Chef e Ristoratori gareggeranno con la “patata” protagonista
Un Concorso Nazionale riservato a chef e ristoratori è stato bandito nell’ambito della campagna di valorizzazione della patata italiana. La kermesse sarà seguita con grande interesse anche dall’Associazione regionale giornalisti agricoli, agroalimentari, ambiente e territorio attraverso la partecipazione del presidente campano dell’Arga Francesco Landolfo e della rappresentante alle tipicità dell’Unaga, Brunella Cimadomo. Le gare dei piatti finalisti, che saranno preparati davanti al pubblico ed una giuria di esperti, avranno luogo lunedì 6 febbraio 2006 a Rimini fiera nel corso di svolgimento del MIA, 36a Mostra internazionale dell’Alimentazione. Il concorso ha lo scopo di creare valore aggiunto, grazie alla professionalità dei cuochi, attorno ad un prodotto agroalimentare che spesso viene utilizzato banalmente o con scarsa creatività. Il tema offerto ai maestri della cucina sarà ”La patata… vegetariana” (con sottotitolo “Piatti di patate senza né carne né pesce”. La campagna di promozione della patata italiana “Pata TiAmo” sarà sviluppata anche attraverso un sito web che proporrà una vasta ed articolata serie di contributi sul tema “patata”, informazioni scientifiche e storiche , ricette, spazi dedicati ai bambini con curiosità e giochi. Questo tubero, prodotto della terra tanto amato un po’ da tutti i buongustai, appartenente alla famiglia delle Solanacee, fu importato in Europa dai conquistatori spagnoli nel 1500 ed in Italia all’inizio del 1600 con una diffusione che, iniziata in Toscana e Veneto, ha avuto un’espansione in Emilia – Romagna e nel meridione d’Italia. La patata (Solanum tuberosum ) ha però origini molto più remote nelle Ande, infatti risulta essere stata coltivata in Perù, Messico, Ecuador e Bolivia sin dall’epoca delle civiltà Atzeca ed Incas. Attualmente i principali paesi produttori di patate, con 300 milioni di tonnellate annue, risultano essere: Russia, Polonia, Germania, Olanda, Usa, India e Cina. L’Italia registra una buona presenza nel panorama dei consumi di patata ed ha una produzione di circa 1.500.000 tonnellate annue che si sviluppa prevalentemente con il 45% del prodotto nazionale in Campania, Emilia –Romagna e Abruzzo. In particolare con la patata ”primaticcia” il meridione: Puglia, Sicilia e Calabria con la Campania in testa offrono oltre 600.000 tonnellate di prodotto sul mercato. La patata, che per l’ampia adattabilità ai diversi ambienti pedoclimatici trova in Italia un consumo primario fra i prodotti dell’agroalimentare, occupa anche a livello mondiale la quarta posizione dopo il consumo di riso, frumento e mais. Numerose sono le varietà di patate che si conoscono: bianche o gialle, farinose o ricche d’acqua, novelle o vecchie per il prodotto comune consumato in Italia mentre la patata americana (un tubero fibroso delle regioni tropicali) anch’essa molto buona trova una relativa diffusione nel nostro paese. La produzione italiana, che vede la Campania al primo posto per superfici coltivate e produzioni ottenute, ha uno sviluppo del prodotto nelle province di Napoli, Caserta e Salerno con le “primaticcie” mentre nell’avellinese e beneventano viene prodotta una patata dal ciclo più lungo di crescita. Prioritariamente le tipologie di patate consumate in Italia sono quattro: a pasta bianca, dalla forma tondeggiante, adatta alla preparazione di purè, sfornati, gateau ed altro; a pasta gialla, soda e compatta ottima per le patatine fritte tanto amate da tutti; la patata rossa, che si adatta un po’ a tutte le ricette; la patata novella, che per la disponibilità durante l’intero anno viene cucinata principalmente arrosto o lessa per la sua delicata polpa. Altre ancora sono i tipi in commercio che si distinguono in: Monalisa, fra le migliori varietà ottima arrosto, fritta o lessata, dalla forma grande con polpa bianca e buccia gialla; Caesar, patata novella, ottima fritta, dalla polpa giallo chiara e buccia fine; tipo Agata, coltivata per l’intero anno, piuttosto grande dalla buccia e polpa gialla, che trova rispondenza lessata o fritta; Jaerla, ottima fritta ma dalla conservazione limitata, sin presenta con polpa soda e gialla e buccia chiara; Kennebec, con forma ovale, buccia e polpa bianca, ottima per la preparazione di purè, minestre e cotture a vapore; Violetta, ottima per la frittura perché mantiene anche dopo cotta, dalla polpa farinosa e violetta; Ratte, particolarmente impiegata per le insalate, dal formato di un corno con buccia giallo chiara e polpa dal sapore di castagna; Bintje, ottima fritta, al forno o a purè, di produzione olandese, dalla buccia e pasta giallo chiara; Red Pontiac, molto impiegata per preparare purè, creme e minestre, rotonda con buccia rossa e polpa bianca; Charlotte, che trova maggiore rispondenza se cucinata al vapore o al gratin o anche arrosto, di formato piccolo con buccia fine e polpa gialla. Si aggiungano a queste varietà quelle più coltivate in Italia: Monalisa, Primura, Arsy, Sirco e Agata per quel che concerne le patate “comuni”; Aminca, Alcmaria, Spunta e Nicola, per quanto riguarda le patate ”novelle” ed Hermes, Agria e Lady Rosetta riservate all’industria. A questa opportuna presentazione della patata va aggiunto il suo potere nutrizionale, che dando una sensazione di sazietà basta sia da sola che con i suoi derivati purè, gnocchi, crocchè ed altro impongono una valutazione del prodotto assunto. La patata è ricca di acqua, sali minerali e vitamine e le sue quantità di potassio la rendono un ottimo alleato contro l’ipertensione ed anche in caso di anemie è molto indicata, mentre i diabetici devono farne un uso molto moderato. Non resta che attendere il MIA per scoprire altre novità sulla patata, ma principalmente sulle possibilità di impiego in accattivanti e gustose ricette. E’ possibile avere informazioni sul concorso formando i numeri telefonici 0547 23821 oppure 02 8375407 o ancora 338 8672379 e 338 7304799.
Giuseppe De Girolamo


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