UN ALTRO NEGOZIO STORICO CHIUDE I BATTENTI ZILBERSTEIN, LA NAPOLI CHE MUORE
Attività, luoghi, persone. Spariscono improvvisamente, come colpiti da un’epidemia invisibile: i negozi storici napoletani – come i dieci piccoli indiani di un celebre giallo – uno dopo l’altro, vengono cancellati dall’elenco dei presenti, depennati da censimenti e depliant pubblicitari come sta succedendo per l’Antica Orologeria Wyss, gestita dalla famiglia Zilberstein a via Santa Brigida, da circa 200 anni riferimento e prestigio della città. Il declino dei marchi d’antan che costituivano il volto antico del commercio, dell’incontro, dell’aggregazione della città, sembra inarrestabile: non passa mese che non si registri la scomparsa di eleganti vetrine dotate del fascino della tradizione, sopraffatte dall’onda incalzante di pub, paninoteche, banche, griffe d’assalto. Ad aumentare il numero delle “vittime” non c’è soltanto la crisi, ma soprattutto gli affitti sempre più alti, la scalata ai negozi di prestigio da parte di realtà commerciali rampanti che si contendono le locations più appetibili a suon di cediture astronomiche, la concorrenza sleale dei prodotti “made in China”, un parterre cittadino che pare indifferente alla sparizione della storia di intere generazioni. Anche la bottega storica Wiss di Via Santa Brigida segue la sorte amara di tanti altri illustri predecessori e si avvia malinconicamente a rimuovere la bella insegna che ha dato lustro sia a Napoli che al quartiere grazie alle molteplici attività intraprese dall’attuale titolare della gioielleria Carlo Zilberstein che – oltre ad aver dato vita a un’accorsata Scuola di Orologeria – è sempre stato in prima linea in campo civico come Presidente volontario dell’ A D M O ( Associazione Donatori Midollo Osseo della Regione Campania).
Anche se nel mondo vi sono molti Stati, regioni, città, che si adoperano per non perdere le attività di antica memoria che suggellano l’identità dei centri urbani, Napoli non è fra questi difensori della tradizione: le amministrazioni locali non si attivano per impedire la moria che abbatte uno dopo l’altro i pilastri centenari del commercio, i punti di riferimento di intere generazioni, il volto consolidato di famiglie che si tramandano metodo, cultura, accoglienza, calda umanità, pronte a soddisfare le aspettative del cliente al di là del valore economico dell’articolo cercato.
Tra le mura dell’antica Orologeria Wyss è passato un intero mondo di personalità italiane e straniere che domani verranno defraudate di un altro angolo significativo della Napoli di un tempo: la svendita di tutta la merce, che continuerà fino a gennaio, è l’ultimo saluto della gioielleria Wyss a una metropoli che s’avvia a diventare irriconoscibile.
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1) NAPOLI CHE MUORE
Come cambia il volto della città. Dopo quasi due secoli di presenza sul territorio, la Antica Orologeria WYSS, via S: Brigida 69/70, tel.081 6582609 cessa di esistere.
Colpita dal caro affitti, l’accorsata Gioielleria guidata da varie generazioni della famiglia Zilberstein chiuderà definitivamente la saracinesca ai primi del 2011, lasciando un vuoto irrimediabile nella fisionomia di via Santa Brigida e nella vita del quartiere a cui è sempre stata vicina sia con iniziative professionali come la Scuola di Orologeria sia sul piano sociale grazie all’infaticabile opera di Carlo Zilberstein nella promozione e lo sviluppo a Napoli dell’ A D M O ( Associazione Donatori Midollo Osseo Regione Campania):
in questo Periodo Natalizio, per via della cessata locazione, effettua una
vendita straordinaria di tutto l’assortimento, con sconti eccezionali dal 20 al 50 % sia sulla gioielleria che sull’oggettistica, le collezioni di argenti e i pezzi d’antiquariato.
Laura Caico
L’idea di Francesco Di Rosa: a Napoli la torta “sospesa”
L’idea è liberamente ispirata alla tradizionale usanza napoletana del “caffè sospeso”, ovvero quella di pagare un caffè aggiuntivo per una persona bisognosa di cui non si conosce l’identità e che, all’occorrenza, può così beneficiare di Leggi tutto
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