Perdere i figli durante le vacanze estive, capita al 24% degli italiani
Spiagge, piscine, parchi a tema e centri commerciali i luoghi più rischiosi
Spiagge, piscine, parchi a tema, centri commerciali. Luoghi solitamente molto affollati, specialmente in estate quando le scuole sono chiuse, i bambini sono in vacanza e molti genitori, anche quelli che devono attendere per le ferie vere e proprie, amano frequentare con loro nei momenti liberi. Ma con i piccoli bisogna stare molto attenti in questi posti pieni di persone e con tante distrazioni e attrazioni che possano attirare la loro attenzione. Perché, secondo il potente motore di ricerca di voli e hotel www.jetcost.it, una famiglia italiana su quattro perde un bambino durante le vacanze estive. Anche se normalmente i piccoli vengono ritrovati dopo poco tempo, in media sette minuti, a livello europeo gli italiani non ne escono bene.
Il team di Jetcost ha condotto il sondaggio nel quadro di uno studio più approfondito sulle vacanze in famiglia degli europei, in particolare di quelle con figli. Sono stati interpellati 3.000 genitori (500 di ogni nazionalità tra inglesi, spagnoli, italiani, tedeschi, portoghesi e francesi), maggiorenni e con almeno un figlio di età compresa tra i 3 e i 10 anni, che fossero stati in vacanza con la famiglia nei mesi di luglio e agosto almeno una volta negli ultimi due anni.
Inizialmente, a tutti gli intervistati è stato chiesto se avessero mai “perso” i figli durante le vacanze di luglio e agosto anche per un breve periodo di tempo, e un genitore su quattro ha risposto di sì (il 25%). A questi ultimi è stato allora domandato dove fosse successo, ed ecco le risposte più frequenti:
1. In spiaggia.
2. In piscina o dintorni.
3. In un centro commerciale.
4. In un parco a tema.
5. Presso l’hotel in cui alloggiavo.
Successivamente, a tutti i genitori che avevano risposto di aver perso un figlio, è stato chiesto quanto tempo fosse passato prima di ritrovarlo, e la durata media di questo intervallo è risultata di sette minuti. È stato inoltre domandato loro come si fossero organizzati per ritrovarli: il 73% dei genitori ha dichiarato di aver chiesto aiuto ad altri familiari o amici, quasi la metà (il 49%) ha detto di aver chiesto aiuto a sconosciuti e, sorprendentemente, solo il 13% ha affermato di essersi rivolta alla polizia o ai dipendenti del luogo in cui avevano smarrito i bambini. A chi ha dichiarato di non aver allertato la sicurezza è stato chiesto il perché, e la risposta più comune è stata: “Perché il bambino si è presentato prima che potessi avvisarli” (il 69%). Ma quasi la metà non lo ha fatto perché ha ammesso di “essersi vergognato” (il 47%).
Per quanto riguarda i risultati a livello europeo, gli italiani sono risultati molto distratti nell’occuparsi dei figli: secondi solo agli spagnoli nel perdere i bambini durante le vacanze estive. Queste le percentuali di quanti li hanno smarriti, almeno una volta, secondo le nazionalità:
1. Spagnoli 25%
2. Italiani 24%
3. Tedeschi 22%
4. Portoghesi 20%
5. Britannici 18%
6. Francesi 15%
Un portavoce di Jetcost ha dichiarato: “In vacanza è molto difficile controllare i bambini 24 ore su 24 ed è ancora più difficile farlo in luoghi dove ci sono molte persone e soprattutto molti altri bambini, come spiagge, piscine, parchi a tema e centri commerciali. Anche i genitori, però, ogni tanto meritano una pausa, quindi il nostro consiglio è di lasciare i figli nelle apposite aree bimbi dei centri commerciali per godersi al meglio lo shopping senza pensieri e, per quanto riguarda gli hotel, nei baby e mini-club a loro dedicati che ci sono ormai in tante strutture, dove possono divertirsi in tutta tranquillità di grandi e piccini. Inoltre, molto utili possono essere i braccialetti in silicone su cui mettere il cellulare dei genitori, ricordandosi di includere il prefisso internazionale, 0039 per l’Italia. Questi braccialetti sono impermeabili, indelebili e non causano allergie”.
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