Nuovi progetti turistici per l’isola. Superate le polemiche con Ischia nasce il parco marino
Procida. La sicurezza della navigazione e la salvaguardia della vita umana in mare; l’istituzione della riserva marina denominata Regno di Nettuno, nelle acque di Ischia, Procida e Vivara; l’utilizzo della nave oceanografica Bannock, ora alla fonda nel porto di Napoli, quale museo e laboratorio marino galleggiante; lo sviluppo del diportismo nautico nelle acque del golfo; l’arrivo di una nuova idroambulanza per potenziare il servizio di trasporto infermi dalle isole. Su tutto questo ha fatto il punto, a Procida, l’ammiraglio Pierluigi Caccioppo, comandante del Porto di Napoli e direttore del compartimento marittimo della Campania. L’occasione è stata il passaggio di consegne del comando del circomare isolano (il tenente di vascello Paolo Postiglione ha passato il testimone al collega Guglielmo Cassone) e l’inaugurazione dei nuovi locali dell’Ufficio, a Marina Grande. «Su Procida – ha detto l’ammiraglio – convergono una serie di problematiche di respiro più generale, dal rilancio della pesca alla protezione dell’ambiente, dall’organizzazione della nautica da diporto al potenziamento dei collegamenti marittimi, che vanno affrontate e risolte nell’ambito delle normative vigenti, ma tenendo sempre presenti il buon senso e gli interessi collettivi». L’istituzione della riserva Regno di Nettuno dovrebbe andare in porto a tempi brevi. Dopo una lunga, e spesso affannosa consultazione tra i sei comuni dell’isola di Ischia e il Comune di Procida, i tecnici del ministero dell’Ambiente stanno per varare la perimetrazione definitiva del nuovo parco marino. In un primo tempo, la situazione di conflitto che si è aperta tra le due isole ha minacciato di far fallire l’iniziativa. «L’esperienza che arriva anche da areee marine protette a noi vicine – spiega Salvatore Costagliola, assessore comunale al mare – ha consigliato a tutti una riflessione più attenta, in grado di convogliare gli sforzi verso una proposta che coniughi la protezione dell’ambiente con altre esigenze, che si chiamano rilancio della pesca, sviluppo del diportismo nautico, potenziamento dei collegamenti marittimi». Di estremo interesse, in questo ambito, anche il progetto Bannock. La vecchia nave oceanografica verrà ancorata, in maniera stabile e definitiva, nello specchio acqueo della zona di levante del porto commerciale di Marina Grande, proprio dietro l’edificio stabile della Capitaneria di porto. A giorni partirà la gara d’appalto volta al riutilizzo dell’unità come laboratorio tecnico e come museo del mare. A bordo verrà ricavato un salone convegno per le tematiche marittime, una sala per raccogliere e stivare libri di mare, una serie di spazi per attrezzare un museo della pesca, un servizio di monitoraggio delle acque del Regno di Nettuno, una mostra documentaria dell’attività della nave, da quando fu varata dagli Usa nella seconda guerra mondiale fino all’attività di ricerca nei fondali marini di tutto il mondo insieme al Cnr, avviata – guarda caso – proprio da un procidano, il capitano Salvatore Scotto di Santillo. In un secondo tempo l’Istituto Nautico elaborerà una proposta per l’uso didattico delle strumentazioni di bordo, per formare i futuri capitani e macchinisti navali. (Domenico Ambrosino, Il Mattino)


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