QUESTIONI URBANE
Asìa Spa: “Non svolgiamo il lavaggio dei cassonetti e non abbiamo alcun contratto con il Comune di Napoli”.
L’amministratore delegato Daniele Fortini annuncia battaglia legale contro l’ordinanza del Tribunale, emessa a seguito dell’azione dell’avv. Raffaele Di Monda.
“L’Asia svolge il servizio come previsto, ma non si può pensare al rescissione del contratto da parte del Comune, perché non esiste un contratto di servizio ma solo una convenzione del servizio”.
Questa la dichiarazione dell’amministratore delegato dell’A.S.I.A. Spa, partecipata al 100% del Comune di Napoli – ingegner Daniele Fortini – durante la riunione convocata questa mattina (mercoledì 9 luglio, ndr) al palazzo del Consiglio Comunale, in Via Verdi, dove si è tenuta la seduta della Commissione Territorio e Ambiente del Comune di Napoli convocata dal presidente Carlo Migliaccio.
All’ordine del giorno l’ordinanza cautelare emessa dal giudice ordinario della IX sezione civile del Tribunale di Napoli, nella quale si legge: “..ordina all’Asia Spa di provvedere alla disinfestazione e disinfezione dei cassonetti anche quando non sia assicurata la puntuale raccolta dei rifiuti e svuotamento degli stessi”. Sentenza emessa a seguito della richiesta dell’avvocato Raffaele Di Monda, presidente dell’Ego di Napoli, patrocinante di cittadini napoletani che hanno così ottenuto il riconoscimento del diritto alla salute.
“Sanifichiamo ogni 7 giorni d’estate e ogni 20 giorni d’inverno – prosegue Fortini – con un trattamento enzimatico per abbattere la carica batterica dei contenitori, anche quando sono pieni. Il lavaggio è il vero problema per scarso possesso di automezzi, il cassonetto sporco determina problemi d’immagine e di salute, anche se il problema più grave giunge quando viene incendiato e la giacenza dei rifiuti prosegue per molti giorni”.
L’avvocato Raffaele Di Monda ha quindi sollecitato una risposta sulle modalità e tempi dell’attuazione dell’ordinanza del giudice Barbara Calaselice della IX civile del Tribunale di Napoli ricevendo invece, da parte dell’ASIA, un avvertimento di opposizione legale contro la stessa sentenza. Il legale dei cittadini ricorrenti, ha quindi evidenziato che i termini utili per il ricorso al piano attuativo, sono ormai scaduti.
Alla riunione della Commissione Territorio e Ambiente del Comune di Napoli, convocata dal presidente Carlo Migliaccio, hanno partecipato anche i consiglieri comunali: Carotenuto (Rifondazione), Palmieri (Dc – Nuovo Psi), Fellico (PD), Gaetano Sannino (Comunisti Italiani) Pasquale Sannino (PD) e Santoro (An).

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Domani 9 luglio si riunisce la Commissione Territorio e Ambiente sull’ordinanza del Tribunale relativa alla disinfestazione dei cassonetti.
Il Comune di Napoli convoca, per presenziare alla Seduta, l’avv. Raffaele di Monda, presidente dell’Ego di Napoli che ha promosso l’azione legale contro l’Asìa.
E’ stata convocata per domani, mercoledì 9 luglio, alle ore 11.30, al palazzo del Consiglio Comunale, in Via Verdi, la seduta della Commissione Territorio e Ambiente del Comune di Napoli.
All’ordine del giorno l’ordinanza cautelare emessa dal giudice ordinario della IX sezione civile del Tribunale di Napoli, nella quale si “..ordina all’Asia Spa di provvedere alla disinfestazione e disinfezione dei cassonetti anche quando non sia assicurata la puntuale raccolta dei rifiuti e svuotamento degli stessi”.
L’ordinanza ha condannato la società A.S.I.A. spa., accogliendo parzialmente il ricorso, ex art. 700, presentato il 16 maggio scorso dall’avvocato Raffaele Di Monda, presidente dell’associazione L’Ego di Napoli che è stato convocato alla seduta di commissione dal presidente Carlo Migliaccio.
Sono stati invitati a partecipare l’assessore comunale Gennaro Mola, il presidente dell’Asìa Pasquale Losa e l’amministratore delegato Daniele Fortini e il direttore del dipartimento ambiente Giuseppe Pulli.
La decisione, che è stata espressa in favore del ricorso di urgenza presentato dall’avvocato Di Monda per conto di alcuni cittadini partenopei, ha così tutelato il diritto alla salute dei cittadini ricorrenti e quindi dell’intera cittadinanza napoletana.
“Con questa azione legale – ha dichiarato l’avvocato Di Monda – non solo abbiamo tutelato l’interesse ed i principi di alcuni cittadini napoletani dal mio studio patrocinati, ma anche confermato le linee guida sulle quali si muove l’associazione Ego di Napoli da me presieduta, attraverso il progetto PIN che indica la strada per migliorare la qualità della vita dei napoletani”.
L’ordinanza del Tribunale ha quindi riconosciuto legalmente, la reale sussistenza di una riconduzione cause effetto tra malattie (tumori, malattie respiratorie ed infezioni, etc.) e rifiuti.

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