13 febbraio 2006 – NEWS LETTER ASOIM N. 2
Note di Fraissinet e Mastronardi. L’influenza aviare in Italia uccide cigni in quattro regioni del Sud.

In questa lettera dell’Asoim:
– Maurizio Fraissinet presenta due libri
– Elena Scarici i 20 anni dell’Asoim su Corriere del Mezzogiorno e Nuova Stagione
– Danila Mastronardi: le iniziative dell’Asoim
– Torna a farsi minacciosa l’influenza aviare

1) Paolo Pedrini, Michele Caldonazzi e Sandro Zanghellini, 2005 – Atlante degli uccelli nidificanti e svernanti in provincia di Trento. Museo tridentino di Scienze naturali ed., Trento.
Voluminoso atlante ornitologico (674 pagine!) sugli uccelli nidificanti e svernanti in provincia di Trento. Per quanto possa risultare difficile pensarlo, per noi meridionali, ci sono uccelli che trascorrono l’inverno nel freddo del Trentino!
L’Atlante è ben fatto e molto interessante. L’analisi ornitologica del territorio è ampia e completa. S avverte il desiderio da parte dei curatori di non lasciare nulla al caso e di non trascurare alcun argomento e alcuna specie. Ci sono perfino le specie citate una sola volta alla fine dell”800 in una sezione a parte. Complessivamente sono state censite 156 specie nel periodo riproduttivo e 143 in quello dello svernamento. La sequenza delle specie segue la nuova classificazione, per cui si inizia con gli anseriformi, e non, come siamo da sempre abituati, con i podicipediformi. Interessanti anche le analisi multivariate per studiare i fattori ambientali e geografici che determinano la ricchezza di specie nei quadranti. Può essere acquistato al prezzo di 25,20 euro presso il Museo Tridentino di Scienze Naturali, Via Calepina 14, 38100 Trento, tel.0461.270311, fax 0461.233850. Maurizio Fraissinet

2) Tullio Berlenghi, 2005 – Come difendersi dagli ambientalisti. Edizioni Ibiscus
Libro molto simpatico e istruttivo scritto da un ambientalista (ovviamente), impegnato nell’ufficio legislativo dei VERDI in parlamento. Il protagonista di un libro è un “anti-ambientalista” che cerca di evitare un amico “ecologista” e che ridicolizza le convinzioni di quest’ultimo. Convinzioni e idee che se dovessero concretizzarsi renderebbero la vita dell’anit-ambientalista un inferno. Non potrebbe scorazzare con la moto sui prati, non potrebbe divertirsi con attività saubri e innocenti quali, ad esempio, quella della caccia, non potrebbe godere dei consumi energetici al massimo e di tante altre belle cose che il consumo sfrenato delle risorse ci consentono. Il libro non è facile da trovare, ma quando lo si è acquistato (costa 12 euro) è un piacere leggerlo. Maurizio Fraissinet

3)Cari amici, vi scrivo per dirvi che il 7 febbraio è uscito un articolo sui venti anni dell’Asoim sul Corriere del Mezzogiorno. Domenica prossima anche su Nuova Stagione. A presto, Elena Scarici

4) COMUNICAZIONI DELLA PRESIDENTE ASOIM, MASTRONARDI:
– Finalmente l’ASOIM ha anche un suo dèpliant. L’ho appena ricevuto da Maurizio Fraissinet e mi pare sia venuto proprio bene.
Ai testi abbiamo lavorato Maurizio ed io, le foto sono mie, di Maurizio e di Vincenzo Cavaliere.
La stampa, curata da Dino Di Mauro (la stessa società di grafica che ha lavorato per il XII convegno), è ovviamente in carta riciclata.
Danila Mastronardi

– Cari soci,mi riferisco ai responsabili di progetto ricordando di farmi pervenire al più presto scontrini e ricevute relativi all’anno 2005 per il bilancio (il commercialista è già stato attivato). Ricordo ancora di preparare i CD con i dati in formato Excel per la banca dati.
Conto sulla vostra puntualità e sollecitudine.

