L’Associazione nazionale allevatori specie bufalina vara un piano di valorizzazione della Carne di Bufalo in Campania.
“Iniziative per la valorizzazione della carne bufalina” è un’operazione che l’Anasb porterà a termine attraverso una ampia e diffusa azione di informazione del consumatore finale, degli operatori del settore della ristorazione, della medicina umana e dei giovani.
Il piano vale circa 80mila euro ed è finanziato da Regione Campania attraverso l’Ente regionale di sviluppo agricolo della Campania.
Ecco le più importanti iniziative dell’Anasb per attrarre l’attenzione dei consumatori sulla carne di bufalo campana.
Attività promozionali su reti distributive con vendite guidate. Questa iniziative è particolarmente utile per effettuare attività promozionale direttamente nei confronti del consumatore, attivando vendite guidate presso strutture distributive particolarmente qualificate, quali Auchan, Bennet e Magazzini Gabrielli.
Si reputa una delle azioni più importanti e significative del programma anche perché tale iniziativa porta subito il suo beneficio, in quanto punta in un primo tempo a promozionare il prodotto direttamente presso il cliente e conseguentemente conta di fidelizzazzarlo.
L’intervento previsto interesserà all’incirca 20-25 ipermercati e supermercati localizzati in Regione Campania, Lazio, Molise ed Abruzzo. Tale iniziativa prevede l’utilizzo di personale debitamente preparato ad incontrare il grande pubblico e spiegare le qualità e garanzie che il prodotto offre.
Un convegno istituzionale sulla carne di bufalo è in agenda: l’iniziativa avrà l’obiettivo di sensibilizzare tutti i rappresentanti delle istituzioni, delle forze politiche, professionali ed imprenditoriali nel sostenere lo sviluppo della nuova area di business per gli allevatori ed gli imprenditori del settore agroalimentare campano, sottolineando che l’attivazione di una nuova area di business è particolarmente importante ai fini sociali in considerazione delle notevolissima competizione esistente nel settore. Il convegno è programmato alla fine delle iniziative e dovrebbe, tra l’altro, rappresentare la chiusura delle iniziative analizzando quali risultati si sono realizzati e tracciare da questi una nuovo profilo di organizzazione promozionale.
Altra iniziativa sarà l’incontro degustativo con i dietologi. Questo incontro degustativo, sarà organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica. Si punta ad organizzare un incontro con tale categoria professionale per far conoscere quali caratteristiche chimico-nutrizionali offre la Carne di Bufalo, e quali contributi potrebbe apportare sotto il profilo dietedico, terapeutico e più in generale nutrizionale. Con la possibilità di poter inserire in dei veri e propri profili alimentari o particolari diete alimentari la Carne di Bufalo come fattore principale.
E non poteva mancare l’incontro – concorso tra cuochi. Questo incontro concorso, sarà organizzato in collaborazione con l’Associazione Italiana Cuochi. Saranno invitati a partecipare diversi chef provenienti da tutta la regione Campania ed ognuno proporrà agli altri una ricetta a base di carne di bufalo. Giudici delle ricette saranno gli stessi cuochi, che voteranno il piatto migliore. L’iniziativa punta ad informare gli operatori della ristorazione sulle potenzialità culinarie della carne di bufalo, per proporre ricette e modi di cucinare e per sensibilizzarli a proporre un prodotto locale nelle zone con vocazione turistica della Campania.
Tra le iniziative in cantiere c’è anche un video didattico per fornire informazioni e notizie a tutto il pubblico interessato sulla carne di bufalo; a tal riguardo si cercherà di coinvolgere non solo gli studenti universitari di medicina umana e veterinaria, ma anche il mondo scolastico delle scuole secondarie e dell’obbligo, con particolare riguardo alle strutture scolastiche alberghiere.
“Formare gli operatori della ristorazione ed i futuri consumatori all’utilizzo ed al consumo di un prodotto alimentare che nasce in Campania è il momento che lega prodotto, abitanti e territorio ed è uno dei motivi fondanti dell’azione di Regione Campania – dice Raffaele Beato, presidente dell’Ersac
Il video avrà l’obbiettivo principale di rappresentare tutte le fasi della filiera, partendo quindi dal modo di conduzione dell’allevamento, che viene gestito nel rispetto del benessere animale, per arrivare alle più gustose e prelibate pietanze che la carne bufalina consente di realizzare.
Il videoclip cercherà di raccogliere anche interviste e testimonianze degli esperti di questo settore che potranno con dei flash evidenziare, tra l’altro, le caratteristiche organolettiche e nutrizionali della carne.
“Oltre che presentare direttamente in alcune scuole della Regione il video con opportuni incontri divulgativi – sottolinea Beato – si pensa di concordare con più provveditorati la distribuzione di queste videocassette in tutte le scuole interessate.”
Questa iniziativa sarà utile per informare gli studenti sulle caratteristiche organolettiche e qualitative della carne di bufala e per sottolineare la validità del prodotto in una alimentazione sana; inoltre potrebbe marcare fortemente l’interesse degli studenti delle scuole alberghiere verso un prodotto locale, tipico, e di elevata qualità e arricchire il loro bagaglio culturale che si troveranno a mettere in pratica tra qualche anno come futuri operatori della ristorazione.
