5 marzo 2006 – NEWS LETTER ASOIM N. 4 Oche selvatiche sul Matese. Influenza aviaria. Il blocco importazione volatili. Protezione per gli uccelli. Varie.

In questa lettera:
1 – Maurizio Fraissinet: Oche selvatiche sul Matese e Influenza aviaria.
2 – Francesco Landolfo: Il blocco dell’importazione di volatili e mammiferi.
3 – Andrea Nunziata: Proteggere i volatili, cosa si fa e dove.
4 – Le comunicazioni di Danila Mastronardi.
5 – Vademecum, le norme per i progetti da presentare e condurre, ecc.
6 – La ricerca: Uccelli intelligenti quanto le scimmie.
7 – Curiosità: Il falco Pellegrino e Migrazioni stagionali.
8 – Notizie utili.

1 – LE SEGNALAZIONI DI MAURIZIO FRAISSINET
– Oche selvatiche sul Lago Matese.
Giovedì 23 febbraio è stata davvero una giornata orribile. Ha piovuto tutto il giorno e alla pioggia, in montagna, sul Matese, si è associato il vento e soprattutto il freddo. Eravamo andati, Vincenzo Cavaliere ed io, in compagnia di funzionari della Regione Campania per verificare la possibilità di realizzare una stazione ornitologica e per una verifica sul campo dei popolamenti di anatidi presenti in funzione delle misure preventive sull’influenza aviaria.
Nel pomeriggio, quando la luce ha cominciato a calare e il clima si è fatto sempre più uggioso e triste, dai prati del Lago Matese si sono alzati due grossi uccelli. Dapprima sembravano Oche granaiole, ma erano troppo distanti e troppo rapida era stata l’osservazione per avere delle certezze. Decidiamo allora di avvicinarci il più possibile, incoraggiati anche dai funzionari regionali, appassionatisi alla scoperta. Finalmente le ritroviamo su di un prato, non usciamo dall’auto e le possiamo osservare con tutta calma: non ci sono dubbi, sono Oche selvatiche, e la loro è la prima osservazione per il Matese.
– Influenza aviaria: ancora l’ASOIM in prima linea.
Come è noto l’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale è impegnata da diversi mesi per l’esecuzione di una convenzione con la Regione Campania, finalizzata al monitoraggio degli uccelli acquatici presenti in inverno e in periodo migratorio nelle zone umide campane.
L’acutizzarsi del fenomeno nel mese di febbraio, con la scoperta di esemplari selvatici infetti anche nel nostro paese, ha comportato l’attivazione di una serie di azioni per contrastare l’emergenza. In questo contesto la Regione ha chiesto all’ASOIM l’integrazione della convenzione al fine di garantire un controllo più intenso sui siti che dal monitoraggio della stessa ASOIM sembrano essere più esposti a contatti tra animali selvatici e domestici. E pertanto alcuni soci ASOIM sono stati coinvolti nell’operazione e chiamati a effettuare visite ogni 48 ore in tali siti con la produzione di un report specifico per ogni sito visitato.
Maurizio Fraissinet

