MOBILITAZIONE. Coldiretti Basilicata si unisce alle altre regioni al valico del Brennero per difendere il vero Made in Italy.

Anche quest’anno la Coldiretti nazionale ha indetto un’azione di mobilitazione nazionale contro l’agropirateria. All’operazione verità, per smascherare i cibi contraffatti, parteciperà anche una delegazione lucana.
Numerosi i giovani imprenditori agricoli che faranno sentire la loro voce per tutelare il proprio lavoro nei campi e nelle stalle, per dare garanzie in etichetta ai consumatori. La mozzarella blu è solo l’ultimo caso della mancanza di regole, denuncia l’organizzazione di categoria.
“Dopo l’ennesimo scandalo alimentare della mozzarella blu contaminata prodotta in Germania e venduta in Europa con nomi italiani – sostengono dalla Coldiretti – e di fronte ai ritardi dell’Unione Europea nel rendere obbligatoria l’indicazione di origine degli alimenti e a sostegno delle iniziative di legge nazionali, chiediamo di fare definitivamente chiarezza sull’origine dei prodotti”

“Dal valico Brennero – ha dichiarato il direttore della Coldiretti Basilicata, Giuseppe Brillante – non solo giungono in Italia miliardi di litri di latte, cagliate e polveri, ma anche decine di migliaia di cosce di maiale per fare prosciutti, pomodori e altri prodotti destinati a finire sulla tavola senza alcuna informazione per i consumatori e come se non bastasse, usurpando il marchio Made in Italy, garanzia, di qualità e sicurezza alimentare.
Per questo motivo anche i nostri giovani imprenditori lucani, presiederanno la frontiera per individuare i camion che trasportano tutti quei prodotti stranieri di bassa qualità e che vengono spacciati per produzioni italiane.
Da qui li seguiranno fino a destinazione per smascherare il giro del falso che danneggia la nostra agricoltura ed imbroglia i consumatori”.

Lo ha definito un furto d’identità, Maria Panetta, delegata di Giovani Impresa di Coldiretti Basilicata.
Per l’imprenditrice del metapontino:
“la concorrenza sleale sta mettendo in crisi le aziende che lavorano con trasparenza. Abbiamo puntato sulla ripresa del settore agroalimentare in Basilicata, ma ci troviamo a dover competere con un mercato falsato”.
Si richiede un’etichettatura chiara e dettagliata che specifichi anche l’origine delle materie prime dei prodotti.
“Noi chiediamo il giusto prezzo per i prodotti agricoli e trasparenza per i cittadini-consumatori – ha dichiarato il presidente di Coldiretti Basilicata, Piergiorgio Quarto. Bisogna combattere il mercato “falsato” che è parallelo a quello fatto dalle qualità e dalle eccellenze dei nostri prodotti agricoli che contribuiscono a sostenere l’economia del Paese. Noi chiediamo regole trasparenti per acquisti consapevoli a partire dalla pubblicazione dei dati sulle importazioni dei prodotti stranieri.
Le nostre stalle rischiano di chiudere a causa del basso costo corrisposto agli allevatori (in media dai 30 ai 32 centesimi) e sugli scaffali si trovano prodotti a prezzi stracciati provenienti dall’estero e marchiati “Made in Italy””.

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IL GRANO CANADESE
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COLDIRETTI: GRANO CANADESE DIVENTA PASTA MADE IN ITALY
Centinaia di coltivatori manifestano davanti al molino di Melfi
Coldiretti Basilicata,smaschera l’ennesima truffa a danno di consumatori e produttori.
Dopo le segnalazioni dello sbarco di ingenti quantità di grano duro canadese trasportato via mare e approdato nel porto di Bari, in mattinata, è stato organizzato un Comitato di accoglienza, formato da centinaia di cerealicoltori lucani reduci dal presidio del Brennero, nella zona industriale di San Nicola di Melfi, presso la Candial Commercio Spa.
Molti dei tir provenienti dal porto del capoluogo barese, carichi di grano duro canadese, erano di fatti destinati alla sede lucana della Candial Commercio.
Azienda già nota ai consumatori per la vicenda del grano duro canadese risultato contaminato da ocratossina. Per accertasi della provenienza del grano, i rappresentanti Coldiretti, hanno chiesto le bolle d’accompagnamento agli autotrasportatori, prova della provenienza d’oltreoceano del cereale . Nella mattinata si sono avvicendati Tir in entrata ed in uscita dall’azienda. Il grano canadese entra in Candial Commercio e viene dirottato ai grossi produttori quali Barilla, Colussi, Divella ecc.. In pratica il grano canadese arriva sulle tavole dei consumatori sottoforma di pasta Made in Italy.
Tant’è vero che le bolle di uscita riportavano l’indicazione della merce come “semola di grano duro standard” o “semola di tipo A” facendo dimenticare la provenienza del grano. Un grave furto di valore e d’identità per l’agricoltura italiana.
“La lotta che Coldiretti porta avanti – ha affermato il Presidente di Coldiretti Basilicata Piergiorgio Quarto – per un’etichettatura chiara e dettagliata, serve a smascherare anomalie come questa. La concorrenza sleale dell’importazione di grano duro straniero, che ha portato ad un netto calo del prezzo del cereale a danno delle imprese agricole, sta mettendo in ginocchio il settore cerealicolo lucano. Solo in minima parte la produzione del mal pagato grano lucano viene utilizzata per la produzione di semola di grano duro o farina. E le spese di questa speculazione non le fanno solo gli imprenditori agricoli ormai al collasso, ma soprattutto i consumatori, dato che com’è noto, viene importato anche grano nocivo alla salute umana. Per questo è arrivato il momento che ai consumatori sia riconosciuto il diritto di essere informati sulla provenienza delle materie prime utilizzate e ai produttori lucani la possibilità di difendersi da chi, con una concorrenza sleale, cerca di appropriarsi della qualità e della certificazione dei frutti del loro lavoro. È noto che gli standard qualitativi dei prodotti dell’agricoltura italiana sono altissimi e rappresentano una garanzia per il consumatore in quanto a sicurezza alimentare date le restrizioni e i severi controlli legati all’impiego di fitofarmaci non nocivi alla salute. Per questo motivo Coldiretti si batterà sempre per la tutela e la difesa del Made in Italy ”

da: Dott.ssa Iranna De Meo
giornalista free lance
referente Basilicata per l’Arga Campania-Calabria-Basilicata
Mobile + 39 347-9553076
iranna77@gmail.com


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