NAPOLI. IL MURO DELLA VERGOGNA: BOTTA E RISPOSTA.
La nostra città, mostra ancora una volta la sua spiccata “vocazione turistica“ arricchendo gli itinerari tradizionali del centro storico con un nuovo monumento : “IL MURO DELLA VERGOGNA” testimonianza significativa dell’arte contemporanea che risale al 1980 d.c., periodo post terremoto.
I napoletani ed i turisti tutti, lo possono ammirare in tutta la sua estensione a pochi passi dalla ex caserma Garibaldi (oggi fissa dimora dei Giudici di Pace) fra il museo Nazionale, l’orto botanico e l’albergo dei poveri. Si estende con le sue mura alte 2 metri coprendo un’ area di circa 400 mq. Se ne apprezza inoltre la maestria con cui sono state realizzate le mura perimetrali : pietra di tufo mista a calce con qualche intervallo di pozzolana mista a breccia bianca ; ma soprattutto sorprende la facilità con cui vi si raccolgono da anni quintali di rifiuti anche speciali (carcasse di pneumatici, batterie esauste) che insieme a suppellettili dismesse e rifiuti urbani ne riempiono l’interno.
Purtroppo, come molto spesso succede nella nostra città, i “monumenti” sono deturpati da opere successive che ne precludono la vista e la loro bellezza ; infatti su un insediamento di arte contemporanea così particolare e raro a vedersi nelle altre città, ci si chiede come il Comune abbia potuto concedere l’autorizzazione ad istallare su quelle “nobili“ mura dei banali mega-pannelli pubblicitari.
Di questo passo e con un atteggiamento così “irriverente” da parte dei nostri amministratori, la nostra città si spegne giorno dopo giorno e con essa i suoi cittadini che dopo aver appreso la notizia della messa in vendita del Real Orto Botanico per 16.735 milioni di euro, si chiedono se nel prezzo lo Stato possa includere anche il “muro della vergogna”.
Vincenzo Mosella

Nella foto, il muro della vergogna a Napoli

LA NOTA A CONCLUSIONE
Caro Enzo, il tuo amore per questa città, che dimostri con malcelata ironia, denunciando una delle tante dimenticanze di chi ci amministra mi trova d’accordo a 360 gradi con te. Purtroppo, non riescono a trovare intese quelli che, pur sollecitati a dare un segnale del loro altrettanto interesse (non dico amore, per carità!)verso Napoli, non fanno alcunchè per una città che a mio avviso resta tra le una più belle dove vivere, checchè ne scrivano i malpensanti e lo scrive chi ha visto una bella fetta del restante mondo. Mi riferisco al Comune, Assessore all’Annona (per i cartelloni pubblicitari che fanno da cornice al muro…del pianto), Municipalità, Asl territoriale, Vigili del fuoco e Vigili Urbani ma anche ai cittadini che un tempo abitavano il palazzo crollato,(dove sono finiti, che fanno?), e a quelli che vivono o lavorano nei pressi della collina che è cresciuta dentro il muro (con tanto di flora e fauna: e cioè toponi e affini), e che chiamerei “del disonore” solo per il fatto che nonostante sia sotto gli occhi di tutti nessuno se ne fa carico per cancellare quel perimetro di vergogna. Caro Enzo, vedi quanta gente ha colpa se quel muro che coi cartelloni pubblicitari nasconde una dimenticanza almeno trentennale, sta ancora là? Spero solo che il nostro amore per Napoli li sfiori almeno quel tanto da attivarsi a fare qualcosa di diverso dal nulla.
Con affetto e simpatia Gianpaolo Necco


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