– Un’altra novità, che presto apparirà nel sito: l’ASOIM è fra le associazioni che partecipano alle due giornate di manifestazioni, collegate al progetto Artecard, che si terranno nei Campi Flegrei il 25 e 26 febbraio. La manifestazione presenta un nutrito pacchetto di iniziative, dalle uscite in barca a vela, agli spettacoli teatrali, alla degustazione di prodotti tipici. L’ASOIM sarà presente a Monte Nuovo per passeggiate ornitologiche e in postazioni fisse con le reti per l’inanellamento. Chiunque voglia darci una mano per accompagnare i visitatori o aiutare gli inanellatori, contatti al più presto la sottoscritta. Tutti siete, ovviamente, invitati a partecipare all’iniziativa. Per prenotarsi alle varie iniziative (cosa fondamentale, perchè sono a numero limitato) telefonare alla sede del Parco dei Campi Flegrei : 081 5231736.

– La nostra Associazione ha uno spazio nel portale dell’Arga Campania. Vi invito a visitarlo all’indirizzo www.argacampania.it Gianpaolo Necco, che sta curando lo spazio, invita tutti a inviare lettere, commenti, articoli da inserire nel portale(g.necco@tiscali.it).
Saluti a tutti, Danila Mastronardi

5) Il virus dell’influenza aviare che ha ucciso cigni in alcune regioni italiane,tra cui Abruzzo, Puglia, Calabria,Sicilia, ha reso di nuovo drammatica la situazione e stavolta è coinvolto anche il nostro paese.
Il ministro della salute Storace ha fornito un numero telefonico (1500) che tutti possono contattare per ogni segnalazione o informazione sul caso.
Si ritiene opportuno, a questo punto, riportare due interventi raccolti da due giornalisti, Andrea Nunziata e Nando Cirella che, appena scoppiata l’epidemia, intervistarono rispettivamente Fulco Pratesi, presidente dell WWF e il prof. Alessandro Fioretti, ordinario di patologia aviare.
Le due note sono state pubblicate anche sul sito www.argacampania.it
VIRUS POLLI
1) Pratesi a Storace: stop precauzionale alla caccia. (AGE) ROMA – ”Fugare ogni dubbio sulla possibilita’ di contagio tra animali e uomo legato all’attivita’ venatoria” seguendo ”il principio precauzionale” per frenare la diffusione del virus dei polli ed evitare ”che dalle popolazioni selvatiche questo venga trasmesso ai nostri volatili da cortile e da allevamento”. Lo chiede il presidente del Wwf, Fulco Pratesi, in una lettera al Ministro della Salute, Francesco Storace. ”Oggi l’uso dei richiami vivi per la caccia – scrive Pratesi – puo’ rappresentare un potenziale pericolo per la salute di noi tutti e vorremmo essere rassicurati sul fatto che possano rappresentare quel momento di contatto tra i migratori selvatici e la fauna domestica che l’Oms chiede di evitare e quindi se non sia il caso di evitare precauzionalmente tutto cio’ fin da ora”. Pratesi ricorda come ”vi puo’ essere un pericolo e un contatto tra animali potenzialmente infetti e portatori di virus e l’uomo considerando la caccia alle anatre selvatiche fatta oggi in Italia e quanto inoltre fatto all’estero dove sappiamo si recano a caccia migliaia di nostri cacciatori dalle foci del Danubio in Romania, alle aree umide del Montenegro, alle paludi dell’Egitto”. Pratesi chiede chiarimenti anche per la questione del rischio contatto per i cacciatori.
AGE – Andrea Nunziata

