Corpo Forestale dello stato a lezione alla Facoltà di Medicina Veterinaria.
Prenderà il via sabato 8 luglio, a Napoli presso il Complesso Salesiani in via Don Bosco, il primo corso di aggiornamento in materia di sicurezza alimentare ed ambientale riservato al personale del Corpo Forestale dello Stato. Il corso è promosso dal Dipartimento di scienze zootecniche e ispezione degli alimenti della facoltà di Medicina Veterinaria della Federico II di Napoli, dall’associazione razze autoctone a rischio di estinzione e dall’Ugl del Corpo Forestale dello Stato.
Interverranno alla presentazione del corso, Danilo Scipio Segretario Nazionale dell’UGL del Corpo Forestale dello Stato, Vincenzo Peretti vice presidente Rare e ricercatore di genetica veterinaria presso l’Universita’ Federico II di Napoli, Vincenzo Stabile Comandante del Coordinamento Provinciale del Corpo Forestale dello Stato, Vincenzo Piccolo Direttore Dipartimento di Scienze Zootecniche e Ispezione degli Alimenti Federico II, Rosario Lopa Dirigente del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Roberto Pardo Ispettore ICRF Campania e Giovanni Cenere Vice Segretario Regionale dell’UGL- CFS.
Tra i docenti del corso sono previste le relazioni di docenti e ricercatori della Federico II, Vittorio Barbieri, ordinario di Genetica Veterinaria, Adriano Santoro, associato e docente di tecnica conserviera, Luigi Esposito, ricercatore e docente di allevamento faunistico e venatorio, oltre a quelle di Francesca Ciotola, ricercatore dell’Università Magna Graecia di Catanzaro, Carlo Ferrara e Maria Luisa Stirpe, dirigenti ASL.
Il corso, come spiega Giovanni Cenere, ha come obiettivo principale quello di sviluppare e potenziare le capacità teoriche-pratiche del personale delle FF-PP. e del Corpo Forestale dello Stato in particolare. L’esigenza nasce dal fatto che la legge n. 36/2004 all’art. 1 prevede tra i vari compiti del Corpo Forestale dello Stato l’attività di polizia giudiziaria e vigilanza sul rispetto della normativa nazionale ed internazionale concernente la salvaguardia delle risorse agroambientali, forestali e paesaggistiche, nonché la sicurezza agroalimentare, prevenendo e reprimendo i reati connessi.
La prima lezione “Tutela e valorizzazione delle risorse genetiche animali autoctone”, sarà tenuta da Vincenzo Peretti coordinatore del corso.
“In Campania, – spiega Peretti – sono diversi i tipi genetici autoctoni (Tga) ormai a rischio estinzione, tra questi il bovino Agerolese, la pecora Laticauda, la pecora Bagnolese, la capra Cilentana, la capra Napoletana, il suino Casertano ed il cavallo Napoletano”.
La varietà di condizioni climatiche e ambientali, insieme alla storia frammentata dei nostri Comuni, con culture diverse, hanno creato le condizioni per la nascita di diverse specie e varietà vegetali e di razze animali. Molte di queste, a causa del diffondersi sia di tecniche che di razze più adatte alle produzioni intensive, sono ormai perdute o ridotte in condizioni di razze-popolazioni residuali a rischio di estinzione.
Razze di estrema importanza, che hanno contribuito a far nascere produzioni casearie e salumi unici e ricchi di storia. Produzioni giustamente riconosciute tra i prodotti tipici che con piccoli sforzi potrebbero essere insignite di marchi comunitari, contribuendo a dare il giusto riconoscimento alle razze ed agli allevatori. “La salvaguardia di questa biodiversità — continua Peretti – è fondamentale anche per evitare la perdita di patrimoni genetici (geni e combinazioni genetiche) praticamente irripetibili. Una loro conservazione tende ad evitare non solo la scomparsa di genotipi non più recuperabili ma a valorizzare le capacità di adattamento di questi individui ad ecosistemi specifici, le caratteristiche produttive peculiari di tali popolazioni ed il patrimonio non solo economico ma anche culturale che queste razze particolarmente legate ad un territorio rappresentano”. Un incontro con tradizioni ancora autentiche che rappresentano il futuro per una nuova zootecnia rispettosa l’ambiente ed a tutela del consumatore. Secondo le definizioni adottate dalla Fao una popolazione genetica o una razza viene considerata minacciata o in uno stato critico in base al numero di maschi e femmine capaci di riprodursi ancora esistente.
Nando Cirella [n.cirella@denaro.it]


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