BASILICATA. Pianeta agricoltura: Arbea, uno dei satelliti.
29092010. Una metafora per spiegare che la proposta di legge di soppressione di Arbea avanzata dal gruppo Pdl in consiglio regionale, è solo un tassello di una questione più ampia. Primo firmatario Gianni Rosa, seguito dai
colleghi Mariano Pici, Nicola Pagliuca e Mario Venezia. A illustrare
l’iniziativa il capogruppo Pagliuca.
In tre pagine e con sette articoli viene spiegata la proposta di soppressione dell’ente sub
regionale.
“E’ un ente che ha creato solo disagi in quanto la sua funzione originale era accelerare i pagamenti in agricoltura. E’ un organismo che va ad incidere sui bilanci regionali e non è funzionale
ai bisogni degli agricoltori”.
Arbea è uno degli enti strumentali di
una costellazione più ampia : Alsia, Consorzi di bonifica e Apa.
Priorità: affrontare la governance del sistema agricolo.
“Come Pdl vogliamo rilanciare la questione agricoltura in Basilicata
partendo da Arbea – ha detto Gianni Rosa. Arbea non ha più motivo di
esistere in quanto gli è stata revocata dal Ministero il riconoscimento di ente pagatore. I dipendenti possono essere
ricollocati in strutture come l’Alsia o il dipartimento agricoltura.
Per l’esponente del Pdl “il provvedimento ha anche lo scopo di
bloccare l’ennesimo spreco di risorse umane che avverrà con la nomina
a breve del direttore generale dell’ente e che costerà alla Regione
180mila euro. Occorre tagliare i costi della politica – ha continuato
Rosa – e dare risposte concrete al mondo agricolo”.
Da Arbea a una carrellata di problemi. “Sono circa 3 mila gli agricoltori che hanno presentato domanda ai bandi e non si sa quando saranno pubblicate le graduatorie. L’assessore Mazzocco, invece, di parlare di cooperative e
assetti familiari, ci faccia capire cosa vuol fare dell’agricoltura.
La spesa del Psr 2007-2013 è del 13% e siamo in netto ritardo.
Chiediamo che gli aiuti comunitari siano pagati in modo celere e che
siano velocizzati i bandi. Ad oggi, purtroppo, non abbiamo una proposta organica sul riordino degli enti”. Parole dure contro l’assessore al ramo da parte di Mario Venezia:“la soluzione al problema agricoltura proposta dall’assessore al ramo, Vilma Mazzocco,
al congresso dell’Associazione generale delle Cooperative italiane, sa di ideologie vetero-comuniste. L’auspicio dell’assessore Mazzocco che le aziende agricole lucane debbano fare uno sforzo per unirsi in piccole cooperative in quanto queste, avendo testa e corpo nel
territorio non hanno bisogno di internazionalizzazione, non è
condivisibile. Non si può pensare che la cooperazione sia la soluzione
ai problemi degli agricoltori. Invito, dunque, l’assessore – ha continuato Venezia –a fare un giro nelle campagne, a parlare con gli agricoltori e a capire cosa significa fare agricoltura prima di rilasciare affermazioni che rappresentano il definitivo colpo mortale inferto ad un settore produttivo completamente abbandonato a se stesso da una politica regionale inadeguata”.
“Questa iniziativa – ha aggiunto Pici – è parte di un segmento della
nostra attività politica sulle spese inutili. Una provocazione per
affrontare tematiche delicate come il settore primario”.
(Iranna De Meo)
BOX: COSA NE PENSANO LE ORGANIZZAZIONI D CATEGORIA
Cosa ne pensano le organizzazioni di categoria sulla proposta di legge
di soppressione dell’Arbea?
“Il consigliere Pagliuca ha scoperto l’acqua calda. Si tratta di
fantapolitica”. Così ha commentato il presidente di Confagricoltura
Potenza, Antonio Sonnessa.
“Dal 15 ottobre sarà Agea a pagare. Spesso,invece di essere un organismo a sostegno degli agricoltori, Arbea è
stata da ostacolo agli imprenditori agricoli. Bisognerebbe dare un
ultimo tentativo a questa agenzia”.
“Se quella del Pdl è una provocazione, va bene per aprire un dibattito
su questioni più generali – ha detto il direttore della Coldiretti
Basilicata, Giuseppe Brillante. Il problema non è solo Arbea. Se deve
continuare a funzionare senza efficienza, come abbiamo denunciato
negli anni passati, allora è un peso, altrimenti è un’opportunità per
le imprese agricole. La soluzione non è il trasferimento da un ente a
un altro di competenze, ma dare ruolo e competitività all’agricoltura
lucana. Chiediamo di riscrivere i ruoli e un dimagrimento di alcuni
enti, come quelli di competenza irrigua. Bisogna ricostruire un serio
rapporto di concertazione con le organizzazioni professionali che
rappresentano il mondo agricolo. E’ opportuna una visione generale
della funzionalità degli enti rispetto al sistema agricolo”.
“E’ una scelta da ponderare bene – ha dichiarato Donato Distefano,
presidente regionale Cia. Vedo la chiusura dell’ente con una certa
preoccupazione in quanto saremmo più deboli. Abbiamo bisogno di un
soggetto intermedio che funga anche da organismo pagatore, di una
struttura di interfaccia tra noi, l’Europa e l’Agea, di uno strumento
che faccia da banca dati per l’agroalimentare, che sia
tecnologicamente avanzato, anche in previsione della Pac”.
