Lignano Sabbiadoro (Ud) per l’economia sotto l’ombrellone c’è un dibattito…
Il quarto e ultimo incontro di “Єconomia sotto l’ombrellone” è mercoledì 27 agosto: alle 18.30 sulla Terrazza dell’Hotel President, si parlerà di “”Investire ai tempi della ripresa” con Mario Bianchi Dissette – Cassa di Risparmio del Friuli Venezia Giulia, Mario Fumei – consulente fnanziario e Walter Biasia – analista finanziario. Modera il giornalista Carlo Tomaso Parmegiani.
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21 agosto 2014
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Turismo e cultura, per la ripresa necessaria l’alleanza con l’industria
A Lignano (UD) il terzo incontro di €conomia sotto l’ombrellone è stato tutto incentrato su uno dei comparti chiave della nostra economia, in cui deve affermarsi una mentalità volta alla gestione e all’efficienza economica, oltre che alla collaborazione tra realtà pubbliche e private
Semplificazione, sburocratizzazione, alleggerimento fiscale, nonché un cambio di mentalitàsoprattutto nella parte pubblica: sono queste le precondizioni irrinunciabili per una ripresa del comparto turistico-culturale italiano e affinché possa davvero realizzarsi la necessaria alleanza fra industria, cultura e turismo auspicata recentemente dal Ministro della Cultura, Dario Franceschini.
È quanto è emerso nel terzo incontro della rassegna “€conomia sotto l’ombrellone” svoltasi a Lignano Sabbiadoro e organizzato in collaborazione con Confindustria Udine: “Industria, cultura e turismo, un’alleanza necessaria per la ripresa italiana” era il titolo dell’appuntamento che ha visto protagonisti Damiano Ghini, responsabile del gruppo cultura di Confindustria Udine, Vico Meroi, assessore alla cultura del Comune di Lignano Sabbiadoro e Giuliana Quendolo, presidente della sezione turismo di Confindustria Udine.
I tre relatori hanno parlato dei punti chiave sui quali stanno lavorando per rendere sempre più competitiva l’offerta turistico-culturale del Friuli Venezia Giulia, punti validi in tutto il nostro sistema-Paese.
«Per troppo tempo in Italia, diversamente da altri Paesi, –ha spiegato Damiano Ghini– si è pensato che l’industria fosse avulsa dal mondo della cultura e ancora oggi la burocrazia rende difficilissimo creare prodotti avanzati in collaborazione con le aziende». Il gruppo cultura di Confindustria Udine si è dato il compito di collaborare con tutti gli enti e associazioni culturali del territorio per creare una vera e propria ingegnerizzazione del prodotto culturale. «In Italia e nella nostra regione non ci manca alcunché –ha proseguito Ghini– per poterci arrivare, ma bisogna creare programmi pluriennali, e pacchetti in grado di attirare i turisti e proponendo molteplicità di esperienze, dall’albergo al museo, dal festival al ristorante, dalla spiaggia alla città d’arte».
Dello stesso parere è Giuliana Quendolo, presidente della sezione turismo di Confindustria Udine: «Cultura e turismo potrebbero fare il salto necessario a diventare davvero settori trainanti della ripresa economica del Paese –secondo Quendolo–. Il mondo turistico e alberghiero, infatti, ha estremo bisogno di pacchetti ben costruiti che uniscano le tante importanti offerte culturali che questo Paese e questa regione possono mettere in campo e riescano ad avere una forza attrattiva che superi i confini territoriali».
Quendolo non ha mancato di ricordare che «Nell’organizzazione di eventi culturali e turistici, inoltre, servirebbe un approccio più concreto e manageriale che sappia valutare l’effettivo impatto degli eventi stessi ed eviti di far perdere a favore di altre nazioni (la Spagna, ndr) eventi come il Rototom Sun Splash che finché si svolgeva ad Osoppo (Ud) era l’appuntamento che attirava più gente nella nostra regione e che portava i maggiori ritorni economici».