2 – IL DATO POSITIVO: IL BLOCCO DELL’IMPORTAZIONE DI VOLATILI E MAMMIFERI.
Un dato positivo l’influenza aviaria, almeno per l’Italia c’è stato. Il blocco dell’importazione di volatili e di mammiferi ha stoppato, in un certo qual modo, un’invasione che sta creando qualche problema. Ogni tanto, infatti, si legge sui giornali o si viene a sapere attraverso i telegiornali che si è visto una pantera nera da qualche parte o appartenenti al mondo animale più strani in giro per l’Italia. È un dato preoccupante. Perché sta a dimostrare che nel nostro Paese si stanno ambientando animali provenienti dalle più parti del mondo.anche perché bisogna aggiungere le varietà dei serpenti, dei ratti e di altri soggetti dall’aspetto non gradevole. Insomma, insieme ai clandestini che giungono via mare, qui da noi si sono insediati anche altre specie che possono insidiare la sopravvivenza di quelle autoctone. È il caso del gambero rosso della Virginia che sta distruggendo i gamberi d’acqua dolce nostrani, delle tartarughe acquatiche che… liberate dai loro possessori nei fiumi e nei ruscelli stanno assestando colpi mortali alle specie ittiche italiche. In Italia secondo un recente rapporto del Ministero dell’Ambiente di qualche anno fa, vivono 110 specie di uccelli esotici (su un totale di 484) e 15 specie di mammiferi (su 73, esclusi i cetacei e i chirotteri). Nelle nostre acque interne vi sono 48 specie di pesci indigeni e 29 specie esotiche. Secondo le Associazioni ambientaliste è necessario porre un freno al commercio illegale di specie animali e vegetali che provoca sempre più spesso il rilascio incontrollato in natura di specie esotiche. L’Italia, per le condizioni ambientali favorevoli ha visto la conquista di spazi da parte di molte specie introdotte dall’ uomo, come la tartaruga guance rosse che in molti bacini ha soppiantato la nostrana testuggine palustre, hanno più volte sostenuto i responsabili del traffico in questione. In Italia vivono allo stato selvatico anche pappagalli esotici come il parrocchetto monaco e il parrocchetto dal collare, che si riproducono nel nostro paese e potrebbero incidere sulle specie nostrane, poi lo scoiattolo grigio, che ha scalzato in Gran Bretagna quello autoctono e anche in Italia ha creato seri problemi anche nel Nord Italia, soprattutto in Piemonte, dove vive lo scoiattolo rosso, specie autoctona. Infine il visone europeo, ormai confinato in pochissime aree, scalzato dalla specie americana introdotta come animale da pelliccia’.Secondo il WWF è necessario intervenire per scongiurare questa minaccia alla nostra fauna e flora. L’introduzione di specie esotiche stravolge gli equilibri naturali e costituisce spesso ”il colpo di grazia per specie già provate da distruzione dell’habitat e pressione da parte dell’uomo. È necessario, auspicano gli ambientalisti, controllare in modo più severo il commercio di piante e animali, per evitare la perdita del nostro patrimonio di biodiversità. Poc’anzi parlavamo dei pappagalli. A Napoli ci sono due colonie di parrochetto monaco che si sono insediati all’Orto Botanico e nel cratere di Agnano. A questi bisogna aggiungere anche gli usignoli del Giappone che stanno facendo capolino nella zona collinare del Vomero e qualche coppia anche nella villa comunale.
Francesco Landolfo (presidente Arga Campania)

3 – PROTEGGERE I VOLATILI: COSA SI FA, DOVE
Al via i campi antibracconaggio, Wwf e Lipu in difesa del popolo migratore.
Quanto sta accadendo con l’influenza aviaria ha portato sconquasso nell’attività degli addetti alla sorveglianza dei parchi contro i bracconieri. C’è, però, chi si è organizzato da tempo e in tempo, conseguendo il risultato doppio di evitare strage di volatili e, al tempo stesso, di scansare quanto più possibile volatili infetti dall’influenza aviaria.
A tal proposito la lettura della nota diffusa dall’Age (Agenzia giornalistica europea) risulta quanto mai attuale oltre che esemplare.
“(Age) Brescia – Sono partiti in questi giorni i campi anti bracconaggio di Lipu e WWF nelle valli bresciane, in stretta collaborazione con i Nuclei Anti Bracconaggio del Corpo Forestale dello Stato. I volontari della Lipu hanno sequestrato nei primi 10 giorni di attivita’ circa 1.000 trappole con pettirossi agonizzanti, e hanno scoperto 4 roccoli con reti per l’uccellagione e decine di uccelli protetti imprigionati nelle gabbiette da richiamo. Le Guardie volontarie del WWF hanno iniziato a pattugliare le valli della provincia di Brescia, da sabato 8 ottobre: l’azione durera’ per tutto il periodo della migrazione autunnale. Nelle Valli Bresciane, vero e proprio ‘imbuto’ in cui si incanalano i flussi migratori per attraversare le Alpi, il bracconaggio raggiunge picchi altissimi perche’, affermano le associazioni, “radicato nelle tradizioni (anche alimentari) locali, nonostante il fenomeno sia in progressiva diminuzione”. Lo scorso anno i risultati dell’azione degli ambientalisti sono stati importanti: le Guardie WWF hanno denunciato all’ Autorita’ Giudiziaria 70 persone, oltre 80 reati contestati, 113 sanzioni amministrative per oltre 21.000 euro, 59 armi e quasi 500 cartucce sequestrate, centinaia tra trappole o mezzi illegali di richiamo sequestrati, mentre i volontari della LIPU hanno elevato 65 verbali di sequestro penale e sequestrato, tra le altre cose, ben 142 reti illegali per una lunghezza totale di 3.000 metri e 4.500 trappole ad archetto. “Dobbiamo operare su due fronti contemporaneamente þ Sauro Presenzini, coordinatore Nazionale Guardie WWF – Da una parte l’ individuazione delle attivita’ di bracconaggio, e dall’altra il controllo sui 30.000 cacciatori bresciani che troppo spesso non rispettano le regole causando gravi danni alla fauna”. Nell’ambito delle iniziative per la tutela del popolo migratore, le Guardie WWF, in collaborazione con l’associazione di Birdwatching EBN Italia, hanno organizzato per il 16 Ottobre a Colle San Zeno (Brescia) una giornata di birdwatching aperta a tutti per scoprire il fascino della migrazione.” (Age – Andrea Nunziata)