Sulla questione più allargata della governance in agricoltura, Distefano
propone di spacchettare la legge di riordino degli enti subregionali e
razionalizzarli, a partire dal dipartimento.
“Una moderna regione,una realtà produttiva che deve tendere a costruire soluzioni competitive, non può prescindere da una forte e innovativa governance,ancorata ad assetti e soluzioni istituzionali in grado di garantire il necessario presidio dei territori, i servizi essenziali alle comunità,il supporto ai sistemi economici e produttivi”.
Si chiede la semplificazione delle procedure amministrative e la velocizzazione delle domande.
La richiesta è di scrivere nell’agenda politica come prioritaria il riordino degli enti subregionali per dare competitività all’impresa.
(Iranna De Meo)
BOX: DIECI ANNI DI ARBEA
Una relazione tecnica che ripercorre i dieci anni dell’ente. Allegata alla proposta di legge, la relazione è uno strumento per capire cosa è successo. L’ente nasce nel 2001, con “funzioni di organismo pagatore per la Regione Basilicata degli aiuti derivanti dalla politica agricola comune”. L’Arbea riesce ad operare solo su un ristrettissimo numero di “misure a superficie” (il “biologico”, l’”imboschimento di terreni agricoli”, il “ritiro ventennale dei seminativi”, le “indennità compensative”); il numero delle domande è ampiamente compensato dalla semplicissima istruttoria delle medesime, per lo più ripetitiva e seriale. Tali “misure a superficie” erano trasferite dalle competenze dell’Alsia a quelle di Arbea con le relative risorse umane. Nei primi anni di vita l’Arbea usufruisce in maniera massiccia di trasferimenti da altre pubbliche amministrazioni regionali,
utilizzando come “incentivo” la concessione dell’indennità di
“posizione organizzativa complessa”. Quello che nasceva come un “ente
di semplificazione” diventa, col passare degli anni, solo “un passaggio burocratico in più”. Il riconoscimento come Organismo Pagatore diventerà effettivo solo quattro anni, nel 2005. L’Arbea interromperà il sodalizio con l’Organismo Pagatore toscano, l’Artea,
sostanziatosi in un protocollo operativo (che aveva già impegnato
ingenti risorse, umane strumentali e finanziarie) per l’utilizzo del
suo sistema informativo. Invece di seguire le orme di quello che è
ritenuto da molti l’Organismo Pagatore Regionale più efficiente d’Italia, l’Arbea adotterà il Sian (Sistema Informativo Agricolo Nazionale), un sistema nato per la gestione del
“Regime di Pagamento Unico” con la Riforma Fischler della PAC nel 2003 che mal si presta ai pagamenti regionalizzati del Psr che costituiscono invece, da sempre, la
“colonna portante” (pur nel limitatissimo ambito delle “misure a superficie”) delle attività di Arbea e la cui rigidità e scarsa operatività sono ancora oggi lamentati, in documenti ufficiali,dalla stessa Regione. L’inutilità dell’Ente emergeva dopo le vicende che nel 2005 portavano al mancato riconoscimento della spesa, sia per la “Domanda Unica PAC” che per il PSR, che si protrae ad oggi da
quattro anni (2006, 2007, 2008, 2009) e che espongono la Regione Basilicata al concreto rischio di “rettifiche finanziarie” per ingenti importi, anche in sede comunitaria. Data al 2008 il varo, da parte delMinistero delle Politiche Agricole, di un “piano di interventi correttivi” delle criticità di Arbea; ad oggi, sostanzialmente,
nessuno di tali “interventi correttivi” risulta attuato. Il 12 maggio 2010, è stato emesso il Decreto che revoca il riconoscimento di “Organismo Pagatore” ad Arbea. Venuta meno, infatti, la funzione di Organismo Pagatore, appare del tutto incongruo avanzare qualsiasi
proposta di farne uno “sportello AGEA” sul territorio, sia per il numero delle unità lavorative (70), sia considerato l’impegno finanziario che comporta la sopravvivenza dell’Ente (quasi 5 milioni
di euro l’anno). La Regione Molise e l’Agea hanno recentemente concordato l’apertura di un simile “sportello”, precisando in un comunicato stampa che “lo Sportello sarà costituito da un numero di persone compreso fra cinque e otto”: pur tenendo conto della
differenza in termini di numero di imprese, superfici a coltura,natura e numerosità degli investimenti e di ogni altro possibile fattore, appare del tutto incongruo che la Regione Basilicata possa dedicare ad una tale funzione un Ente che conta una settantina di persone.
Non è d’altro canto possibile porre rimedio alla cronica mancanza di
professionalità tecnico-agricole di Arbea con nuove assunzioni, avendo
l’ente superato di gran lunga il rapporto del 50% fra spese per il
personale e spese generali di funzionamento: questo anche in virtù
delle numerose posizioni organizzative complesse.
(Iranna De Meo)
da: Il Quotidiano della Basilicata, 28 settembre 2010, pag 15: “Arbea, sopprimete quell’ente”
INFO
Iranna De Meo
coordinamento provvisorio per l’Arga Basilicata, referente Arga Campania-Calabria-Basilicata
giornalista free lance
Mobile + 39 347-9553076
iranna77@gmail.com
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