3)“Necessari il rilancio della competitivà delle imprese, delle filiere produttive e degli investimenti infrastrutturali”
Conclusi a Napoli gli stati generali del sud Italia di Confagricoltura
La forte richiesta al prossimo Governo e al prossimo Parlamento di un progetto di sviluppo per rilanciare la competitività delle imprese anche attraverso politiche di vantaggio, insieme alle proposte di rilancio delle filiere produttive e l’avvio di una programmazione per una grande rete di infrastrutture, materiali ed immateriali. Sono questi gli orientamenti e le proposte politiche espresse con maggior forza nel corso degli stati generali del sud Italia di Confagricoltura, tenutasi a Napoli, presso il New Europe Hotel in via Galileo Ferraris, alla presenza di tutti i maggiori dirigenti di Confagricoltura provenienti da tutte le province di Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Si è trattato di un incontro preparatorio del Convegno dei quadri dirigenti di Confagricoltura, che si svolgerà il 20 e 21 marzo a Baveno-Stresa.
Confagricoltura ha convocato la riunione per avviare un confronto interno al fine di mettere a punto strategie politico-sindacali per la gestione dei cambiamenti in atto nell’economia del Paese e del mondo.
“Le aspettative delle imprese sono enormi – afferma il direttore regionale della Campania Antonio Ippolito – le nostre aziende lamentano, come principale criticità, la difficoltà di accesso al mercato. Il nostro obiettivo primario non è più la sola “tutela” ma la promozione e lo sviluppo degli interessi economici delle imprese in una visione integrata con gli altri settori produttivi, con il mondo dei servizi, con la società.”
“L’agricoltura italiana – afferma Vito Bianco, direttore generale di Confagricoltura – vive un momento di difficoltà, stretta fra il calo dei prezzi all’origine, la perdita di competitività e le difficoltà di collocazione dei prodotti. Secondo i dati Eurostat 2005, il reddito agricolo per occupato, in termini reali, è calato nell’Unione del 6,3%, rispetto al 2004. L’Italia ha subito una diminuzione più accentuata, perdendo il 9,6%. Al di là del dato congiunturale, le indicazioni più allarmanti, per l’Italia, derivano però dall’andamento del reddito nel medio periodo. Dai medesimi dati emerge, infatti, che in Italia l’indice del reddito agricolo per occupato, posto uguale a 100 l’anno base 2000, scende a 85,6 nel 2005, con un calo di oltre il 14%. Viceversa, nella media europea l’indice guadagna, circa il 4% sul 2000 e nella maggior parte dei singoli Paesi, si registrano avanzamenti consistenti. Nella graduatoria europea, al di sotto del nostro Paese, si situa solo la Grecia (78,8%). Ecco perché la fase di elaborazione dei documenti di programmazione di sviluppo rurale 2007-13 si presenta con aspetti di evidente straordinarietà.”
“Un’allocazione oculata delle risorse, e la definizione di obiettivi che sappiano fornire risposte ai problemi sopra evidenziati, appare in tutta la propria evidenza. – continua Bianco – L’azione coordinata, tra Ministro e Regioni, è una condizione necessaria. Del resto, i cambiamenti in atto, non possono che essere affrontati con un ampio coinvolgimento degli attori in campo. Il dialogo con le parti sociali, che negli ultimi anni è stato vissuto “ad intermittenza”, deve tornare a rappresentare un elemento di continuità dell’azione di Governo. Poniamo cinque obiettivi prioritari per il settore agroalimentare. Rafforzare la capacità di competitività ed innovazione del sistema produttivo agricolo; ridurre i costi di produzione; favorire l’integrazione con i settori “a valle”; comunicare efficacemente al consumatore l’impegno crescente in direzione della sicurezza alimentare e dell’affermazione della qualità.; proseguire sulla strada della semplificazione.”

