NANDO CIRELLA PARLA DI:
1) CASTELPOTO(BN) FIERA DELLA SALSICCIA
Castelpoto fiera-mercato della salsiccia con prodotti tipici e auto d’epoca. Il 24 e 25 febbraio a Castelpoto provincia di Benevento si terrà, la fiera mercato della salsiccia Castelpotana. Numerose le iniziative in programma: convegni, mostre, spazio mercato e un ristorante coperto e riscaldato per assaggiare gli antichi sapori del paese. Tutta la fiera sarà incentrata sulla valorizzazione della salsiccia, ma non solo, numerosi saranno i prodotti e piatti tipici locali che verranno presentati ai visitatori. Previsto per oggi presso l’edificio scolastico il convegno “la salsiccia Castelpotana qualità organolettiche”, tra i partecipanti il sindaco di Castelpoto Giancarlo Schipani, Antonio Muccio docente di scienze e tecnologie agrarie, Mimmo Ragozzino giornalista, Carlo Giorgio Nista Assessore Provincia Benevento, conclude Giovanni Pignatelli della Leonessa Presidente Gal Partenio.Domenica invece stesso orario il convegno “la salsiccia Castelpotana valorizzazione e marketing” che vedrà tra i partecipanti, Giustino Catalano Sloo food, Maurizio Reveruzzi Gal Partenio, Alfonso Cervo Assessore provinciale agricoltura, Aurelio Grasso presidente Cia Benevento, Alberto Simeone esperto di tradizioni locali, le conclusioni saranno affidate a Giacomo Nardone presidente provincia di Benevento. Domenica mattina, inoltre, previsto un raduno di auto d’epoca a cura del club napoletano Antiquariauto, presieduto da Luigi di Matteo, particolarmente favorevole a queste iniziative, che valorizzano e promuovono i prodotti tipici, segno della volontà di conservare tradizioni e origini contadine, ideali comuni agli appassionati di auto d’epoca che valorizzano e conservano il patrimonio automobilistico, che ha fatto la storia dell’ auto. Il raduno prevedrà una mostra statica nella piazza principale e una sfilata in corteo per la valle Vitulanense.
2) DOP PER IL PECORINO DI LATICAUDA
Pecorino di Laticauda in attesa della Dop, ma la razza è in pericolo estinzione.
La pecora Tga (tipo genetico autoctono) Laticauda si ritiene che probabilmente abbia avuto origine nel territorio della Regione Campania, attraverso meticciamenti ed incroci casuali tra una popolazione locale a coda grossa, ascrivibile alla popolazione Appenninica, e la pecora Berbero o Barbaresco di origine nord-Africana, dalla quale ha ereditato diverse caratteristiche tra cui la coda grossa, adiposa e espansa alla base, e da cui ne deriva il nome Laticauda .
Gli allevamenti in Campania, sono concentrati particolarmente nelle province di Benevento, Caserta ed Avellino. Viene allevata nella media collina in piccoli greggi che raramente raggiungono i 20 capi e pochi sono quelli di maggiore consistenza.
Vincenzo Peretti, VicePresidente Rare (Associazione razze autoctone a rischio di estinzione) e ricercatore di genetica della Facoltà di Medicina Veterinaria, curatore tecnico della Dop (Denominazione di Origine Protetta) “pecorino di Laticauda”, lancia un segnale di attenzione verso questo tga, che oggi, vede sempre più ridotto il numero di capi presenti sul territorio regionale. Saranno necessari spiega Peretti –“interventi specifici per il recupero e la salvaguardia di questa antica razza, con la realizzazione di programmi tecnico-scentifici, accompagnati da finanziamenti a favore degli allevatori che vogliono rivolgersi verso questo tipo di allevamento zootecnico, particolarmente impegnativo”. Interventi che se realizzati tempestivamente, salvaguarderanno questo animale dal rischio estinzione.
La Laticauda è la tipica razza a duplice attitudine: carne e latte. Alla carne, per l’elevato tasso di parti gemellari e per gli elevati accrescimenti degli agnelli, molto ricercata inoltre per la delicatezza del sapore e dell’aroma. Alla produzione di latte, che si aggira in media sugli 1 – 1,5 litri al giorno per capo, con contenuto in grasso variabile dal 7 all’13%, e di proteine dal 5,5 al 8,5% di qualità eccellente e con un’elevata attitudine alla caseificazione, utilizzato per la produzione del “pecorino di laticauda sannita” inserito tra i prodotti tipici campani e in fase di istruttoria ministeriale per il riconoscimento della Dop.
Il pecorino di laticauda, nella richiesta di registrazione della Dop, si presenta di forma cilindrica, con peso della forma intera a seconda delle tipologie di stagionatura, in formaggio fresco, con pezzatura non superiore ai cinquecento grammi, formaggio semi-stagionato con pezzatura non superiore ad un kg e formaggio stagionato con pezzatura non inferiore ai due chili e mezzo.
Nando Cirella


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.