Olio: in vigore nuova etichetta, finisce era prestigiatori.

Bandito finalmente l’abuso dell’olio extra vergine e vergine di oliva made in Italy. “Con la nuova etichetta – si legge in una nota di Unaprol finisce l’era dei prestigiatori”.
Il nuovo regolamento secondo l’osservatorio economico del Consorzio Olivicolo Italiano attiverà nuovi comportamenti virtuosi in olivicoltura. Il 35% delle aziende olivicole si è dichiarato disponibile ad intraprendere nuovi investimenti in olivicoltura con l’acquisto di macchine e attrezzature. L’indagine di Unaprol ha permesso di individuare che in Italia Il 26% delle aziende olivicole è condotto da donne, mentre il 16% è direttamente gestito da giovani agricoltori.
Il nuovo regolamento comunitario n. 182 del 6 marzo scorso, in vigore dal 1° luglio sull’intero territorio comunitario, prevede che l’etichetta riporti esattamente l’origine del prodotto confezionato in una delle seguenti soluzioni:
•Origine dello Stato membro, origine UE o paese Terzo. Il made in Italy sta tutto qui dentro. Si potrà scrivere prodotto 100% italiano solo quando l’olio extra vergine e vergine di oliva sia stato ottenuto da olive prodotte e frante in Italia.
Negli altri casi si tratta di miscele di:
•oli comunitari; quando si tratta di un olio extra vergine ottenuto dalla miscela di oli provenienti da paesi dell’UE. Per esempio: Spagna e Grecia;
•oli non comunitari; nel caso di oli extra vergine ottenuti dalla miscela di oli provenienti da paesi extracomunitari. Per esempio: Tunisia, Marocco e Siria;
•oli comunitari e extracomunitari; nel caso di oli extra vergine ottenuti dalla miscela di oli provenienti da paesi comunitari e extracomunitari. Per esempio: Spagna, Grecia, Marocco e Tunisia.

OLIO I DATI E LA CONSISTENZA DEL SETTORE
L’olio extra vergine di oliva è protagonista sulla tavola degli italiani ed è motore dello sviluppo economico di un sistema di imprese che trova nel legame tra origine obbligatoria e territorio il punto di equilibrio più alto rappresentato dalla qualità. Un legame forte che dà valore al prodotto targato made in Italy.
L’Italia, ricorda l’Unaprol, è il crocevia del mercato dell’olio di oliva ed è il baricentro della produzione di qualità del Mediterraneo.
Due miliardi di Euro il valore della produzione alla pianta. Oltre duecentocinquanta milioni le piante di olivo messe a dimora su oltre un milione e duecentomila ettari. Trecento cinquanta le varietà di olive catalogate che rendono il nostro Paese primo al mondo per ricchezza di cultivar da olio e da tavola dalle quali si ricavano oli extra vergini di oliva dai sapori unici ed irripetibili.
E’ questa ricchezza dei sapori che negli ultimi anni sta alimentando anche il fenomeno del turismo dell’olio, che sviluppa un giro di affari che sfiora i 20 milioni di Euro con circa due milioni di visitatori all’anno tra frantoi, agriturismi e aziende agricole.
Ad arricchire questo fenomeno virtuoso vi sono diciassette strade e vie dell’olio, che tracciano il percorso del gusto di trentasette DOP ed una Igp già riconosciute dall’Unione europea.
L’approvvigionamento degli oli extra vergini di oliva da parte dell’industria italiana avviene in funzione degli andamenti quali quantitativi della campagna in maniera variabile dai produttori italiani e dai paesi del bacino del Mediterraneo.
In media tra le cinquanta e le centomila tonnellate provengono dal Nord della Puglia e da alcune aree della Calabria, Sicilia e Campania. Tra le trecento e le quattrocento mila tonnellate sono importate da Spagna e Grecia, cui si aggiungono Tunisia e altri paesi del Maghreb.
Oltre 200 mila tonnellate all’anno sono invece dirette al mercato estero, con un plus medio in valore del 50%. Le quote di mercato del nostro Paese oscillano tra il 60 e l’80%.
La produzione media italiana di olio di oliva in generale si attesta sulle 550 mila tonnellate all’anno, mentre il consumo interno supera mediamente le 800 mila tonnellate. L’Italia è quindi costretta ad importare prodotto dall’estero per soddisfare la sola domanda del consumo interno. In quest’ottica il provvedimento normativo sull’obbligo di indicare obbligatoriamente l’origine in etichetta per l’olio di oliva va nella direzione di salvaguardare produttori e consumatori consentendo a questi ultimi di fare scelte di acquisto consapevoli.
Elaion per Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano – Roma 00179 Via Rocca di Papa, 12
Tel. + 39 06 78 46 90 74 Fax + 39 06 78 34 43 73 unaprolpress@unaprol.it

da: Asterisco Informazioni di Fabrizio Stelluto – P.I. 02954650277

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28 giugno 2009
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Olio: serve nuovo patto contro abuso origine del made Italy
“Lo shopping dei marchi storici del made in Italy dell’olio di oliva non porta bene ai grandi gruppi stranieri ma ha già fatto molto male alle tasche degli italiani, che ora potrebbero essere chiamati a pagare anche i costi sociali delle scorribande spagnole nel Belpaese”.
Lo afferma Massimo Gargano presidente di Unaprol – consorzio olivicolo italiano al convegno dell’Assitol sul monitoraggio dell’olio di oliva di fronte all’ipotesi ventilata di possibili ripercussioni occupazionali in Italia per un deriva finanziaria del gruppo “Sos Cuetara”, propietaria dei marchi Bertolli, Carapelli e Sasso.
Serve un nuovo patto tra produttori e industria seria del settore per riaccendere il motore dell’orgoglio nazionale e difendere il vero prodotto italiano dagli abusi.
Nell’ultimo anno i prezzi dell’extra vergine hanno subito un calo di quasi il 25%.
E oggi solo 0,71 centesimi di € dividono il prezzo prodotto lampante dall’olio extra vergine di oliva che viene scambiato sul mercato a meno di 2,5 € il chilo.
“Credo che qualcuno abbia corso dietro la volpe sbagliata cercando di imitare i modello spagnolo per finire impallinato nel vortice dei ribassi e impellicciato sul mercato”.
Il made in Italy è un valore riconosciuto dal mercato perché continua a generare valore a lunga scadenza “ma non può essere confuso in alcun modo con l’indicazione dell’origine obbligatoria in etichetta – ha concluso Gargano – che rappresenta il gioiello di famiglia che tutti, con l’entrata in vigore dal prossimo 1° luglio del Regolamento CE n. 182, dobbiamo difendere altrimenti si finirà per far fare gli affari agli altri”.
Elaion per Unaprol Consorzio Olivicolo Italiano – Roma 00179 Via Rocca di Papa, 12
Tel. + 39 06 78 46 90 74 Fax + 39 06 78 34 43 73 unaprolpress@unaprol.it

da: Fabrizio Stelluto, l’Asterisco informazioni


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