MANTENERSI GIOVANI? BASTA IL GIUSTO COLPO DI FORCHETTA !
Sapevate che esiste una differenza tra età anagrafica ed età biologica? Ebbene sì, è proprio così. Mentre per la prima, però, c’è poco da fare – gli anni che passano non li può fermare nessuno – la seconda dipende in gran parte da noi, dal nostro stile di vita e, soprattutto, dall’alimentazione. Quel processo naturale che comincia ad aggirarsi intorno a noi come uno spettro che fa paura già dopo i 20-25 anni, l’invecchiamento, per intenderci, può essere tenuto a bada, in modo, forse, da terrorizzarci un po’ di meno. Ognuno di noi, infatti, è responsabile del proprio invecchiamento per ben il 70% ed è bene esserne coscienti sin dalla giovane età, in tempo, quindi, per passare al contrattacco nei confronti degli anni. La longevità ed una vitalità paragonabile a quella di un ventenne possono, quindi, essere favorite negli over cinquanta da 40 nutrienti, che necessitano di un’alimentazione varia per essere assunti, dato che non esiste un singolo alimento che li contenga tutti. Quelli principali che rispondono all’appello si chiamano carboidrati, grassi, proteine, vitamine e minerali ed hanno davvero il potere di cambiarci la vita. Partiamo dai primi, che dovrebbero rappresentare il 60% della razione alimentare giornaliera, tre quarti dei quali sotto forma di carboidrati complessi (amido e fibre, fondamentali per il raggiungimento del senso di sazietà) e la restante parte come carboidrati semplici (saccarosio, fruttosio, lattosio e glucosio). Mentre i carboidrati semplici non comportano nessun rischio, venendo assorbiti più lentamente dall’organismo in quanto richiedono maggior tempo per essere trasformati in glucosio, quelli semplici entrano nel sangue fulmineamente, possono, quindi, provocare il cosiddetto “picco glicemico”, vale a dire l’aumento repentino di glicemia. Per evitarlo e non rischiare, di conseguenza, disturbi più o meno compromettenti per la salute, come obesità e diabete, è importante conoscere l’indice glicemico degli alimenti, calcolato in base al tipo di cottura dei cibi ed alla lavorazione a cui sono stati sottoposti. Una torta di riso, ad esempio, figura in vetta alla classifica, seguita da patate al forno e corn flakes. In posizione intermedia pane, gelato, spaghetti, pomodoro, frutta, latte e yogurt, mentre con minor percentuale si piazzano lenticchie, fruttosio, fagioli di soia e arachidi. Passiamo ai grassi, che dovrebbero essere assunti per il 30% della razione giornaliera. Forniscono il doppio dell’energia rispetto a proteine e carboidrati ed apportano acidi grassi essenziali per l’assorbimento di alcune vitamine e che si distinguono in saturi ed insaturi. I primi sono i cosiddetti grassi “cattivi”, che innalzano il colesterolo nel sangue, e sono contenuti in burro, strutto, lardo e carne rossa; i secondi, invece, apportati da fagioli, cereali integrali, noci, olio d’oliva, di semi di mais e pesce, hanno l’effetto contrario di prevenirlo. Qualche parola va spesa per un alimento generalmente considerato sospetto per l’alta percentuale di grassi saturi, il formaggio. È bene precisare che i formaggi stagionati, sono facilmente digeribili, energetici e portatori grassi insaturi.
È la volta delle proteine, indispensabili per il rinnovo dei muscoli e per il mantenimento degli stessi. Invecchiando, infatti, aumenta la massa grassa e si riduce quella magra e quella muscolare. Ma a questo ci pensano le proteine, formate dalla combinazione di 23 aminoacidi, alcuni dei quali, quelli essenziali, sono contenuti esclusivamente in particolari alimenti e determinano il valore biologico delle proteine, dette “nobili” in quelli che ne hanno elevata percentuale. In testa ci sono i prodotti di origine animale, come la carne, che apporta anche ferro, zinco e vitamina B; il pesce, ad elevato contenuto di sali minerali e di grassi insaturi, con effetto benefico sul cervello e sull’apparato cardiovascolare; le uova, ricche, di tutti gli aminoacidi esenziali, e tutti utilizzabili, di fosforo, calcio, ferro, zinco, vitamine A, D, E. E ancora, il già citato formaggio, che insieme a latte e yogurt rappresenta l’unica vera fonte alimentare di calcio, ed infine cereali e legumi, ad alto contenuto di minerali, vitamine e carboidrati.Quanto alle vitamine, è ad esse che si deve il funzionamento dell’organismo ed il corretto sviluppo delle cellule. Tutti ormai sanno che è il 5 il numero perfetto riguardo a frutta e verdura: 5 porzioni al giorno consigliate e 5 i colori che le contraddistinguono e tra cui scegliere (blu-viola di melanzane e prugne, ad esempio; verde di basilico, insalata, broccoli ecc.; bianco di aglio, cipolle, cavolfiore, mele e pere; arancio-giallo di peperoni, carote, zucca, arance e così via; rosso di pomodori, anguria, ciliegie, fragole e chi più ne ha più ne metta). Insieme alle vitamine anche gli antiossidanti sono importanti, in particolar modo per proteggere le cellule dai temuti radicali liberi, che provocano danni estetici e non, come rughe, tumori, arteroscleresi e cataratta. “Last but not least” (ultimi ma non meno importanti) i sali minerali, garanti dal corretto funzionamento del metabolismo corporeo. Ferro, sodio, potassio, calcio e fosforo dovrebbero essere assunti nell’intero arco della nostra vita per far crescere lo scheletro, irrobustirlo e contrastarne l’indebolimento. Via libera, quindi, sempre con la dovuta moderazione, a formaggi grana e pecorino, provolone, mozzarella, cioccolato al latte, mandorle secche, alici e calamari freschi, latte, yogurt e verdura verde. D’altro canto chi l’ha detto che adottare una corretta alimentazione significa rinunciare al gusto MARINA CAPPARELLI


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