2) Conclusi a Napoli gli stati generali del sud Italia di Confagricoltura
Napoli, 14 febbraio 2006 – La forte richiesta al prossimo Governo e al prossimo Parlamento di un progetto di sviluppo per rilanciare la competitività delle imprese anche attraverso politiche di vantaggio, insieme alle proposte di rilancio delle filiere produttive e l’avvio di una programmazione per una grande rete di infrastrutture, materiali ed immateriali. Sono questi gli orientamenti e le proposte politiche espresse con maggior forza nel corso degli stati generali del sud Italia di Confagricoltura, tenutasi a Napoli, presso il New Europe Hotel in via Galileo Ferraris, alla presenza di tutti i maggiori dirigenti di Confagricoltura provenienti da tutte le province di Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. Si è trattato di un incontro preparatorio del Convegno dei quadri dirigenti di Confagricoltura, che si svolgerà il 20 e 21 marzo a Baveno-Stresa.
Confagricoltura ha convocato la riunione per avviare un confronto interno al fine di mettere a punto strategie politico-sindacali per la gestione dei cambiamenti in atto nell’economia del Paese e del mondo.
“Le aspettative delle imprese sono enormi – afferma il direttore regionale della Campania Antonio Ippolito – le nostre aziende lamentano, come principale criticità, la difficoltà di accesso al mercato. Il nostro obiettivo primario non è più la sola “tutela” ma la promozione e lo sviluppo degli interessi economici delle imprese in una visione integrata con gli altri settori produttivi, con il mondo dei servizi, con la società.”
“L’agricoltura italiana – afferma Vito Bianco, direttore generale di Confagricoltura – vive un momento di difficoltà, stretta fra il calo dei prezzi all’origine, la perdita di competitività e le difficoltà di collocazione dei prodotti. Secondo i dati Eurostat 2005, il reddito agricolo per occupato, in termini reali, è calato nell’Unione del 6,3%, rispetto al 2004. L’Italia ha subito una diminuzione più accentuata, perdendo il 9,6%. Al di là del dato congiunturale, le indicazioni più allarmanti, per l’Italia, derivano però dall’andamento del reddito nel medio periodo. Dai medesimi dati emerge, infatti, che in Italia l’indice del reddito agricolo per occupato, posto uguale a 100 l’anno base 2000, scende a 85,6 nel 2005, con un calo di oltre il 14%. Viceversa, nella media europea l’indice guadagna, circa il 4% sul 2000 e nella maggior parte dei singoli Paesi, si registrano avanzamenti consistenti. Nella graduatoria europea, al di sotto del nostro Paese, si situa solo la Grecia (78,8%). Ecco perché la fase di elaborazione dei documenti di programmazione di sviluppo rurale 2007-13 si presenta con aspetti di evidente straordinarietà.”
“Un’allocazione oculata delle risorse, e la definizione di obiettivi che sappiano fornire risposte ai problemi sopra evidenziati, appare in tutta la propria evidenza. – continua Bianco – L’azione coordinata, tra Ministro e Regioni, è una condizione necessaria. Del resto, i cambiamenti in atto, non possono che essere affrontati con un ampio coinvolgimento degli attori in campo. Il dialogo con le parti sociali, che negli ultimi anni è stato vissuto “ad intermittenza”, deve tornare a rappresentare un elemento di continuità dell’azione di Governo. Poniamo cinque obiettivi prioritari per il settore agroalimentare. Rafforzare la capacità di competitività ed innovazione del sistema produttivo agricolo; ridurre i costi di produzione; favorire l’integrazione con i settori “a valle”; comunicare efficacemente al consumatore l’impegno crescente in direzione della sicurezza alimentare e dell’affermazione della qualità.; proseguire sulla strada della semplificazione.”

1) Il 15 febbraio, mercoledì, a Napoli gli stati generali del Sud Italia di Confagricoltura
Al centro del dibattito il ruolo del mondo agricolo in una società che cambia
Pietro Micillo: “Siamo già proiettati al dopo-elezioni, il sud Italia
aspetta risposte chiare dal nuovo Parlamento e dal nuovo Governo”
Napoli, 14 febbraio 2006 – Il 15 febbraio 2006, si incontreranno a Napoli, dalle ore 10.30, presso il New Europe Hotel in via Galileo Ferraris, tutti i maggiori dirigenti di Confagricoltura provenienti dal sud Italia. Si tratta di un incontro preparatorio del Convegno dei quadri dirigenti di Confagricoltura, che si svolgerà il 20 e 21 marzo a Baveno-Stresa. Sono attesi nel capoluogo partenopeo un centinaio di dirigenti provenienti da tutte le province di Campania, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
Confagricoltura, quindi, interroga la propria base territoriale per mettere a punto le strategie politico-sindacali al fine di gestire i cambiamenti in atto: sia quelli internazionali (il negoziato globale in sede Wto con la progressiva riduzione dei sostegni; l’apertura ai Paesi extracomunitari; l’evoluzione della politica europea con i nuovi orientamenti strategici), sia quelli nazionali (con una legislatura che si chiude proprio in una fase cruciale per l’agricoltura). Confagricoltura, inoltre, intende avviare una riflessione sulla necessità del mondo agricolo di aprirsi a nuovi settori, a diversificate intese di filiera, a innovativi e profondi mutamenti colturali ed obiettivi di mercato.
“Confagricoltura – sottolinea il direttore regionale della Campania Antonio Ippolito – si propone di attuare il costruttivo, necessario raccordo tra il momento politico e le aspettative delle imprese, che oggi lamentano come principale criticità, la difficoltà di accesso al mercato. Noi pensiamo già al dopo-elezioni e sin d’ora vogliamo indicare gli obiettivi che, a nostro avviso, dovrà raggiungere il nuovo Parlamento ed il nuovo Governo per salvaguardare e rilanciare l’agricoltura. Il sud Italia aspetta risposte chiare: un progetto di sviluppo per rilanciare la competitività delle imprese anche attraverso politiche di vantaggio, rilancio delle filiere produttive, una grande rete di infrastrutture, materiali ed immateriali.”
“I nuovi assetti europei, i profili negoziali emersi e consolidati in ambito internazionale hanno reso più articolate le funzioni proprie del sindacato. – continua Ippolito – La Confederazione è stata presente, in tutti i tavoli e i contesti decisionali. Obiettivo primario non è più la sola “tutela” ma la promozione e lo sviluppo degli interessi economici delle imprese in una visione integrata con gli altri settori produttivi, con il mondo dei servizi, con la società. Occorre trarre forza dalla coerenza della nostra storia ma non guardarsi indietro. Le imprese non ce lo perdonerebbero.”

Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (responsabile comunicazione Confagricoltura Campania) – 3403008340


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