Ma Babbo Natale esiste? Istruzioni per l’uso…

Mamma, ma Babbo Natale esiste davvero? È la domanda fatidica che, prima o poi, tutti i genitori si sentiranno rivolgere dai loro figli. Cosa rispondere a questo quesito? E cosa si nasconde dietro questa semplice frase? Un bisogno di conoscere la verità mettendo alla prova “l’onestà intellettuale” di mamme e papà, oppure l’esigenza di continuare a coltivare il sogno dell’uomo barbuto che scende dai camini nella notte di Natale per consegnare pacchi e pacchetti ai bimbi buoni? Entrambe le cose. E, probabilmente, anche molto di più.
I Sognatori: I bambini sono dotati di un’intelligenza acuta, spesso più acuta di quanto gli adulti possano pensare. Se, quindi, il dubbio sull’esistenza di Babbo Natale spesso insorge su istigazione di un compagno più grande o di un fratello maggiore, per alcuni di loro è un interrogativo da sempre presente al quale, però, decidono deliberatamente di non dare risposta. In un certo senso, annullano il problema per poter continuare indisturbati a credere in ciò che vogliono, senza dover giustificare il loro bisogno di magia e fantasia. Difficilmente questi bambini chiederanno a mamma e papà di giustificare o meno l’esistenza di Babbo Natale (o delle fate, dei folletti, degli gnomi, della Befana, del Coniglietto Pasquale). Per loro, il mondo della fantasia esiste. E basta. Qualora, però, dovesse succedere, la domanda potrebbe nascondere un bisogno di conferme e andrebbe, quindi, letta come un Babbo Natale esiste, vero? E se me lo dici tu, esiste ancora di più. La risposta, quindi, dovrà rispondere all’aspettativa del bambino, qualunque sia la sua età. E dovrà essere affermativa. Anzi, quasi enfatica. Ma certo che esiste. Che domande fai? I bambini che credono nei sogni, non sono più stupidi o immaturi dei loro coetanei. Credono solo in valori diversi. Forse, sono dotati di più creatività e fantasia. Meno inchiodati con i piedi per terra. Come gli altri, prima o poi accetteranno di soppiantare la fantasia con la realtà. E lo faranno in modo naturale, senza traumi. Non serve a nulla, quindi, con questi bimbi accelerare i tempi. In fondo non vogliono nient’altro se non affermare il loro diritto di restare bambini ancora un po’.
I Concreti: Di contro, ci sono bambini che non vogliono credere a Babbo Natale perché il fatto di dare importanza a quella che sanno essere solo una fantasia li fa sentire “piccoli, sciocchi”. Ecco, dunque, che rispondere loro Sì. Babbo Natale esiste non solo non li convincerebbe ma, in qualche modo, comprometterebbe anche la fiducia innata che i bimbi hanno verso gli adulti e verso i genitori in particolari. In questi casi, quindi, indipendentemente dall’età del bambino, meglio raccontare la verità coinvolgendolo in tutti i preparativi natalizi, dall’acquisto dei regali (per il quale, simbolicamente, gli si può chiedere di offrire un piccolo contributo economico) all’impacchettamento alla disposizione dei doni sotto l’albero la notte di Natale.
Quando il dubbio viene dall’esterno: Il dubbio sull’esistenza o meno di Babbo Natale può essere la conseguenza di una chiacchierata con un compagno più grande o che già ha smesso di crederci, con il fratello/sorella maggiore, con un cugino. In questi casi, rispondere alla domanda del bambino può essere più complicato e richiede un’immediata e perfetta comprensione di quelle che sono le sue aspettative. Anche in questo caso l’età conta poco. Di suo il piccolo avrebbe continuato a credere nella favola di Babbo Natale. Ma qualcuno, e probabilmente qualcuno di cui si fida, gli ha svelato il grande segreto. Mamma e papà diventano, quindi, l’ago della bilancia ma è fondamentale che capiscano al volo se il bimbo pretende la loro sincerità oppure se preferirebbe continuare a credere nella favola.
Quando è solo un modo di compiacere i genitori: Capita che il bambino abbia smesso da tempo di credere nell’esistenza di Babbo Natale. Così. Senza traumi e senza bisogno di conferme. La percezione, però, che ai suoi genitori faccia piacere portare avanti il gioco e, di conseguenza, il bisogno di vederlo ancora come un “bimbo da proteggere”, lo spinge a fingere con loro, ad assumere un ruolo che non gli appartiene più. Questa situazione sarebbe da evitare. I bambini non possono portare sulle loro spalle i desideri dei genitori, soprattutto quando si tratta di ambizioni comunque destinate a finire. Si tratta, per altro, di un paradosso: mamma e papà vogliono che il loro bambino rimanga tale ma, così facendo, lo obbligano a maturare più in fretta di quanto sia necessario. I bambini sono bambini. Che credano o meno a Babbo Natale, non cambia la loro età anagrafica né la loro età intellettiva. (Manuela Magri)

