23 febbraio 2006 – NEWS LETTER ASOIM N. 3 Convegno inanellatori. Wwf e Parco Matese per gli ulivi.Festa ai Campi flegrei.Varie.
In questa lettera scrivono:
1 – Danila Mastronardi: IX Convegno degli Inanellatori a Pescara
2 – Maurizio Fraissinet: Wwf e Parco del Matese(CE) insieme per salvare 165 alberi d’ulivo
3 – L’aquila pescatrice non è più in pericolo
4 -Le comunicazioni della presidente
5 – Le pubblicazioni Asoim
6 – Notizie utili

1 – IX CONVEGNO DEGLI INANELLATORI
Si è tenuto a Pescara, il 28 e 29 gennaio 2006, il IX Convegno degli Inanellatori italiani. Come per la precedente occasione, ha fatto da cornice l’Hotel Serena Majestic di Montesilvano a pochi chilometri da Pescara.
Decisamente denso il programma del Convegno con 7 sessioni, due ospiti stranieri, quiz con premiazione, conferimento dell’ “anello d’oro”, esposizione posters e una bella mostra di disegni naturalistici. Gli ospiti stranieri, Peter Jones e Humphrey Crick, hanno presentato relazioni dal titolo: “Migratori in Africa: gli uccelli europei sono anche africani” e “Mutamenti climatici, uccelli ed inanellamento”.
In una sala quasi sempre piena, le sessioni si sono snodate a ritmo serrato, scandito dall’autorevole battimani (alias richiamo in sala) di colui che è stato già felicemente battezzato “Il Signore degli Anelli”. Dalla prima sessione informativa sullo stato dell’arte dell’inanellamento in Italia, si è passati attraverso le interazioni tra uccelli e ambiente studiate mediante l’inanellamento, ai progetti nazionali e internazionali, all’inanellamento quale strumento di gestione e ancora a nuovi stimoli per l’attività di inanellamento in Italia (vedi radiotracking nello studio della beccaccia) e infine al contributo dell’inanellamento nel monitoraggio dei mutamenti climatici e dell’influenza aviare.
Non poteva mancare ampio spazio dedicato al virus H5N1 che, proprio mentre scrivo, ha raggiunto l’Italia, “a bordo” di alcuni sfortunati Cigni reali. Durante il Convegno, a mio avviso, è stata posta poca attenzione alle norme di sicurezza che l’inanellatore deve adottare per proteggersi dalla malattia, mentre è stato dato grande risalto al contributo fondamentale che l’inanellamento può dare all’attività di ricerca sul virus; un vero e proprio incitamento a scendere ancora di più in campo per raccogliere dati e campioni.
Dietro le quinte, nella sala dedicata ai posters, qualche momento di tensione con battute aspre nei confronti degli inanellatori un po’ troppo legati al mondo venatorio. Tensione fortunatamente non esplosa, ma avvertita dai presenti.
Simpatiche a mio avviso le iniziative ludico-competitive, come il consueto quiz di riconoscimento, in cui la proiezione a ritmo serrato di diapositive di ali, zampe e, raramente, di uccelli a tutto tondo, vedeva gli inanellatori (almeno quelli che hanno accettato la competizione e il confronto) tesi e concentrati come bambini all’esame e poi limpidamente sinceri nel dichiarare i propri errori.
L’anello d’oro, altro momento attesissimo, è stato conferito a un inanellatore del Progetto Alpi che ha ricevuto, oltre a una pergamena con la descrizione in chiave decisamente ironica della propria dedizione all’attività di inanellamento, anche il dono più “inutile” che esista: un anello (ovverosia un pezzo di tubatura di plastica) tutto d’oro.
Non è mancata in sala la presenza di persone non invitate e inclini alla critica sull’attività di inanellamento, potenzialmente pericolosa per la salute degli uccelli; occasione d’oro per consentire a Fernando Spina di formulare un’ineccepibile e pungente risposta.
Ebbene sì, è sempre lui il Signore incontrastato, chairman di tutte le sessioni, traduce all’impronta le relazioni degli ospiti stranieri, dispensa elogi e critiche, esalta e redarguisce; tutti lo cercano, chi lo apprezza, chi (in gran silenzio) lo critica, molti lo temono, lui che ha l’immenso potere di assegnare patentini, estensioni, permessi. Domenica il saluto finale e un arrivederci, probabilmente, di nuovo a Pescara.
Danila Mastronardi (nella foto)

