Litorale domitio: lidi deserti dai bagnanti, appello alle istituzioni.
Nonostante il tempo volga al bello, che le spiagge dei lidi siano più confortevoli che mai, e i prezzi in discesa, i bagnanti continuano a stare lontani dai lidi della fascia domitia. Tanto che i gestori della balneazione privata si sono riuniti per preparare un documento per chiedere al Comune la riduzione dei canoni demaniali o, in alternativa, un qualsiasi tipo di sgravio fiscale. Sono i balneari di Castelvolturno che, per bocca del presidente provinciale della Fiba, Antonio Cecoro, lanciano una sorta di appello all’ente locale. Si dicono, infatti, danneggiati dalla cattiva pubblicità derivata dall’episodio di Lago Patria, dove qualche giorno fa si è registrata una morìa di pesci dovuta alla mancanza di ossigeno. Cecoro, che è architetto, sostiene che l’evento negativo è stato attribuito all’inquinamento, cosa che invece è stata esclusa dalle analisi fatte successivamente, che hannoa accertato che il danno è stato causato dalle fumarole e dalle emissioni di gas del cratere che forma il lago. Il problema è che, mentre della morte di centinaia di pesci è stata data notizia, delle cause che l’hanno provocata e che non hanno niente a che fare con l’inquinamento, non è stato detto nulla. Così, è capitato che, proprio qualche giorno fa, diversi clienti abituali, trovandosi a Castelvolturno, sono rimasti sorpresi che i lidi fossero aperti e ci hanno chiesto spiegazioni, poiché erano convinti che tutte le strutture del litorale fossero state sigillate. Chiederemo una riduzione dei canoni perché con tutte le batoste subite nessuno di noi potrà permettersi di fronteggiare tutte le scadenze così come ci vengono richieste. Inoltre, la nostra zona, non dimentichiamolo, continua a fare i conti con l’erosione della costa che ha trasformato le nostre spiagge in piccoli lembi di sabbia”. Gli iscritti alla Fiba si sono quindi organizzati e stanno cercando di fronteggiare in qualche modo la parabola negativa che hanno vissuto durante il mese di luglio e che ha fatto valutare, da un primo screening, una riduzione addirittura del cinquanta per cento di presenze turistiche rispetto allo scorso anno. Che i gestori dei lidi abbiano sacrosante ragioni da far valere poi, si aggiunge il fatto che negli ultimi anni il mare ha compiuto un’opera devastatrice, rubando metri di spiaggia della zona e ridotto al lumicino la maggior parte delle attività. Molte strutture, ad inizio estate, infatti, hanno dovuto rimuovere le cabine di divisione e rinunciare sia agli angoli dedicati ai giochi che a diverse file di ombrelloni. Dove un tempo c’era la spiaggia, oggi è rimasta solo una striscia di sabbia, che continua ad assottigliarsi giorno dopo giorno, lasciando solo pochissimi metri da percorrere per entrare direttamente in acqua. Sfortunata fin qui, la battaglia della Fiba: dopo aver compulsato Consiglio regionale, assessore regionale all’ambiente (che venne a ribadire di persona l’impegno della Regione in una riunione pre-elettorale…), sindaci del comprensorio e altri addetti ai lavori, si trovano a dover fronteggiare il fenomeno erosione investendo di tasca proprio con la costituzione di un apposito consorzio che già conta 25 soci. Mai come ora vale il detto che le parole sulla sabbia non servono a niente perché il mare è più forte…


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