29 gennaio 2005 – Luisa Maradei: Napoli, presentata venerdì sera all’hotel Parker’s la guida di 20 vitigni autoctoni
La Carta dei Vini di Luciano Pignataro – Gusto e tradizione in Campania e Basilicata.
La carica dei “mille”, tanto erano i presenti, al gran gala all’ hotel
Parker’s di Napoli per la degustazione delle doc della provincia di Napoli,
organizzata dal Movimento turismo del vino, dall’Associazione nazionale
Sommelier di Napoli e da Slow Food. E’ la prima manifestazione che ha esteso
i suoi confini da Massalubrense al Vesuvio, ai Campi flegrei, a Ischia e
Capri. Pubblico e intenditori delle grandi occasioni con un fuori programma
del poeta Ciro Borrelli, in arte Massenzio Carovita, che ha voluto declamare
la sua poesia ‘o vino d’ ‘a Campania. Ma è stata anche l’occasione per
soffermarsi sui contenuti del libro di Luciano Pignataro “La Carta dei vini
della Campania e della Basilicata”. A farlo hanno provveduto Manuela
Piancastelli, , presidente del Movimento Turismo del vino della Campania,
Francesco Colonnesi, fiduciario Slow Food Napoli, Franco Continisio,
responsabile Ais Napoli, coordinato da Francesco Landolfo, presidente dell’
Associazione regionale giornalisti agricoli e ambientalisti della Campania.
Campania e Basilicata in un bicchiere. Così Luciano Pignataro fotografa la
realtà delle due regioni meridionali nella Carta dei Vini (edizioni dell’
Ippogrifo). Un viaggio attraverso le terre del Sud alla scoperta di 20
vitigni autoctoni selezionati fra oltre 140 cantine. Un libro che vuole
essere al tempo stesso promozione turistica di qualità di un’area capace di
esprimere ottimi vini. Un modo intelligente e pulito di raccontare luoghi,
tradizioni, persone attraverso i loro prodotti. E’ nata, così, un’opera
che – come sottolinea lo stesso Pignataro – non seleziona i vini più buoni
ma semplicemente quelli che piacciono di più, forse, perché in comunicano
meglio con il loro gusto le emozioni di un luogo.
<le grandi potenzialità della produzione vitivinola campana>> così definisce
la Carta dei Vini di Pignataro il Ministro per le Politiche Agricole e
Forestali Gianni Alemanno, che ha voluto portare il suo saluto attraverso le
parole lette dal consigliere per i Prodotti di qualità Rosario Lopa. <la produzione vitivinicola della Provincia di Napoli – dice Lopa – ma
bisogna puntare di più suoi marchi di qualità per meglio promuoverne la
conoscenza sul mercato mondiale>>. La recente nomina di Gianni Castellucci,
unico italiano nell’organizzazione internazionale per il vino (O.I.V.)
potrebbe giovare anche alla Provincia di Napoli che ha ottenuto l’ultimo
riconoscimento nel 1996, ormai nove anni fa. Presenti in sala al gran
completo, l’Arga Campania. Oltre al presidente Francesco Landolfo, anche il
segretario Marcello Curzio e la delegazione femminile guidata da Luisa
Maradei e Katiuscia Laneri. Manuela Piancastelli, presidente dell’
Associazione Strade del Vino, Francesco Colonnese, responsabile dello Slow
food di Napoli, Franco Continisio, responsabile dell’Associazione Italiana
Sommelier, ma soprattutto 26 produttori di vini della provincia di Napoli
che hanno offerto al nutrito pubblico in sala pregiate varietà di bianchi,
rossi, rosati. Da segnalare anche la presenza di Solania, l’azienda
produttrice del famoso pomodoro sanmarzano, il cui titolare è Giuseppe
Napoletano. In questo contesto non poteva mancare il “nocillo” dei “Curti”
di Sant’Anastasia, un liquore che viene esportato da questa azienda in tutto
il mondo.

<Continisio dell’AIS – rappresenta il vero valore aggiunto di questa guida, l
‘ idea strategica e al tempo stesso vincente>>. Gli fa eco Francesco
Colonnese (Slow Food Napoli): <locale nel cibo e nel vino si può competente con intelligenza sui mercati
mondiali, affrontando con sfida della globalizzazione in termini di
qualità>>. Sfida che sempre essere stata accolta e ampiamente superata nelle
due regioni che contano all’attivo oltre 250 cantine e oltre 500 strutture
agrituristiche. Non male soprattutto alla realtà presente appena dieci anni
fa che annoverava appena 60 cantine e ignorava quasi del tutto questa nuova
forma di ospitalità. Soddisfatta dei risultati raggiunti Manuela
Piancastelli (Strade del Vino) anche se lo sguardo resta rivolto ancora al
futuro. <opportunità per far conoscere il nostro territorio ai turisti e, perché agli
stessi campani lucani>>.
E il moderatore Francesco Landolfo nel trarre le conclusioni ha sottolineato
che “la “Carta dei vini” di Luciano Pignataro merita il primo posto nelle
librerie dei presenti. Un percorso di studio e fatica sul campo che
evidenzia, ancora una volta, ciò che i monaci benedettini della Trinità di
Cava dei Tirreni con la loro saggezza hanno predicato da sempre: un buon
vino deve avre almeno cinque qualità, ovvero, la forza, la bellezza, la
fragranza e la schiettezza. E Luciano Pignataro ha dimostrato come i vini
della Provincia di Napoli, della Campania e della Basilicata, ormai, hanno
recuperato i passi perduti e possono sfidare, senza ombra di smentita, i più
rinomati vini del Nord. Non a caso, ha concluso, la degustazione è avvenuta
qui al Parker’s che con la famigli Avallone ha il suo regno vitivinicolo a
Villa Matilde, una stupenda realtà di azienda-modello che si distende tra il
litorale di Baia Domizia e le dolci colline dei monti Aurunci”.
Ma per Pignataro il lavoro non è finito: la Campania, con la Basilicata, è un grande territorio tutto da esplorare e raccontare, e altri appuntamenti lo aspettano, e noi dietro, a conoscere da vicino le terre e i produttori dei buoni vini del Sud.Luisa Maradei(in una foto estiva perchè non ci ha ancora inviato quella in tenuta invernale…)


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.