Nando Cirella: L’associazione Rare in difesa delle Razze a rischio estinzione.
In Europa l’Italia è uno dei Paesi con il maggior numero di razze autoctone. Purtroppo molte razze sono ormai scomparse, incapaci di competere con i sistemi zootecnici industrializzati e di sopravvivere alle regole del mercato.
A difesa e contro l’estinzione delle razze domestiche è schierata l’associazione Rare(Razze autoctone a rischio estinzione).
Vincenzo Peretti Vicepresidente di Rare e ricercatore di genetica presso la Facoltà di Medicina Veterinaria della Federico II di Napoli, spiega quali sono gli scopi e le attività dell’associazione.
“Rare è la prima Associazione in Italia – dice- che si occupa di tutela, recupero e valorizzazione delle razze-popolazioni autoctone di interesse zootecnico in pericolo di estinzione. Nata nel 2002 senza scopo di lucro, ha carattere culturale, ambientalista e scientifico. Promuove attività educative a tutti i livelli, acquisisce e divulga informazioni sulle razze e sul loro ruolo socio-economico”.
Rare, si occupa di coordinare e promuovere iniziative e attività finalizzate alla conservazione delle razze e razze-popolazioni autoctone italiane di animali di interesse zootecnico a rischio di estinzione; di valorizzare il ruolo scientifico, culturale, sociale ed ambientale; e promuovere l’associazionismo tra allevatori italiani. Impegnata a promuovere iniziative educative sul tema della tutela della biodiversità; e nell’acquisizione e divulgazione di informazioni sullo stato delle razze autoctone di interesse zootecnico.
“In Campania, – precisa Peretti – diversi sono i tipi genetici ormai a rischio estinzione. Vacca Agerolese, Pecora Laticauda, Pecora Bagnolese, Capra Cilentana, Capra Napoletana , Suino Casertano, Cavallo Napoletano, queste i tipi genetici a rischio. Razze di estrema importanza, che hanno contribuito a far nascere produzioni casearie e salumi unici e ricchi di storia. Produzioni, giustamente riconosciute tra i prodotti tipici e con piccoli sforzi, potrebbero essere insigniti di riconoscimenti comunitari, che contribuirebbero a dare il giusto riconoscimento alle razze e agli allevatori. Queste razze, rappresentano un fattore dell’identità dei luoghi di produzione, ma anche un elemento forte d’appartenenza di persone ancora legate ai loro straordinari sapori, desiderosi di farsi conoscere e di regalare una possibilità d’incontro.
Un incontro con tradizioni ancora autentiche che rappresentano il futuro per una nuova zootecnia più rispettosa e moderna, a garanzia del consumatore e rispettosa dell’ambiente.
Le 4.500 razze e tipi genetici di animali da allevamento del mondo sono il risultato di una storia ;di millenaria selezione da parte dell’uomo e dell’ambiente. Un patrimonio di cultura e sicurezza alimentare per il futuro del quale il 30 per cento è a rischio di estinzione.
La disponibilità di diversità genetica animale permette agli allevatori di selezionare varietà o sviluppare nuove razze in risposta ai cambiamenti dell’ambiente, alla minaccia di malattie, ai cambiamenti di mercato e sociali, in altre parole di rispondere in modo efficiente ai cambiamenti dell’ambiente e di sopravvivere.
Secondo le definizioni adottate dalla Fao una popolazione genetica o una razza viene considerata minacciata o in uno stato critico in base al numero di maschi e femmine capaci di riprodursi ancora esistente. Se ci sono meno di 1.000 femmine, o meno di 20 maschi la razza è considerata minacciata. Se le femmine sono meno di 100 o meno di 5 i maschi la situazione viene considerata critica.


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