PERIFERIE
ovvero Napoli al bancolotto…

“Periferia,dove vivere è un terno alla lotteria”, è la frase contenuta in una canzone di Renato Zero.
La vita in certi luoghi ti sorride meno,lontani dal Centro Storico della metropoli, quelli che sono i diritti di un qualunque essere umano, talvolta appaiono come privilegi; come se chi abita le periferie fosse geneticamente differente dal “cittadino puro”.
Questo è semplicemente assurdo.
Una città, compreso l’hinterland, è come una spettacolare donna, con mille pregi e difetti; ma “curare” il centro e “trascurare” la periferia, è come se quella splendida donna, desse del Rimmel alle sue ciglia, Phard al suo viso, rossetto alle labbra, ma si presenterebbe con le unghia delle mani trascurate e senza smalto; questo è semplicemente assurdo.
Ben vengano allora tanti “terni alla lotteria”, perché talvolta accade anche questo; che qualcuno si ricordi che i “confini”, quelli che l’uomo premeditatamente spesso sottolinea, altro non sono che immaginarie linee da superare.
Questo accade, e cioè che i confini culturali, sociali, umanitari vengono superati, quando qualcuno, che rappresenta qualche Istituzione, decide di estrarre tre numeri, che siano quelli che “il popolo” delle periferie s’aspetta.
Il Ministero della Pubblica Istruzione ha di recente chiesto alle scuole delle città un’opera di sensibilizzazione “La periferia in festa”, soprattutto in quelle zone periferiche considerate a “rischio”, dove l’assenteismo è sempre più presente e l’interesse per la scuola diventa sempre più un interesse marginale.
E pensare che la scuola è maestra di vita (scusate per la frase fatta).
Nella settimana dal 19 al 25 Maggio, le scuole sono state invitate quindi a trasferire agli studenti, tutto quanto ritenessero necessario per associare la scuola all’arte: in qualsiasi forma espressa.
Il Liceo Scientifico Pietro Calamandrei di Napoli, importante plesso istituzionale ubicato nel quartiere Ponticelli,(nella foto una gruppo di studenti alla riunione), di “terni” ai suoi studenti ne ha serviti molti, in realtà ne serve da sempre.
E’ sempre che in questa scuola, come nel più naturale cocktail della vita, dove la mistura finale è il ricavato di arte ed insegnamento; gli alunni vengono coinvolti nella recitazione, pittura, scrittura, musica, danza, scenografia.
Non conosco le altre realtà, ma questa trasmette maturità, senso del buon vivere, interesse per l’arte e per ciò che di buono la vita ci offre.
Merito di un generoso, sorridente e concreto Preside, Mario Ciriello, che da ben quattro anni opera in quel plesso, lasciando sempre aperta la porta del suo ufficio, per essere sempre pronto ad ascoltare, inteso nel senso completo del termine,docenti ed alunni, “La scuola siete voi” ,
riferendosi a quest’ultimi.
Merito di una squadra di insegnati, ai quali non dispiace rinunciare al proprio giorno di libertà, pur di vederli recitare o danzare. Questi i docenti “volontari”:
– Josy Auriemma, sentirla parlare è un incanto, insegna francese;
– Brunella De Porcellinis, angelico viso che t’insegna a poetare,laddove si può;
– Luigi La Ragione,simpaticissimo e stuzzicante uomo di cultura,poeta;
– Tina Alario spumeggiante e frenetica,in senso positivo, pittrice, attraverso i suoi insegnamenti, l’orgoglio degli alunni nel riuscire a
“confezionare” un Murales,(la scuola ne abbonda ).
Tutto questo crea gioia e voglia di crescere, migliorare,
confrontarsi, incontrarsi, anche con il sottoscritto, un sabato mattina, quando accompagnato dalle stupende note del violino di Daniela Trionfante, ho recitato le poesie dedicate a Carlo Alberto Dalla Chiesa e Massimo Troisi; e il poeta La Ragione ha deliziato la platea con opere tratte del sul ultimo lavoro “ ‘A ‘nnammrata mj”. Entrambi ci siamo alternati nella lettura delle poesie scritte dagli alunni che hanno partecipato alla Edizione VIII del Concorso di Poesia “Davide Sannino” a tema “La mia città gioie e dolori”.
Spettacolare, poi, le deliziose voci delle insegnati Josy e Brunella, che hanno interpretato alcune opere nostre.
Gli alunni hanno gradito, vi posso assicurare io molto di più; questa scuola non offre “terni”, ma solo “cinquine” ai suoi alunni. Vincenzo Russo


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