4 – LE COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENTE DANILA MASTRONARDI.
– Cari soci,all’inizio di aprile, ci sarà l’Assemblea ordinaria dei soci. Unitamente faremo la riunione tecnica sui nostri progetti. Invito quindi tutti i responsabili di progetto a preparare una relazione sul loro progetto. Fornitela anche in formato digitale a me, Gianpaolo e Rosario, così costituirà un numero per LettereAsoim. Grazie a tutti.
LANARIO
Vi informo che mi è giunta la richiesta, che ho inviato a tutti in email, di adesione al progetto nazionale sul lanario. Pregherei gli interessati, a comunicarmi la loro disponibilità per poter rispondere ed eventualmente aderire come Associazione.
– A tal proposito Camillo Campolongo mi ha trasmesso la risposta che giro a tutti gli interessati alla sua proposta:
“Cara Danila, sicuramente l’ASOIM deve aderire al progetto, indicando un referente per il progetto (eventualmente il Presidente). Io sono disponibile per il monitoraggio, ma non posso impegnarmi per l’intera stagione e forse anche qualche altro; quindi propongo di costituire una “squadra” in modo da programmare una serie di uscite per raccogliere la maggior quantità di dati possibile in maniera coordinata”.
– Alla luce di quanto ricevuto,quindi, rinnovo l’appello ad aderire convintamente al progetto Lanario. Il progetto è coordinato da WWF, CISO e INFS. Non restiamo sempre fuori noi campani, subendo poi la colonizazione di altri! Camillo Campolongo, come avete letto, mi ha già risposto, attendo altre adesioni. Vi allego, inviandolo via email a ciascuno di voi, un bando appena giuntomi dal Parco Nazionale del Vesuvio.
APPELLO
– Scrivete per il sito e per il nostro bollettino. Chiedo in particolare a chi va spesso sul Matese (Maurizio, Ottavio o altri) di scrivere una cartella sul PR Matese, a chi lavora con il P.Naz. Cilento (Daniela, Mimmo, Monica Valore o altri) a scrivere una cartella sul P.del Cilento, a Rosario, Marcello, Stefano di scrivere qualcosa sugli Astroni e così via. Io sto scrivendo una cartella sui Laghi Flegrei. Inoltre è importante che i responsabili di progetto scrivano una cartella sul proprio progetto. E’ anche utile: io sto ricevendo diverse e-mail di persone che mi chiedono informazioni sul progetto Rapaci, tra l’altro, è l’unico di cui c’è una descrizione dettagliata. Vi prego di considerare che l’Associazione non si regge senza il contributo propositivo di tutti i soci, l’ASOIM non è una società e va curata e coltivata anche promuovendo attività che non producono immediatamente proventi in danaro. Quindi, torno a sollecitarvi chiedendovi di scrivere per il sito, per il bollettino, così come vi invito a produrre il dèpliant o partecipare a un progetto nazionale non finanziato. D’altro canto in questo periodo stiamo avendo molte soddisfazioni di riconoscimento a livello regionale e nazionale, proprio grazie alla serietà sempre dimostrata e alla maggiore visibilità che ci siamo dati. Ma non possono “mandare avanti la baracca” sempre i soliti pochissimi soci! Grazie e scusate lo sfogo.
NEWS E AVVISTAMENTI
– Novità sul sito dell’Asoim nelle pagine News e Avvistamenti: un invito a consultare la Banca Dati Ornitologica di Brichetti, strumento utilissimo che l’ASOIM mette a disposizione dei soci che debbano fare una ricerca bibliografica, novità sulle giornate di inanellamento a Monte Nuovo nel contesto del progetto Culturmed, un articolo sul IX Convegno degli Inanellatori.
digita www.asoim.org.
Danila Mastronardi

