I MOLTEPLICI VOLTI DEL POMPELMO…ED I MOLTEPLICI GIOVAMENTI
Al mercato, di sicuro, ne avrete viste tante varietà: i Marsh seedless (senza semi), i Duncan (con molti semi) ed i Pernambuco (coltivati anche in Italia), tra i pompelmi gialli, il Forster, il Thompson ed il Red Blue, tra i rosati, caratterizzati da maggiori quantità di zuccheri e da licopene, fattore antiossidante presente anche nei pomodori. Di solito si scelgono quelli maturi, ma senza ammaccature, con buccia intatta e lucida. Siete curiosi di sapere cosa “si nasconde” dietro 100g di questo frutto? Partiamo dall’energia: 26kcal. Elevato tasso di acqua, 91,2g, 0,6g di proteine, 0g di lipidi, 6,2g di zuccheri, 1,6g di fibra. Le cifre si impennano se prendiamo in considerazione il sodio (1mg), il potassio (230mg) e la vitamina C (40mg).
E’ da sempre risaputo che molte diete dimagranti puntano sul pompelmo per il suo effetto drenante, ma non tutti sono a conoscenza delle altre svariate virtù di questo frutto, salutari oltre che per il corpo, anche per la mente. A scoprire per la prima volta le particolari proprietà dei suoi semi fu l’immunologo americano Jacob Harich nel 1980. Appurò che contenevano una sostanza in grado di combattere diversi germi nocivi, come una sorta di antibiotico naturale. Da allora, l’estratto di semi di pompelmo è considerato un vero e proprio rimedio naturale contro le infezioni interne ed esterne, grazie all’assenza di tossicità e degli effetti collaterali che lo contraddistinguono dai comuni antibiotici farmaceutici. A seconda dei problemi è preferibile ingerirlo via orale, in caso di disturbi gastrointestinali o di raffreddore, oppure, per problemi della pelle e delle mucose, applicarlo esternamente.
Dicevamo, appunto, che l’uso più comune del pompelmo si fa a tavola. I suoi benefici sono stati costatati dal Centro di Ricerche sul Metabolismo e la Nutrizione della Scripps Clinic di San Diego. Stando agli studi messi a punto dall’istituto statunitense, infatti, mangiare mezzo pompelmo a pasto (colazione, pranzo e cena), consente di perdere fino ad 1kg di peso in sole tre settimane. Il tutto grazie all’azione di particolari enzimi che riducano il livello di glucosio ed insulina nel sangue, aiutando l’organismo a bruciarne meglio gli zuccheri e limitandone l’assorbimento, facendo in modo, quindi, che la tendenza a trasformarli in grassi diminuisca. Ma non è detto che per far sviluppare gli effetti “magici” di questo frutto ci si debba privare del gusto e dell’estro indispensabile per preparare piatti originali e gradevoli. Tra le varie idee da tavola spicca un divertente dessert, da ideare cospargendo di zucchero un pompelmo tagliato a metà ed aggiungendovi pistacchi tritati dopo averlo infornato a 180 gradi. Il risultato? Provare per credere! Accennavamo nella tabella nutrizionale all’apporto di vitamine dato dal pompelmo. L’elevata percentuale di vitamina C di cui è dotato, che contribuisce alla formazione del collagene e svolge azione antiemorragica, lo rende perfetto per migliorare le difese dell’organismo, per mantenere l’elasticità della pelle e per combattere la fragilità dei capillari sanguigni.
E se ancora non vi basta parliamo pure dell’azione anti-colesterolo. La parte bianca e spugnosa, presente sotto la buccia, che normalmente viene buttata, contiene, invece, fibre utili ad ostacolare l’assorbimento del colesterolo nell’intestino e vitamine, come la P, fondamentali per la corretta assimilazione da parte dell’organismo della vitamina C con tutti i suoi vantaggi.
E questo è quanto può convincere del valore del pompelmo chi tiene al benessere del proprio corpo. Ma non trascuriamo il benessere psichico, che, d’altronde, va di pari passo con quello fisico. A quanto pare il prodigioso frutto è considerato in aromaterapia un ottimo antidepressivo ed un efficace stimolante, per mezzo di pinene, limonane, linalolo e citral, sostanze presenti nell’olio ricavato dalla sua buccia e preziose per l’organismo. Marina Capparelli


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