Sull’opportunità di questa operazione parla Raffaele Garofalo, presidente Anasb. Ecco cosa dice rispondendo ad alcune domande
Presidente, come mai in tempi recenti l’allevamento bufalino finalizzato alla produzione di carne è stato di ridotte dimensioni?
Nel passato una parte dei vitelli veniva allevata in quanto costituiva, comunque, un’entrata per l’azienda che disponeva di vasti latifondi. L’allevamento di tipo estensivo contribuiva ad immettere sul mercato soggetti di 4 quintali (peso vivo) di qualità scadente, che risentivano della disponibilità stagionale dei foraggi e raggiungevano il peso di macellazione a circa 3 anni. La resa al macello era inferiore al 50% e la carne risultava particolarmente dura e caratterizzata dall’odore di muschio derivante dall’abitudine degli animali a trovare refrigerio in pozzanghere (così detti caramoni) che essi stessi scavavano nel terreno.
Con le mutate tecniche di gestione aziendale, con l’abbandono del pascolo e la messa a coltura dei terreni, l’allevamento di maschi per il macello non risultava conveniente in quanto il prodotto aziendale (insilato e fieno) da destinare ai maschi forniva un reddito decisamente superiore se veniva utilizzato per le bufale da latte. La mancanza di un mercato della carne di bufalo giocava a sfavore anche di quegli allevatori, veramente pochi, che producevano un vitellone con caratteristiche ottimali.
La seconda ondata di BSE che ha colpito tutta l’Europa nel corso del 2000 e del 2001, la presa di coscienza da parte dei consumatori per l’assoluta prevalenza della sicurezza alimentare, la prevalenza dei nuovi paradigmi che regolano il consumo alimentare espressi da termini quali, sano, naturale, tipico, ed infine le eccezionali caratteristiche organolettiche e nutrizionali della carne bufalina, hanno fatto si che il settore bufalino individuasse un nuovo comparto di business, rappresentato dall’allevamento dei maschi da destinare alla macellazione?
In considerazione della maggiore necessità del consumatore di ottenere garanzie specifiche sugli standard qualitativi e sulla salubrità del prodotto e la diffidenza con cui gli stessi consumatori guardano alla carne bovina può rappresentare un’opportunità per il comparto della carne di bufalo la quale già in sé rassicura i consumatori circa la provenienza geografica. Si ha, infatti, la garanzia di un prodotto sicuramente nazionale, allorquando i prodotti italiani vengono accreditati dal mercato di un visibile valore aggiunto.
Oltre alla vicenda BSE, che ha dato forza al mercato della carne bufalina, in Regione Campania, con la Sovvenzione Globale in Zootecnia sono nate alcune realtà imprenditoriali che associano allevatori bufalini ed hanno l’obbiettivo di produrre la carne di bufalo in una ottica di filiera, ciò vuol dire che accanto agli appositi centri di ingrasso, sono nati anche i centri specializzati alla lavorazione, trasformazione e confezionamento per poi chiudere il cerchio con la fase di commercializzazione. Inoltre le associazioni di categoria, quelle sindacali, alcune Camere di Commercio, insieme ai trasformatori ed altri enti istituzionali, hanno dato vita ad un Comitato Promotore per l’ottenimento dell’IGP della Carne di Bufalo Campana. Oggi la richiesta per l’ottenimento di questo riconoscimento è al vaglio del MiPAF.
Le Università hanno fatto la loro parte nel comparto della carne bufalina: hanno prodotto una serie di ricerche scientifiche che dimostrano come la carne di bufalo possiede, rispetto alle altre carni, requisiti organolettici e nutrizionali che ne fanno una tra le migliori.
E’ vero. La ricerca di questi ultimi anni indica con chiarezza come la possibilità di sviluppare una significativa area di business per gli allevatori bufalini campani è legata alle caratteristiche intrinseche della carne di bufalo, che può essere definita: carne chiara, tenera, succosa, ipocalorica, ipocolesterolemica, ad alto contenuto di ferro organico.
In particolare il contenuto di colesterolo del grasso intramuscolare bufalino è nettamente inferiore a quanto contenuto nelle carni di diverse razze bovine. Inoltre, secondo lo schema proposto dalla FAO e dall’OMS, l’equilibrio aminoacidico della carne di bufalo è più rispondente alle esigenze dell’alimentazione umana e la rende preferibile nel caso di diete miste a prevalente contenuto di alimenti di origine vegetale.
L’idea di sviluppare la lavorazione e la commercializzazione della carne di bufalo, pertanto, è fondata sulla possibilità di sviluppare un mercato di nicchia legato alle eccezionali caratteristiche nutrizionali e organolettiche del prodotto, che deve essere destinato ad un target di intenditori, disponibili a pagare un prezzo adeguato alle qualità del prodotto.
Comunicato stampa finale della Conferenza Stampa del 29 aprile 2005
Hotel Europa – Caserta – Ore 10:30
UfficioStampa: Mimmo Pelagalli – pelagall4@domenicopelagalli.191.it


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