«Indubbiamente –ha sostenuto Vico Meroi– il turismo e la cultura hanno bisogno di un approccio più manageriale, di una maggiore capacità di comunicazione e di un maggior coordinamento. Oggi, soprattutto in una regione piccola come la nostra, servono alcuni eventi guida, ben strutturati e calendarizzati durante l’anno, intorno ai quali creare una serie di eventi e occasioni diverse da offrire ai turisti in modo coordinato. Bisogna anche superare i campanilismi: a Lignano Sabbiadoro passano circa 3,5 milioni di persone ogni anno, circa la metà delle presenze turistiche in Friuli Venezia Giulia, ma questa vetrina potenzialmente enorme non viene quasi mai utilizzata per promuovere tutto il resto dell’offerta regionale».
L’assessore ha aggiunto un commento sulla legge voluta da Franceschini: «Finalmente ha previsto alcuni alleggerimenti burocratici e fiscali per chi investe in cultura e, se i decreti attuativi saranno fatti velocemente e nel modo adeguato, questo potrà essere un passo importante per il rilancio del settore turistico-culturale».
Di fronte al lungo elenco delle critiche al sistema turistico culturale italiano proposte dal moderatore Carlo Tomaso Parmegiani (prezzi troppo elevati; servizi inadeguati alle esigenze di portatori di handicap, famiglie con bambini, e anziani; sistema dei trasporti inadeguato; sistema museale antiquato per orari, servizi e sistemi informativi; scarsa collaborazione fra le diverse aree, territori, località), i relatori di Confindustria hanno reagito ammettendo alcune debolezze del sistema e proponendo alcuni cambiamenti.
«Non abbiamo alternative –ha sostenuto Ghini–:se vogliamo continuare ad avere un patrimonio culturale importante dobbiamo imparare a gestirlo in maniera efficiente anche dal punto di vista economico».
«Come albergatrice –ha concluso Giuliana Quendolo– non posso che essere contenta che il decreto cultura abbia previsto una rivalutazione del sistema delle “stelle” e della valutazione dei servizi che è indubbiamente obsoleto e inadeguato, soprattutto oggi che le valutazioni che contano sono quelle fatte via internet dagli stessi turisti che hanno fatto una data esperienza turistico-culturale».
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Il prossimo appuntamento di “Єconomia sotto l’ombrellone” è mercoledì 20 agosto: alle 18.30 sulla Terrazza dell’Hotel President, in collaborazione con Confindustria Udine, si parlerà di “Industria, Cultura e Turismo un’alleanza necessaria per la ripresa italiana”. Partecipano Damiano Ghini – responsabile Gruppo Cultura di Confindustria Udine, Vico Meroi – assessore alla Cultura Comune di Lignano Sabbiadoro, Giuliana Quendolo – presidente Sezione Turismo di Confindustria Udine. Modera il giornalista Carlo Tomaso Parmegiani.
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14 agosto 2014
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si è svolto ieri sera a Lignano Sabbiadoro (Ud) il secondo dei quattro appuntamenti di Economia sotto l’ombrellone, in cui si è parlato del settore agroalimentare dal punto di vista di piccole, medie e grandi aziende.
Grazie
Marco
COMUNICATO STAMPA
Il futuro dell’agroalimentare è nella sempre maggiore qualità di cibi e vini
A Lignano (Ud) il secondo incontro di “Єconomia sotto l’ombrellone”. Davanti ad un consumatore sempre più consapevole, solamente tecnologia, sicurezza e investimenti possono confermare l’agroalimentare come settore di punta
Qualità, qualità, qualità. Per chi opera nel settore agroalimentare italiano, non è solo una scelta eticamente corretta, ma una precisa necessità di mercato, sia che si tratti di un piccolo prosciuttificio artigiano, di una media azienda vitivinicola o di un colosso dei surgelati.