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Caiazzo. Lettera a Babbo Natale.
Riceviamo e pubblichiamo: “Caro Babbo Natale, forse sono troppo cresciutello (42anni) per scriverti una letterina, ma sei la mia ultima spiaggia, ho scritto letterine ai medici, anche all’estero, ho scritto letterine ai Santi del Paradiso ,ho scritto letterine anche a Gesù e alla S.Vergine Maria, le risposte sono state tutte uguali, ho un ingarbugliatissimo numero di strane patologie, che non vale la pena elencare, dunque, questo Natale ho deciso di rivolgermi a te! Comprendo che sei molto impegnato nelle consegne dei regali per i bambini buoni, io non saprei giudicarmi, non saprei dirti se sono buono o cattivo, quello che so è che sono sempre triste, ma nascondo il mio disagio dietro una maschera di allegria perenne. Sai, caro Babbo Natale, ricordo la spensieratezza di quando ero bimbo, fortunatamente ho avuto due splendidi genitori che non mi hanno mai fatto mancare nulla, né in senso materiale né in coccole e affetto. Ora sono adulto, diciamo pure più che maturo, ma la mia vita non è più tanto piacevole, sapessi quante volte vorrei restituirla e addormentarmi per sempre, a dire il vero io lo avrei già fatto, ma ho una mamma dolcissima, lei ne morirebbe di dolore, quindi cercherò di tirare avanti ancora. Sai caro Babbo Natale, io non pretendo di guarire completamente, vorrei solo soffrire un pochino di meno, la gente mi vede e pensa,f orse pensa un pochino troppo! Loro credono che ci sia un preciso profilo di chi soffre, vedendomi sempre allegro,cortese e cordiale, non immaginano che anche io possa avere delle patologie tali da soffrire. Ma io non mi arrabbio affatto, siamo tutti liberi di pensarla come ci pare, quando sto male, praticamente sempre, quando il mio corpo viene martoriato da dolori di ogni specie, io mi lamento in silenzio, quando capitano quei momenti in cui non riesco a muovere il mio corpo neppure di un centimetro, io mi metto in un angolo e penso a quando sarà il momento. Non posso certo lamentarmi, ho vissuto una gran bella vita, ne ho combinate di tutti i colori, ho girato mezzo mondo, insomma non sono stato quello che si dice un tipetto tranquillo, insomma caro babbo Natale, icordati che ci sono tanti e tanti bambini malati che non hanno neppure la forza di scriverti la letterina, ti prego, non dimenticarti di loro e non dimenticarti neppure di tanti adulti come me, i quali vorrebbero, anche se per una sola ora, ritornare bambini sereni e spensierati. Buon Natale a tutti! (Roberto di Iorio, e-mail: roberto.diiorio@alice.it)

da: TELERADIO NEWS
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