2 – WWF MOLISE, OASI WWF LE MORTINE E PARCO REGIONALE DEL MATESE INSIEME SI SONO ATTIVATI PER TROVARE CASA A 165 ULIVI DI
PREGIO STORICO NATURALISTICO
Per i nostri lettori internet riproduciamo la nota del prof. Fraissinet inviataci tempo fa per testimoniare l’impegno del Wwf e del Parco del Matese in vista della inaugurazione del Parco degli ulivi nel tratto della superstrada ai confini di Venafro
“L’ANAS, compartimento viabilità del Molise, ha iniziato i lavori per la realizzazione della variante alla S.S. 85 Venafrana, primo tratto della superstrada Termoli-S.Vittore. Una strada che rappresenta una ferita nel paesaggio agricolo dolce degli oliveti che circondano Venafro e che rappresenterà l’occasione per espandere il centro abitato con la conseguenza della cancellazione di questo paesaggio. Per realizzare l’opera verranno espiantati 2150 alberi di ulivo, di questi 165 sono di pregio storico – naturalistico e la Valutazione di Impatto Ambientale ha prescritto che questi ultimi non vadano persi ma reimpiantati in altra zona, non molto distante da dove erano cresciuti finora.
Per fortuna nei pressi c’è l’Oasi WWF delle Mortine, inclusa nel territorio del Parco regionale del Matese, in territorio campano.Gli unici che si sono offerti di ospitare il reimpianto di tali alberi sono stati proprio i soci WWF del Molise che operano nell’Oasi. Hanno rapidamente raggiunto l’intesa con l’Ente Parco regionale del Matese che li ha autorizzati in meno di 24 ore e ora si aspetta che si realizzi l’operazione.Gli alberi verranno collocati in una zona brulla dell’Oasi che in tal modo verrà recuperata a verde. Dal punto di vista climatico e pedologico il sito sembra idoneo per l’intervento, e del resto a pochi metri in linea d’aria sorgono vasti oliveti.
Ciononostante i soci del WWF e lo stesso Parco del Matese non nascondono la preoccupazione per il buon esito dell’operazione che, peraltro, è a totale carico della Società Adanti, vincitrice dell’appalto ANAS. “Avremmo preferito che non si dovesse mai arrivare a questo e siamo dispiaciuti per la ferita che la strada arrecherà al paesaggio, ha affermato il commissario del Parco del Matese, prof. Maurizio Fraissinet (peraltro consigliere nazionale del WWF). In ogni caso abbiamo aderito subito alla richiesta del WWF Molise, anche perché in tal modo, e sempre se l’operazione va a buon fine, rinverdiremo un’area brulla del Parco. Ci auguriamo che le operazioni di espianto e di messa a dimora nell’Oasi non pregiudichino la vitalità degli alberi”.
Il dr. Emilio Pesino, presidente del WWF Molise e responsabile dell’Oasi delle Mortine ha dichiarato: “L’operazione concordata tra WWF, Parco del Matese, ANAS e Regione Molise costituisce un ulteriore passo in avanti per rendere l’arteria in progetto più accettabile dal punto di vista ambientale. Già a partire dai primi anni ’90 il WWF riuscì a scongiurare un analogo progetto di superstrada che avrebbe danneggiato irreparabilmente la zona umida Le Mortine. Sulla scia delle osservazioni del WWF, oggi il tracciato è stato spostato (anche se in un’area non ottimale) e prevede soluzioni tecniche (sottopassaggi per la fauna, barriere fonoassorbenti, messa a dimora di piante, oltre ad un progetto di riqualificazione ambientale tra l’Oasi WWF ed il tracciato della Variante) atte a limitare il pur grave impatto dell’arteria sulla pianura di Venafro. Il WWF è oggi impegnato per garantire la salvaguardia anche delle altre centinaia di ulivi intercettati dalla variante”.
Maurizio Fraissinet

3) A proposito di rapaci: Usa, l’aquila non è più in pericolo.
Il simbolo degli Stati Uniti, l’aquila pescatrice, non è più a rischio estinzione e per questo motivo sarà presto rimossa dall’elenco delle specie protette. Il maestoso rapace, stando a quanto spiegato da Dale Hull, direttore dell’agenzia federale per la fauna, la US Fish and Wildlife Service, negli ultimi anni si è riprodotto tantissimo: popola nuovamente tutti gli Stati Uniti.
Per gli ambientalisti all’inizio del ‘900 si contavano qualcosa come 100mila coppie di aquila predatrice. Intorno agli anni ’60, a causa dell’utilizzo di insetticidi come il Ddt e dello sviluppo che aveva distrutto l’habitat naturale di questi predatori, il numero era sceso a 417 coppie. La specie era praticamente condannata a scomparire per sempre.
Oggi, sperando che l’uomo non ricominci a darle la caccia, si contano oltre 7mila coppie di aquile in 49 stati tra cui l’Alaska. Le associazioni ambientaliste non intendono però abbandonare questi rapaci. Anche se la specie non comparirà più fra quelle in pericolo sarà comunque raccomandato a proprietari terrieri e costruttori, di non arrecare disturbo alle aquile.
(da Tiscali animali)