Lo hanno sostenuto Gianluca Tesolin amministratore delegato di Bofrost Italia, Cristian Specogna dell’omonima azienda vinicola friulana e Levi Gregoris della Bottega del prosciutto di San Daniele del Friuli nel secondo incontro della quarta edizione di “Єconomia sotto l’ombrellone”incentrato sul tema “Bere e mangiare nel prossimo futuro” e svoltosi mercoledì 13 agosto all’hotel President di Lignano Sabbiadoro (Ud).
«L’evoluzione dei gusti, una clientela sempre più informata e con esigenze sempre più specifiche fanno sì -hanno spiegato i tre relatori- che oggi le aziende del settore debbano essere ogni giorno più attente alla qualità e debbano sfruttare tutte le opportunità offerte dal progresso tecnologico e scientifico per realizzare prodotti sempre più sicuri, sani e gradevoli».
«Nessuna società di vendita diretta -ha aggiunto Tesolin- dura nel tempo se non cura con estrema attenzione l’aspetto qualitativo dei propri prodotti. Non a caso Bofrost da sempre mantiene un livello qualitativo ben superiore a quanto richiesto dalla legge. Inoltre, l’aumento di cultura alimentare da parte della clientela è un continuo stimolo al miglioramento, all’approfondimento della nostra offerta con prodotti per celiaci, vegetariani e vegani».
«Anche nel settore enologico -gli ha fatto eco Specogna- i clienti sono sempre più consapevoli di cosa vogliono, sempre maggiormente informati sulle metodologie di produzione e le diverse caratteristiche dei vini, oltre a essere sempre più attenti agli aspetti dietologici e quindi, ad esempio, al contenuto zuccherino dei vini. Questo è assolutamente un bene perché ci costringe non solo a migliorare costantemente i nostri prodotti, ma anche a sviluppare le nostre capacità di comunicare».
«Per chi opera nel mondo del prosciutto -ha chiarito Gregoris- la grande attenzione della gente all’alimentazione e la continua evoluzione dei gusti è un bene perché premia i prodotti di qualità come il San Daniele e aumenta di molto il piacere del dialogo con la clientela, costringendoci a uno sforzo nella capacità di spiegare le nostre metodologie produttive e le peculiarità del nostro prodotto. Certo, talvolta, ci troviamo a combattere con mode momentanee come quella di qualche anno fa per i prosciutti spagnoli. Tuttavia le mode passano e l’attenzione alla qualità alla lunga paga e, se è vero, che dobbiamo affrontare concorrenti stranieri sul mercato nazionale è anche vero che l’agroalimentare italiano sta “invadendo” i mercati esteri dove spesso i consumatori sono anche più attenti e preparati di quelli italiani».
Un problema di tutto il settore l’agroalimentare è quello di far fronte alle richiesta della clientela: sempre maggior qualità con prezzi sempre più bassi. «Nel mondo del vino, purtroppo -ha sostenuto Specogna la cui azienda produce 400mila bottiglie all’anno esportate in oltre 20 Paesi del mondo- si trovano spesso sul mercato vini il cui prezzo al pubblico non copre neanche il costo medio di produzione. Questo in parte è dovuto ad alcuni picchi di sovrapproduzione e soprattutto per vini che vivono momenti di “moda” e poi repentini cali di richiesta che deprimono il prezzo, in parte alla forza di grandi players della distribuzione che impongono prezzi “di realizzo” anche su prodotti doc o docg. Serve allora un ulteriore sforzo di comunicazione verso la clientela per spiegare i costi reali di produzione e far comprendere quali sono i giusti rapporti fra qualità e prezzo».
