alle condizioni di vita e di lavoro dei contadini dell’Irpinia. A livello urbano si assiste, in assenza di fermenti ideali e di una reale dialettica politico–ideologica, al fenomeno anch’esso comune a molte aree del Mezzogiorno, della riduzione della politica a pura e semplice amministrazione […] ed un’attività politico–amministrativa sostanzialmente sterile…. paralizzata da personalismi, clientelismi, vere e proprie illegalità.» (Guido Dorso)
“Politics is definitely a separate world, a ‘superstructure’ with regard to the living and working conditions of peasants in Irpinia. On the urban level, in the absence of idealistic ferments and an authentic political and ideological dialectic, one observes the phenomenon, common to several areas of the South, of politics reduced to mere administration … and of a political and administrative action which is essentially sterile … paralysed by favouritism, patronage, veritable illegality.” (Guido Dorso)
ICI Letteratura e società
Lista di discussione dell’Istituto Italiano di Cultura di Napoli
Ici-letteratura_e_societa — Italianistica, sociologia della letteratura, politologia, psicologia della letteratura
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Lo scopo della ‘lista di discussione elettronica’ “ICI Letteratura e societa’ ” è fornire informazioni e spunti di discussione sulla letteratura e la societa’, anche dal versante psicologico, sociologico e politologico: un luogo di notizie sul mondo della letteratura e del lavoro umanistico; una fucina di idee e progetti da discutere e da tradurre in fatti; un laboratorio virtuale di cultura, letteratura e psicologia; un tavolo elettronico intorno al quale organizzarsi e consultarsi sui problemi, sulle attivita’ e sugli obiettivi comuni da realizzare nell’ambito delle proprie istituzioni culturali.
Nel segno di un rimarcato impegno sociale, la Lista, accanto a quella primaria (letteraria e culturale), vuole avere una funzione civile, di luogo di dibattito e di aggregazione di quella che oggi viene chiamata la ‘societa’ civile’: di laboratorio politico, nel senso etimologico del termine (idest come ‘scienza del cittadino’), ma sempre super partes (anzi: contra partes); contro la corruzione e l’inefficienza del sistema, il malaffare e la collusione fra politici, mafiosi e camorristi, la gestione clientelare del potere; rimarcando, nel contempo, la necessita’; imprescindibile è un ritorno alla legalita’ e ad una vita politica e sociale fondata sui sacri valori dell’etica, della cultura e della giustizia.
Per consultare la raccolta dei messaggi precedentemente inviati alla lista, visita gli Archivi della lista Ici-letteratura_e_societa.
Lista Ici-letteratura_e_societa gestita
da ici at istitalianodicultura.org
Pannello di controllo di Ici-letteratura_e_societa (richiede autorizzazione)
Elenco delle liste disponibili su istitalianodicultura.org
version 2.1.1
ICI Literature and Society
Italian Institute of Culture in Naples Mailing List
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Literature and society
The aim of the Mailing List is to provide information and discussion starting points about literature and society, also from the psychological, sociological and political analysis point of view: a news place about the world of literature and humanistic work; a breeding ground of ideas and projects to discuss about and to put into effect; a virtual laboratory of culture, literature and psychology; an electronic table around which to organize oneself and consult each other about problems, activities and the common objectives to achieve in the field of one’s cultural institutions.
Marked by a remarkable social pledge, the Mailing List, besides its main service (literary and cultural) aims to play a civil role, as debate and aggregation place of the so called “civil society”; as political laboratory, etymologically (i.e. “citizen science”) but always super partes (or rather: contra partes) – against the corruption and the inefficiency of the system, the dishonesty and the collusion among politicians, members of the Mafia and Camorra, the political nepotism; underlining, in the meanwhile, the unavoidable need of coming back to lawfulness and to a political and social life based on the sacred values of ethics, culture and justice.
Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI ONLUS)
L’Istituto Italiano di Cultura di Napoli (ICI ONLUS) pubblica la rivista internazionale di poesia e letteratura “Nuove Lettere”, la sua versione telematica “Nuove Lettere Elettroniche” (NLE) e, nell’àmbito delle ICI Edizioni, cinque collane editoriali (di poesia, di narrativa e di saggistica); organizza il Premio Internazionale di Poesia e Letteratura “Nuove Lettere” ed un Corso di Scrittura Creativa, in sede (CSC) ed A Distanza (LESC). Comprende tre settori: il CISAT (Centro Italiano Studî Arte-Terapia), che svolge attività di psicoterapia, di ricerca e di Formazione nel campo dell’Arte-Terapia e della psicologia in genere, anche A Distanza (FAD), ed organizza annualmente un Convegno internazionale interdisciplinare; il Libero Istituto Universitario Per Stranieri “Francesco De Sanctis” (LIUPS), con Corsi anche A Distanza (LIUPS-AD); e la Scuola di Politica “Guido Dorso”, che pubblica la rivista telematica “Politiké”.
