Luciano Pignataro(nella foto ultimo da sinistra), giornalista del quotidiano di Napoli, Il Mattino, è anche esperto enologo, oltre che autore di numerose pubblicazioni che spaziano dall’enologia, appunto, all’olivicoltura, dall’agroalimentare all’agriturismo, ai parchi e comunità, tant’è che è anche presidente del Borgo medievale di Terravecchia a Giffoni Valle Piana(Sa).
Nei giorni scorsi Pignataro, che è presidente della sezione provinciale dell’Arga Campania di Salerno, è stato chiamato a presiedere le quattro commissioni che a Paestum(Sa) dovevano selezionare vini del sud e poi mandare i migliori a partecipare al premio finale a Roma.
Ecco come l’Ansa ha diramato la notizia:

VINO: DEGUSTAZIONE PER IL SUD PER LA GUIDA TOURING CLUB
(ANSA) – NAPOLI, 5 LUG – Terminata la più grande selezione di vini del Sud: al Savoy Beach di
Paestum sono state degustate da quattro commissioni 695 etichette coperte, cioè senza
conoscere il nome e il produttore, ma solo il vitigno.
Così Vini Buoni d’ Italia, la guida edita dal2007 dal Touring Club e curata da Mario Busso e Luigi Cremona, punta a scegliere i miglioribicchieri prodotti esclusivamente da uve autoctone italiane da consigliare ai consumatori e alpubblico degli appassionati. Le tre regioni hanno una varietà ampelografica enorme e sicaratterizzano proprio per la produzione e la commercializzazione di vini autoctoni.
In totale lequattro commissioni, coordinate dal giornalista Luciano Pignataro, hanno provato 695 vini di 154aziende. Alle finali di Roma per conquistare la Corona andranno 43 etichette di 38 aziende. In particolare, per la Campania sono 30 i vini che hanno superato 85/100, 17 rossi, 12 bianchi e un passito. Dieci i vini della Basilicata, 9 Aglianico del Vulture e un passito, tre i vini della Calabria, 2 bianchi e un rosso.
«Il dato confortante è quello della qualità media – osserva Luciano Pignataro – che si accompagna ad un favorevole rapporto con il prezzo in uscita dell’azienda. In queste tre regioni è ormai possibile bere bene, tipico e spendendo pochi soldi scegliendo fra tutte le tipologie e in qualsiasi terroir. Appena dieci anni fa sarebbe stato impossibile avere questo risultato».
«Su 154 aziende – conclude Pignataro – solo una non ha raggiunto la soglia dei 60/100, cioè la sufficienza. L’unica delusione rispetto alle aspettative è costituita dai rosati, continuo a non capire perché non ci si impegna seriamente in questo segmento che piace a tutti i consumatori e che è tipico del Cirò, del Sannio, del Vesuvio e della Costa d’Amalfi». Adesso i 43 vini del Sud dovranno
superare, sempre coperti, le valutazioni del panel formato dai coordinatori di tutte le regioni della
guida. (ANSA).
COM-ZA 05-LUG-06 14:32 NNN


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