2) Influenza aviare: cos’è ? Alessandro Fioretti, ordinario di patologia aviare: Non viene trasmessa ingerendo carne avicola o uova.
L’influenza aviare è una malattia infettiva che colpisce volatili selvatici e domestici, causata da ceppi di tipo A del virus influenzale. Spiega Alessandro Fioretti ordinario di Patologia aviare del Dipartimento di Patologia e Sanità Animale, della Facoltà di Medicina Veterinaria della Federico II di Napoli, la malattia, fu identificata per la prima volta in Italia oltre 100 anni fa, tutti gli uccelli sembrano essere suscettibili all’infezione, sebbene alcune specie mostrino una più elevata resistenza di altre. L’infezione causa un ampio spettro di sintomi, che vanno da una forma lieve ad una malattia altamente contagiosa e rapidamente fatale, che si manifesta in gravi forme epidemiche. Quest’ultima è conosciuta come “influenza aviare altamente patogena” ed è caratterizzata da un inizio improvviso, una severa sintomatologia ed una rapida morte, con un tasso di mortalità che può raggiungere il 100%. I virus coinvolti nella maggior parte di queste epidemie appartengono ai ceppi H5 ed H7. Fa notare Fioretti, che la prima considerazione da fare al riguardo è quella relativa alla terra natale della pandemia, ovvero al Sud est asiatico. In effetti sin dalla fine degli anni cinquanta autorevoli osservatori dell’OMS identificarono in questa zona del pianeta il più probabile serbatoio di virus influenzali nuovi che potessero diffondere all’uomo. Le ragioni di queste deduzioni e dell’attuale sviluppo del ceppo H5N1 e del suo successivo passaggio all’uomo con le gravi patologie respiratorie, che in alcuni casi hanno portato alla morte, sono numerose, e da ricercare nella notevole promiscuità nella quale vivono uomini ed animali domestici, nella enorme diffusione di mercati di animali vivi, nello scarso controllo degli allevamenti dal punto di vista igienico sanitario, ed, infine, in una popolazione malnutrita e poco attenta a premunirsi ed evitare contatti infettanti con virus che derivano da animali ammalati. E’ ben noto che la stragrande maggioranza dei casi umani di Influenza aviare registrati in quelle aree siano da ricondurre alla stretta convivenza con pollame infetto, al consumo e manipolazione di volatili morti di malattia e macellati senza alcun controllo veterinario. Completamente diverso è lo scenario offerto dall’avicoltura italiana, tra le più avanzate del mondo zootecnico, dominata da stringenti controlli di filiera, con particolare attenzione alla biosicurezza, al controllo delle varie fasi di allevamento e alle malattie infettive del pollame attraverso intensivi ed aggiornati piani di profilassi. Allora, ci si chiede come mai , l’influenza aviare desta incombenti inquietudini da parte di importanti organismi di controllo sanitario mondiali, quali l’OMS, l’OIE e la FAO, anche se questa si è sviluppata già da alcuni anni? Molto probabilmente ci si è resi conto che, come per altre malattie infettive, esiste un valido serbatoio del virus costituito dai volatili selvatici migratori, soprattutto gli Anseriformi (anatidi di cui fanno parte cigni,oche e anatre) che oltre a non ammalarsi, costituiscono un potente veicolo di distribuzione degli agenti virali, percorrendo migliaia di chilometri lungo i flussi migratori e quindi favorendo la distribuzione e diffusione del virus su enormi distanze, magari sino a noi.
L’interrogativo, a questo punto è se la situazione debba o meno spaventarci, ma la risposta non può essere fornita sull’onda di notizie catastrofiche inevitabilmente seguita da risposte emotive incontrollate, infatti, spiega Fioretti, paura e preoccupazione sono emozioni inadatte ad affrontare una questione complessa che va gestita con professionalità e razionalità. La cosa importante da ricordare è che proprio la veterinaria italiana ed il mondo produttivo avicolo hanno gestito egregiamente negli ultimi anni il problema influenza nelle regioni a maggiore densità avicola (dal 1999 in Veneto e Lombardia), pur se confrontandosi con ceppi virali differenti dall’incriminato H5N1 asiatico. In questi anni i danni zootecnici prodotti nel nostro paese dall’influenza per il comparto avicolo, sono stati notevoli, comportando l’adozione di misure drastiche (abbattimento di milioni di volatili) che mai hanno generato problemi alla salute umana, anche fra coloro che più direttamente hanno vissuto il problema (allevatori, macellatori, veterinari, etc.)