L’ICI ONLUS, talvolta in collaborazione con altri enti culturali, organizza per tutto il corso dell’anno, nell’àmbito del proprio anno accademico, una continuativa ed altamente qualitativa attività culturale, esplicantesi in una serie di convegni, conferenze, incontri, lezioni, presentazioni e tavole rotonde, su tematiche culturali e politologiche.
Comitato scientifico: Constantin Frosin (Lingua e Letteratura francese, Università “Danubius”, Galati; scrittore), Antonio Illiano (Lingua e Letteratura italiana, University of North Carolina at Chapel Hill), Roberto Pasanisi (direttore, Istituto Italiano di Cultura di Napoli; direttore, “Nuove Lettere”; scrittore), Mario Susko (Letteratura americana, State University of New York, Nassau; scrittore), Násos Vaghenás (Teoria e critica letteraria, Università di Atene; scrittore), Nguyen Van Hoan (Letteratura italiana e Letteratura vietnamita, Università di Hanoi).
Italian Institute of Culture in Naples (ICI ONLUS)
The Italian Institute of Culture in Naples (ICI ONLUS) publishes the international review of poetry and literature Nuove Lettere (New Letters), its telematic version Nuove Lettere Elettroniche (Electronic New Letters) and, as ICI Edizioni, five collections of books (of poetry, fiction and essays); it arranges an International Prize of Poetry and Literature “Nuove Lettere” and a Creative Writing Course, on the premises (CSC) and on line (LESC). They also belong to ICI ONLUS: the CISAT (Italian Study Centre for Art-therapy), which does psychotherapy, research and training in Art-therapy and Psychology generally, also at a distance (FAD), and organizes yearly an international interdisciplinary Congress; the Free University Institute for Foreigners “Francesco De Sanctis” (LIUPS), with courses also at a distance (LIUPS-AD), and the School of Politics “Guido Dorso”, which publishes the telematic journal Politiké. ICI ONLUS, sometimes in collaboration with other cultural organizations, arranges during the year, in the field of its academic year, a permanent and highly qualitative cultural activity, performing in a series of congresses, conferences, meetings, lessons, introductions and round tables about cultural and political analysis themes.
Scientific committee: Constantin Frosin (French Language and Literature, “Danubius” University, Galati; writer), Antonio Illiano (Italian Language and Literature, North Carolina University, Chapel Hill), Roberto Pasanisi (ICI ONLUS and Nuove Lettere director; writer), Vittorio Pellegrino (Mental Health Department; “Federico II” University, Naples; neuropsychiatrist), Mario Susko (American Literature, State University of New York, Nassau; writer), Násos Vaghenás (Literary Theory and Criticism, University of Athens; writer), Nguyen Van Hoan (Italian and Vietnamese Literature, University of Hanoi).
Comunicato Stampa
NAPOLI, 15 novembre 2003
Ancora una volta il Mezzogiorno subisce un trattamento di tipo coloniale.
L’ultima decisione del governo italiano di trasferire tutte le scorie nucleari nazionali presso il comune di Scanzano Jonico, trasformando questa località in una pericolosissima discarica, conferma in maniera inoppugnabile, la considerazione e la gestione coloniale del Mezzogiorno praticata dagli attuali amministratori dello Stato.
La vergognosa politica discriminatoria, ispirata dagli etno-secessionisti della Lega e raccolta dall’attuale Presidente del Consiglio, è iniziata con i pesanti insulti di stampo razzista e proseguita, poi, con scelte politiche tutte a vantaggio delle aree forti del Paese (vedi la Tremonti bis, il finanziamento privilegiato alle infrastrutture del Nord, la devastante ed antiunitaria Devolution bossiana…). Con quest’ultima decisione, ora, l’ostilità raggiunge il suo apice.
I tanti milioni di meridionali che con il loro sacrificio e lavoro hanno pur costruito l’unità e la prosperità dell’Italia sono, ormai, in balia di personaggi negativi ed irresponsabili che condizioneranno per generazioni il destino della nostra gente..
Facciamo, dunque, appello alle forze sane e solidali del Paese, al Presidente Ciampi e a tutti gli uomini e le donne dei nostri territori, mettendo da parte ogni inutile divisione politica, a vigilare e a fermare quest’ignobile ingiustizia.
Tutti gli appartenenti alla Scuola di Politica “Guido Dorso”, la redazione intera della nuova rivista di politica “POLITIKH”, tutti i partecipanti alle nostre liste e le strutture a noi collegate di Puglia e Calabria, qualora tale provvedimento non sarà ritirato, daranno inizio ad una dura azione di contrasto e denuncia dei responsabili di questa ennesima scelleratezza perpetrata a danno delle nostre comunità.
L’addetto Stampa
V.In libreria con “Politiké”
V. Bookshop and Politiké
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In caso di insorgenza di controversia è competente il Foro di Napoli.
Autorizzazione del Tribunale di Napoli n. 4101 del 30/XI/1990.
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