5 – VADEMECUM
Le norme per i progetti da presentare e condurre.
Per il buon andamento delle attività e una sempre proficua collaborazione, si ritiene utile sintetizzare le norme che disciplinano la presentazione e la conduzione dei progetti ASOIM-ONLUS, come da regolamento dell’Associazione:
1. Il socio che intenda presentare un progetto ASOIM deve inoltrare la richiesta e il progetto a tutti i consiglieri, in tempo utile e comunque non durante una riunione di CD;
2. Il responsabile può avvalersi di collaboratori, rendendone nota la composizione al CD;
3. Unitamente al progetto va presentato al CD l’eventuale preventivo economico e ripartizione fondi fra i partecipanti;
4. Il CD può approvare, non approvare o approvare con modifiche il progetto, e il piano economico;
5. Ogni socio può essere responsabile al massimo di due progetti;
6. Al 31/12 di ogni anno va presentata al CD uno stato di avanzamento dell’attività;
7. Le richieste di finanziamento devono avere il parere favorevole del Presidente;
8. Il responsabile è invitato a partecipare alle riunioni tecniche di presentazione dei progetti;
9. Al termine di un triennio, se si intende proseguire l’attività, va effettuata al CD una richiesta di rinnovo;
10. Tutte le pubblicazioni scaturite dal progetto ASOIM devono citare l’Associazione;
11. Il responsabile è tenuto a dare i dati (non la loro elaborazione) all’ASOIM, con le modalità disciplinate dal regolamento (art.21).
12. Il Presidente, accerta il buon andamento dell’attività e l’adempimento delle azioni di cui sopra, provvede all’attribuzione dei fondi (se il progetto è finanziato) e garantisce l’accesso alla banca dati.

6 – LA RICERCA
– Uccelli intelligenti quanto le scimmie.
Gli uccelli sono più intelligenti di quanto gli ornitologi potessero mai immaginare. Come le scimmie, capaci di distinguere i diversi dialetti di una lingua, anche loro riescono a percepire la differenza fra la lingua inglese e quella cinese. A dimostrarlo uno studio condotto da un’equipe di ricercatori giapponesi che hanno tentato, e a quanto pare con successo, di insegnare le lingue umane su diversi esemplari di uccelli.
Shigeru Watanabe, docente dell’Università Keio di Tokyo, ha appurato che i padda, piccoli uccelli malesi appartenenti alla famiglia dei passeriformi, imparano a riconoscere le differenze fra il cinese e l’inglese. Singolare l’esperimento del professore che per giungere a tale responso ha fatto incidere su un nastro testi tratti dal Genji monogatari, famoso romanzo giapponese dell’XI secolo considerato il più antico della storia mondiale, e del romanzo Io sono un Gatto dello scrittore Natsume Soseki.
Le due opere, tradotte in inglese e cinese, sono state poi fatte ascoltare, ripetutamente, ai volatili che a loro volta erano stati divisi in due gruppi: il primo allenato a posarsi sui rami di albero per cibarsi di un’esca predisposta ogni volta che scorreva il testo in inglese, e l’altro esclusivamente quando veniva fatto ascoltare in testo in cinese.
“Nel 75% dei casi – ha spiegato il ricercatore – i due gruppi hanno imparato a fornire la risposta giusta di comportamento nel caso della lingua associata con l’impulso di cibarsi. E’ una scoperta che aiuta a capire meglio i meccanismi dell’apprendimento delle lingue. In questo uccelli e esseri umani sono simili: gli uni e gli altri imparano a dare risposte esatte anche in presenza di lingue di cui non capiscono il significato, basandosi sui diversi suoni uditi”.
(da Tiscali animali)