Per quanto concerne il pericolo di trasmissione con gli alimenti dell’infezione, aggiunge l’accademico, che è bene ribadire che “mai” sinora questa si sia verificata tramite ingestione di carne avicola e/o uova, poiché anche nei casi registrati in Asia è sempre stato fondamentale il contatto diretto con animali vivi infetti. I volatili, una volta infettati, eliminano in grandi quantità attraverso le feci e le secrezioni respiratorie, il virus, che può sopravvivere nei tessuti e nelle feci di questi per lunghi periodi, soprattutto a basse temperature (oltre 4 giorni a 22°C e più di 30 giorni a 0°C) e può restare vitale indefinitamente in materiale congelato. Al contrario invece, è sensibile all’azione del calore (almeno 70°C) di fatti, viene completamente distrutto durante le procedure di cottura degli alimenti. Inoltre l’importazione di alimenti avicoli e di uccelli ornamentali e da voliera dall’Asia e da tutti i Paesi interessati è nulla anche perché bloccata da una recente risoluzione CEE. Conclude Fioretti, facendo presente che, oggi è più opportuno iniziare seriamente a controllare il problema nel sud est asiatico, valutare e sorvegliare le popolazioni di uccelli selvatici che potenzialmente potrebbero diffondere in Europa il virus (ma questo viene già fatto da anni, basterebbe solo potenziare questi studi), continuare il prezioso programma di controllo dell’Influenza nel settore produttivo avicolo non abbassando la guardia ed infine ben vengano anche le scorte di vaccini e di farmaci antivirali, ricordando però che queste ultime riguardano uno scenario preoccupante e grave, che è ancora lontano e soprattutto non inevitabile nel breve periodo, come invece alcune informazioni distorte tendono ad illustrare. Nando Cirella
AVIARE DAY PER DAY
13/02/2006 – 18:28
Ed ecco le ultime notizie sui provvedimenti da adottare nelle note dell’Age:
AVIARIA: WWF, STOP A PSICOSI DEL ‘SELVATICO’, BENE STORACE
(AGE) ROMA – Stop alla psicosi del “selvatico” bene i provvedimenti presi finora, piena condivisione della tempestività e dei contenuti dell’iniziativa del ministro Storace. Così il Wwf sull’allarme aviaria in Italia. Secondo l’associazione, però, resta aperto il nodo sulle condizioni di pericolo per eseguire gli abbattimenti e sull’urgenza dei controlli degli allevamenti rurali sparsi in Italia. Il Wwf si mette a completa disposizione delle Autorità preposte e “applicherà rigorosamente tutte le indicazioni fornite dall’ Ordinanza Ministeriale fornendo l’esperienza creata in 40 anni di gestione di fauna selvatica e delle aree protette e in oltre 15 Centri recupero”. Ecco la situazione secondo la mappa del Wwf:
1 – ABBATTIMENTO ANIMALI, SCARSA CHIAREZZA: occorre chiarire cosa vuol dire “situazione di pericolo”, la parola pericolo per i non addetti ai lavori – afferma il Wwf – potrebbe provocare comportamenti indiscriminati con il rischio di aprire una vera e propria ‘caccia all’untoré senza tener conto delle conseguenze ecologiche di abbattimenti inutili e inadeguati.
2 – TAVOLO TECNICO:
il Wwf chiederà questa chiarezza contro gli abbattimenti incontrollati e improvvisati in natura. “Si rischia di uccidere animali selvatici sani e squilibrare la popolazione selvatica favorendo paradossalmente – dice il Wwf – la propagazione del virus”.
3 – STOP ALLA PSICOSI DEL SELVATICO:
