PANATHLON E SPORT AL MEDITERRANEO
Di Laura Caico

Una serata per lo sport. Aprendo la bella conviviale del Panathlon Club di Napoli all’Hotel Mediterraneo, il presidente Giovanni Del Forno ha voluto menzionare l’impresa del socio del Panathlon Napoli avvocato Pasquale Litterio (campione italiano di lotta libera e judo, nonché giocatore di rugby negli anni Sessanta)che ha partecipato alla Mille Miglia, (la gara per auto d’epoca nata nel 1927) con la sua Citroen Traction avant 11 B, come unico partecipante partenopeo insieme al figlio Teo.
L’incontro è poi proseguito con la cena sociale e con la conversazione del magistrato Armando D’Alterio, Pubblico Ministero per venti anni presso la Procura della Repubblica di Napoli, artefice della condanna dei mandanti ed esecutori dell’omicidio di Giancarlo Siani, che ricopre attualmente l’incarico di Procuratore della Repubblica di Campobasso.
A sua volta dotato di un passato sportivo (che include
Medaglia d’argento canottaggio, campionato italiano ragazzi 4 con nell’anno 1971,Medaglia d’oro trofeo nazionale otto master 2001,Medaglia d’oro trofeo nazionale master, canottaggio indoor, nell’anno 2008) D’Alterio ha intrattenuto gli ospiti con la relazione
“Lo sport: un impegno per la vita” basata sull’ autoformazione che deve garantire, anche tramite lo sport, un equilibrato processo di maturazione: infatti, con la disciplina necessaria per gli allenamenti si affinano anche preparazione, metodo e reattività e si riesce a cogliere al volo l’occasione o la difficoltà, che per altri costituirebbero magari un problema, e a trasformarle in successo. In quanto alla capacità dello sport di mettere alla prova, sperimentando audacia ed umiltà, D’alterio si rifà a “ un libro di Alan Benoit “L’arte della sintesi” che attribuisce alla sintesi, in tutte le forme di espressione, lo scopo di dare una visione d’insieme, di evidenziare un pensiero strutturato, e di risolvere un problema o uno contraddizione o almeno fornirne una chiave di risoluzione.” Così il vero sportivo riuscirà a condensare le sue energie per affrontare una sfida,
rispettando le regole e la legalità non solo come in campo sportivo con la tenace persecuzione degli obiettivi ma anche come impegno per la vita.
“E, d’altra parte, un grande della letteratura inglese e mondiale, Rudyard Kipling, nella Lettera al figlio, del 1910, scrisse: “Se riesci a far fronte alla vittoria ed alla sconfitta e trattare allo stesso modo questi due impostori, tua è la Terra e tutto ciò che è in essa, E – quel che è di più – sarai un Uomo, figlio mio!
L’imperativo giusto non è dunque “vincere” ma “Non esiste mollare” e questo deve insegnare l’allenatore, senza svalutare l’esigenza di rispetto delle proprie risorse fisiche”.
Il conversatore conclude il suo interessante intervento raccontando aneddoti inerenti alla sua formazione sportiva e sottolineando che “Lo sport, rettamente praticato, senza doping, e con correttezza, come è avvenuto nella nostra esperienza, è il mondo in cui il rispetto delle regole, la disciplina, il metodo, l’impegno, vengono somministrati senza autoritarismi.
La disciplina, il metodo, il rispetto delle regole, persino il senso della legalità, filtrati attraverso il gioco sportivo e la condivisione degli obiettivi, acquistano così una veste non oppressiva e soprattutto funzionale a guadagnare rispetto ed a produrre un risultato tangibile”.

Categorie: Eventi

0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.