4 – COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENTE
L’ASOIM è fra le associazioni che partecipano alle due giornate di manifestazioni, collegate al progetto Artecard, che si terranno nei Campi Flegrei il 25 e 26 febbraio. La manifestazione presenta un nutrito pacchetto di iniziative, dalle uscite in barca a vela, agli spettacoli teatrali, alla degustazione di prodotti tipici. L’ASOIM sarà presente a Monte Nuovo per passeggiate ornitologiche e in postazioni fisse con le reti per l’inanellamento.Chiunque voglia darci una mano per accompagnare i visitatori o aiutare gli inanellatori, contatti al più presto la sottoscritta. Tutti siete, ovviamente, invitati a partecipare all’iniziativa. Per prenotarsi alle varie iniziative (cosa fondamentale, perchè sono a numero limitato) telefonare alla sede del Parco dei Campi Flegrei : 081 5231736.
– Finalmente l’ASOIM ha anche un suo dèpliant. L’ho appena ricevuto da Maurizio Fraissinet e mi pare sia venuto proprio bene. Ai testi abbiamo lavorato Maurizio ed io, le foto sono mie, di Maurizio e di Vincenzo Cavaliere. La stampa, curata da Dino Di Mauro (la stessa società di grafica che ha lavorato per il XII convegno), è ovviamente in carta riciclata.

– Il sito dell’ASOIM www.asoim.org è stato aggiornato con News e le foto di Gabbiano pontico di Ottavio Janni, accompagnate da una descrizione della specie nella pagina Avvistamenti. Nuove foto nella fotogallery del sito: peppola e verdone di Daniela Rippa e gabbiano pontico di Ottavio Janni.

– Cari soci, la dott.ssa Caliendo anche quest’anno parteciperà al work-shop sul progetto Mito. Prima di impegnarsi a portare avanti il progetto anche quest’anno, vuole essere rassicurata sulla disponibilità dei soci a ricoprire almeno una decina di tavolette.
Inutile ribadire quanto sia importante per la nostra Associazione aderire a questo progetto nazionale.
Chiedo quindi a voi tutti di dare la vostra disponibilità scrivendo alla Dott. Caliendo:
marcalie@cds.unina.it. Grazie a tutti.
Danila Mastronardi

5 – LE PUBBLICAZIONI DELL’ASOIM
Le seguenti pubblicazioni possono essere acquistate presso le librerie o alla sede dell’Asoim:
– Atlante degli uccelli nidificanti in Campania, di Maurizio Fraissinet e Mario Kalby, ed. 1989
– Migrazione ed inanellamento degli uccelli in Campania, di Maurizio Fraissinet e Mario Milone, ed. 1992
– La lista rossa degli uccelli in Campania, di Maurizio Fraissinet, Maria Grotta e Stefano Piciocchi, ed. 1994
– L’avifauna degli ecosistemi di origine antropica, atti dell’omonimo convegno curati da Maurizio – – Fraissinet, Diletta Coppola, Silvana Del Gaizo, Maria Grotta, Danila Mastronardi, ed. 1995
– Atalante degli uccelli nidificanti e svernanti nella cittò di Napoli, di Maurizio Fraissinet, ed. 1995
– Atlante degli uccelli svernanti in Campania, di Mario Milone, ed. 1999.
– Opuscolo con la check-list degli uccelli della Campania, stampato in occasione del XII Congresso Italiano di Ornitologia.

6 – NOTIZIE UTILI
– L’Associazione Studi Ornitologici Italia Meridionale – A.S.O.I.M. onlus è stata fondata nel 1986, riunendo docenti universitari, ricercatori, studenti universitari, appassionati di ornitologia. Promuove la ricerca e la conoscenza ornitologica e faunistica, sostenendo lavori scientifici di interesse internazionale, nazionale e locale, collabora alla conservazione della fauna, studia e difende l’ambiente nell’Italia meridionale, riunisce gli appassionati di ornitologia di Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria, organizzando attività di formazione e di educazione.
– La nuova sede dell’Asoim è in Via Andrea da Salerno, 13 (al Vomero, adiacenze stadio Collana). Chiunque voglia utilizzare la sede per riunioni o quant’altro deve telefonare al Direttore della Riserva Naturale “Cratere degli Astroni”, dott. Peppe Pugliese al numero 348 5456982, per assicurarsi che la sede sia aperta. Presso la sede abbiamo uno spazio in una libreria (le chiavi n.19 sono custodite nella sede stessa) in cui sono contenute alcune nostre monografie e i primi CD della nostra Banca dati (accessibile ai responsabili di progetto). Attualmente troverete un CD con i dati di MITO 2000 e un floppy disk con altri dati di Mito, archiviati successivamente, e i transetti di Capodimonte. Nei dati di MITO le località sono espresse in UTM. Nella sede è presente anche il computer dell’ASOIM su cui ho installato la BDO (Banca Dati Ornitologica) di Brichetti. Chiunque voglia consultarla, deve telefonarmi per conoscere la password. Vi allego, inoltre, l’inventario del materiale ASOIM aggiornato alla luce dei nuovi acquisti effettuati.
– Per saperne di più c’è il sito www.asoim.org che oltre all’home page, ospita news, progetti, avvistamenti, hot spots, fotogallery, libri.

LA PROSSIMA NEWS LETTER IL 5 MARZO 2006

Categorie: Ornitologia

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