Opportuno evitare in tutti i modi il contatto tra fauna selvatica e domestica. “Finora tutti i casi di pericolo che si sono verificati per l’uomo – spiega il Wwf – sono scaturiti da condizioni di estrema promiscuità tra uomo e domestico, ma mai a causa del contatto con specie selvatiche”. Le aree naturali rappresentano una cintura di sicurezza che allontana l’uomo e le specie domestiche dal contatto con gli esemplari potenzialmente malati. (AGE) RED-CENT
13/02/2006 – 19:14
AVIARIA: FVG; VOLATILI TROVATI MORTI, NON C’ E’ ALLARME
(AGE) TRIESTE – Giornata intensa, quella di oggi, sul fronte degli ‘allarmi’ aviaria in Friuli Venezia Giulia. Molte, infatti, sono state le telefonate alle Aziende sanitarie o al numero verde appositamente istituito dal Ministero della salute di cittadini che hanno trovato volatili morti in varie zone della regione. Complessivamente sette gabbiani sono stati trovati morti in val Cavanata (Grado), un cigno tra Pordenone e Porcia, un altro volatile nella pedemontana friulana. Ma la situazione non deve preoccupare i cittadini. “Il Friuli-Venezia Giulia – ha infatti detto all’ Ansa l’ assessore regionale alla Salurte, Ezio Beltrame – non ha mai interrotto i controlli anti-aviaria disposti a suo tempo dal ministero della Salute. Fino ad oggi – ha aggiunto – questi controlli hanno dato esito negativo”. “Già alla fine dello scorso gennaio – ha proseguito Beltrame – avevamo concordato col ministero di proseguire i controlli a campione che, comunque, sono tesi a verificare, a monte, l’ eventuale passaggio di fauna selvatica infetta”. Una soglia di attenzione, dunque, già molto alta, e volta soprattutto alla tutela degli allevamenti, visto che non si è mai registrato un caso di contagio dalla fauna selvatica all’ uomo. “Appaiono, dunque, eccessive e immotivate le moltissime telefonate giunte questa mattina ai servizi veterinari delle sei Aziende sanitarie della Regione – ha riferito l’ assessore – che, occupati a sedare timori ingiustificati, hanno avuto in qualche caso difficoltà a svolgere i loro normali compiti, un lavoro sereno e tranquillo dietro le quinte che garantisce un totale controllo della situazione”. In questo contesto, secondo l’ assessore, avrebbe anche poco senso l’ istituzione in Friuli-Venezia Giulia di un’ area protetta, come avvenuto in Slovenia, dove è stato individuato un volatile selvatico infetto, e nella vicina Austria, distante solo una decina di chilometri dal luogo del rinvenimento, a circa 200 chilometri dal confine italiano. Sono finora sei gli animali che sono stati o saranno segnalati all’ istituto zooprofilattico di Padova, secondo quanto preannunciato dai servizi di sanità animale delle sei Aziende sanitarie del Friuli-Venezia Giulia: tre gabbiani comuni e un gabbiano reale nella riserva naturale di Val Cavanata, vicino Grado (Gorizia), un cigno morto individuato a Porcia (Pordenone) e un airone trovato ad Attimis (Udine). A consigliare analisi più approfondite – è stato precisato – non un sospetto mirato da aviaria, ma la considerazione delle specie colpite in rapporto alla casistica già nota. Notizie confortanti giungono intanto dalle numerose riserve naturali del Friuli-Venezia Giulia (in particolare le lagune di Grado e Marano) veri e propri santuari ornitologici e tappe di passo di moltissimi uccelli selvatici e oggetto di un costante monitoraggio svolto anche attraverso un sistematico rilievo statistico delle feci dei volatili, intensificato dopo l’ allarme aviaria. Nessun caso, neanche lontanamente sospetto, è emerso finora, ha sottolineato il direttore della riserva di Marano Glauco Vicario, lamentando, per contro, un crollo del numero dei visitatori. “Una psicosi eccessiva sta rischiando di intasare i centralini degli organi preposti ai controlli ha osservato, tra gli altri, il responsabile dei servizi di sanità animale di Udine, Oreste Battilana – causando solo perdite di tempo”. (AGE) RED-CENT
(nella foto un cigno selvatico)

LA PROSSIMA NEWSLETTER IL 23 FEBBRAIO 2006

Categorie: Ornitologia

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