Nando Cirella: Selezione e miglioramento genetico bovini accordo tra produttori e fac di Veterinaria.

Siglato l’accordo tra l’Associazione Produttori Zootecnici Irpino-Sannita e il Dipartimento di Scienze Zootecniche e Ispezione degli Alimenti della Facoltà di Medicina Veterinaria della Federico II di Napoli. A disposizione degli allevatori bovini della provincia di Benevento ed Avellino sarà messa a disposizione un’assistenza tecnico-scientifica per tutte le problematiche inerenti il comparto della genetica.
Affidato al laboratorio di Genetica Veterinaria del Dipartimento Partenopeo, il compito di effettuare analisi citogenetiche per lo studio di anomalie cromosomiche, causa di alterazioni morfologiche e funzionali che possono in breve tempo diffondersi negli allevamenti e portare al progressivo deterioramento del patrimonio genetico.
“La presenza di danni a livello cromosomico (e quindi sul Dna) spiega Vincenzo Peretti (nella foto), ricercatore di genetica veterinaria e responsabile del progetto – porta instabilità genetica che può sfociare in mutazioni: tanto più alta è tale instabilità, tanto più alto è il rischio di mutazioni”. La citogenetica, branca della genetica che si occupa dello studio dei cromosomi, presenti nel nucleo di tutte le cellule e portatori dell’informazione genetica, è storicamente una scienza ibrida nata dalla fusione della Citologia, disciplina della biologia che studia la cellula dal punto di vista morfologico, chimico e funzionale, con la Genetica, lo studio dei caratteri ereditari e della loro modalità di trasmissione dai genitori ai figli.
“Tra tutti i settori di interesse della citogenetica spiega Peretti – quello che maggiormente può fornire un servizio diretto agli allevatori è quello clinico perché consentirà di individuare soggetti portatori di anomalie cromosomiche dannose per l’allevamento bovino”.
Anomalie che vanno dal dimorfismo morfologico, facilmente visibile e riscontrabile anche da un non esperto, ad alterazioni non visibili responsabili di sterilità, ipofertilità e altre patologie legate al sesso ed alla riproduzione. L’eliminazione dalla riproduzione dei capi affetti da queste patologie contribuirà ad una selezione accurata, che garantirà una valorizzazione del patrimonio genetico, tanto da migliorare le produzioni e garantire notevoli risvolti economici.
“La collaborazione, secondo Luigi Auriemma direttore Coldiretti Benevento e Giuseppe Licursi direttore Coldiretti Avellino – si inserisce in una iniziativa più ampia di miglioramento dell’efficienza degli allevamenti e di un miglioramento qualitativo dei prodotti carne e latte, elementi fondamentali per aumentare la convenienza economica del comparto allevatoriale”.
“L’iniziativa, spiega Gennaro Masiello presidente regionale Coldiretti -, è solo un primo passo di un progetto che vede Coldiretti Campania impegnata a creare a livello regionale, le condizioni per aumentare la competitività delle imprese campane nel comparto zootecnico, in grado di rispondere alle richieste dei consumatori in termini di sicurezza alimentare e qualità dei prodotti e di garantire reddito alle imprese”.
Nando Cirella


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