Contrariamente a quanto si pensa comunemente, anche il settore alimentare fa un grosso uso dell’innovazione e della tecnologia che spesso consentono di migliorare le caratteristiche qualitative e la durata dei prodotti: «Nel campo della surgelazione -ha spiegato Tesolin di Bofrost, principale azienda europea del surgelato porta a porta con, solo in Italia, 2000 dipendenti, 600mila clienti e oltre 210 milioni di euro di fatturato- l’innovazione tecnologica più recente è stata la possibilità di congelare prodotti “porzionati”, mentre la prossima innovazione tecnologica che si sta studiano è la possibilità di surgelare alimenti ad alto contenuto d’acqua come pomodori, angurie, meloni. Certamente per un’azienda come la nostra la tecnologia del freddo è fondamentale, perché la nostra mission prevede di garantire al cliente il rispetto della catena del freddo dal momento immediatamente successivo alla raccolta, pesca o preparazione del prodotto, fino al momento in cui glielo consegniamo a casa».
«L’innovazione tecnologica – ha aggiunto Specogna – anche in un campo tradizionale come quello vinicolo ha aspetti molto interessanti perché ad esempio consente, con il controllo della temperatura di fermentazione, di limitare di molto l’utilizzo di solfiti rispetto al passato o attraverso gli studi che si stanno facendo sui genomi della vite di selezionare piante più resistenti all’attacco delle malattie e quindi di abbattere l’uso di pesticidi».
Nel fondamentale percorso di ricerca della qualità, secondo i tre relatori, un aspetto da non trascurare mai è quello della sicurezza alimentare che in Italia, grazie a una normativa particolarmente efficace e a controlli molto accurati, viene garantita come in nessun altro Paese al mondo, tant’è che in Italia i problemi relativi a inquinamenti e sofisticazioni, raggiungono un massimo dello 0,5% delle derrate alimentari controllate, mentre in alcuni Paesi extraeuropei (dove peraltro i controlli sono molto più ristretti e i livelli di tolleranza molto più alti che in Italia) arrivano fino al 12%. Proprio l’elevato livello di sicurezza dei prodotti enogastronomici italiani viene riconosciuta nel mondo ed è uno dei punti di forza del prodotto alimentare “made in Italy” che non ha caso sta conquistando i mercati del pianeta. «La sicurezza alimentare -ha detto Tesolin- è prima di tutto una questione di rispetto della clientela e, inoltre, se vogliamo vederlo da un punto di vista utilitaristico, è un primario interesse di ogni azienda». «Per tutti chi fa il nostro mestiere -ha chiosato Gregoris la cui azienda da rivendita di paese, si è evoluta in prosciuttificio artigiano con 30 agenti in Italia ed export nei principali Paesi europei- la sicurezza alimentare è l’investimento più importante da fare, anche se in Italia esiste un problema da non sottovalutare che sono gli alti costi e, talvolta, la mancanza di chiarezza normativa. Tant’è che un’azienda piccola come la nostra ha bisogno di un consulente che deve interpretare le prescrizioni nelle diverse zone in cui siamo presenti con il nostro prodotto».
Il made in Italy, in ogni caso, rimane un marchio fondamentale che secondo i relatori dovrebbe essere meglio difeso sui mercati mondiali, ma che comunque fa sì che il settore agroalimentare sia uno di quelli che meglio ha retto alla crisi e nel quale ci sono ancora interessanti prospettive occupazionali sia come stagionali, ad esempio con la prossima vendemmia, sia in maniera stabile. «Per Bofrost -ha concluso Tesolin- avere i collaboratori tutti assunti è una precisa scelta aziendale che è anche funzionale a consolidare il rapporto con la clientela. Dal 2006 stiamo crescendo al ritmo di 60 unità all’anno e anche per quest’anno abbiamo previsto 60/70 nuove assunzioni».
Info – Eo Ipso Srl
Carlo Tomaso Parmegiani ctparmegiani@eoipso.it 342 5743926
Miriam Giudici mgiudici@eoipso.it 3463907608
Marco Parotti mparotti@eoipso.it 3409665279
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mercoledì 13 agosto a Lignano
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Sabbiadoro (Ud) il secondo appuntamento della rassegna “€conomia sotto l’ombrellone”. All’hotel President di Lignano Pineta si parla del futuro dell’alimentazione. L’ingresso è libero e gratuito.