7 – CURIOSITA’
– Il falco pellegrino(nella foto).
Anche i rapaci hanno il proprio Grande Fratello. Almeno è così per un falco pellegrino monitorato 24 ore su 24 da due webcam installate al tredicesimo piano di un edificio del Fiera District di Bologna. Il nido scelto dal volatile, stando a quanto spiegato dai responsabili del Servizio Apicale Tutela e Sviluppo Fauna della Provincia di Bologna, è il primo di tipo “metropolitano” monitorato in Italia.
Generalmente, infatti, questo tipo di uccello tende ad allontanarsi dai centri prediligendo gli ampi spazi incontaminati della campagna. Negli ultimi anni, tuttavia, sembra esser cambiato qualcosa. I rapaci si avvicinano sempre più alla città e scelgono i palazzi più alti per nidificare. Gli esperti ancora non hanno idea del perché di questo comportamento, è comunque presumibile si tratti di una scelta obbligatoria per questo falco sempre più minacciato dall’uomo.
A differenza di quanto avvenuto in centro Europa e nel Nord America, la colonizzazione dell’ambiente urbano nel nostro Paese rappresenta un fenomeno spontaneo e non dipendente dal rilascio di individui allevati in cattività per finalità di reintroduzione.
(01.03.2006 – da Tiscali Animali con foto del falco pellegrino)
– Uccelli: migrazioni e spostamenti stagionali.
Il 24 Marzo 2006 ore 9.00 – Sede: Corte Benedettina Legnaro (PD). La Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, dopo l’avvio nel 2002 di un progetto congiunto, presenteranno, il 24 Marzo (ore 9.00) presso la Corte Benedettina di Legnaro (PD), i risultati della raccolta ed elaborazione dei dati relativi alle principali specie migratrici e agli spostamenti dell’avifauna di maggior impatto in alcune realtà del territorio.
Le prime forme di gestione e tutela di questo patrimonio sono la conoscenza e il monitoraggio dei comportamenti delle specie migratorie che, soprattutto di questi tempi, sono interessate dalle rapide dinamiche e modificazioni del nostro territorio che creano forti impatti nelle popolazioni selvatiche di uccelli e spesso anche nelle attività antropiche.
Per saperne di più Info 049/8293920 www.venetoagricoltura.org.

8 – NOTIZIE UTILI.
L’ASOIM
L’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – A.S.O.I.M. onlus è stata fondata nel 1986, riunendo docenti universitari, ricercatori, studenti universitari, appassionati di ornitologia. Promuove la ricerca e la conoscenza ornitologica e faunistica, sostenendo lavori scientifici di interesse internazionale, nazionale e locale, collabora alla conservazione della fauna, studia e difende l’ambiente nell’Italia meridionale, riunisce gli appassionati di ornitologia di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, organizzando attività di formazione e di educazione.
LA SEDE ASOIM
– La sede è in Via Andrea da Salerno, 13, Napoli (al Vomero, adiacenze stadio Collana). Chiunque voglia utilizzare la sede per riunioni o quant’altro deve telefonare al Direttore della Riserva Naturale “Cratere degli Astroni”, dott. Peppe Pugliese al numero 348 5456982, per assicurarsi che la sede sia aperta.
LA BANCA DATI
Presso la sede abbiamo uno spazio in una libreria (le chiavi n.19 sono custodite nella sede stessa) in cui sono contenute alcune nostre monografie e i primi CD della nostra Banca dati (accessibile ai responsabili di progetto). Attualmente troverete un CD con i dati di MITO 2000 e un floppy disk con altri dati di Mito, archiviati successivamente, e i transetti di Capodimonte. Nei dati di MITO le località sono espresse in UTM. Nella sede è presente anche il computer dell’ASOIM su cui ho installato la BDO (Banca Dati Ornitologica) di Brichetti. Chiunque voglia consultarla, deve telefonarmi per conoscere la password. L’inventario del materiale ASOIM aggiornato alla luce dei nuovi acquisti effettuati è stato inviato via email ad ogni socio.
RACCOMANDAZIONE
– Si invitano tutti coloro che scrivono articoli per il sito dell’Arga di inviare contestualmente una copia degli stessi anche alla Presidente Mastronardi in modo che possano comparire su entrambi gli spazi web.
PER SAPERNE DI PIU’
– Consultare il sito www.asoim.org con news, progetti, avvistamenti, hot spots, fotogallery, libri e varie.
PROSSIMA NEWSLETTER IL 15 MARZO 2006

Categorie: Ornitologia

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