Per scaricare la locandina della rassegna, cliccare al seguente link:
http://www.eoipso.it/include/comunicati/getfile.cfm?file_ID=1510
INVITO
Il futuro dell’alimentazione, tra tecnologia e nuove tendenze
L’alimentazione è il tema del secondo incontro della rassegna €conomia sotto l’ombrellone 2014. Appuntamento mercoledì 13 agosto alle 18.30all’Hotel President a Lignano Pineta (Ud). Ingresso libero
Come stanno cambiando i gusti alimentari degli italiani? Come le tecnologie stanno modificando il concetto di alimentazione? Quale il ruolo del Made in Italy e quali le prospettive occupazionali? Di questo e di altro si occuperà il secondo incontro di “€conomia sotto l’ombrellone”, manifestazione giunta alla quarta edizione che si svolge ogni mercoledì d’agosto a Lignano Sabbiadoro (Ud).
Ospiti dell’appuntamento, in programma per mercoledì 13 agosto alle 18.30 all’hotel President a Lignano Pineta, sono tre rappresentanti del settore alimentare: Levi Gregoris Bottega del Prosciutto San Daniele Friuli e Cristian Specogna di Vini Specogna entrambi rappresentanti dell’eccellenza friulana che hanno presentato i loro prodotti al paddock della Ferrari durante il GP d’Ungheria e Gianluca Tesolin di Bofrost Italia azienda leader nei prodotti surgelati che in controtendenza sta mettendo in atto un piano di sviluppo; modera il giornalista Carlo Tomaso Parmegiani.
L’incontro, a ingresso libero, avrà una durata di 60/70 minuti circa; il pubblico avrà la possibilità di intervenire e fare domande ai relatori. Al termine dell’incontro seguirà un aperitivo per consentire al pubblico stesso di incontrare, in maniera informale e conviviale, i relatori del dibattito. Successivamente chi vorrà, potrà fermarsi a cena, dove saranno presenti i relatori, presso il ristorante dell’Hotel che predisporrà un’offerta specifica per il pubblico dell’iniziativa.
La quartaedizione di “€conomia sotto l’ombrellone” è organizzata da Eo Ipso (www.eoipso.it) ha il patrocinio del Comune di Lignano Sabbiadoro e di Turismo FVG ed è sostenuta da: Confindustria Udine; Cassa di risparmio del Friuli Venezia Giulia; Bofrost Italia, Bottega del Prosciutto di San Daniele del Friuli, DataConSec di Parma, Lignano Pineta Spa, Hotel ristorante President, Porto Turistico Marina Uno, Ramberti, Vignaioli Specogna, Villa del Torre – Organizzazione eventi.
I prossimi appuntamenti di “€conomia sotto l’ombrellone
Mercoledi 20 agosto ore 18.30
Giornata in collaborazione con Confindustria Udine
“Industria, Cultura e Turismo un’alleanza necessaria per la ripresa italiana”
Damiano Ghini – Responsabile Gruppo Cultura di Confindustria Udin
Vico Meroi – Assessore alla Cultura Comune di Lignano Sabbiadoro
Giuliana Quendolo – Presidente Sezione Turismo di Confindustria Udine
Aperitivo offerto da Specogna Vini e Bottega del Prosciutto San Daniele del Friuli
Mercoledi 27 agosto ore 18.30
“Investire ai tempi della ripresa”
Mario Bianchi Dissette – Cassa di Risparmio del Fvg
Mario Fumei – Consulente fnanziario
Walter Biasia – Analista finanziario
Aperitivo offerto da Specogna Vini e Bottega del Prosciutto San Daniele del Friuli
Info – Eo Ipso Srl
Carlo Tomaso Parmegiani ctparmegiani@eoipso.it 342 5743926
Miriam Giudici mgiudici@eoipso.it 3463907608
Marco Parotti mparotti@eoipso.it 3409665279
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