L’ETICHETTATURA DEI GENERI ALIMENTARI.
Più trasparenza in etichetta, maggiore tracciabilità, più sicurezza alimentare e maggiori garanzie per i consumatori. Sono queste le novità contenute nel disegno di di legge sull’etichettatura dei prodotti alimentari approvato all’unanimità dalla Camera lo scorso 18 gennaio.
Ieri mattina, presso il punto vendita Campagna Amica in via Isca del Pioppo, la Coldiretti Basilicata ha presentato le norme che regolano il ddl salva Made in Italy, contro il furto d’identità dei prodotti agroalimentari. Dopo 10 anni, l’organizzazione di categoria ha festeggiato una lunga battaglia tra allarmi sanitari come l’emergenza mucca pazza, l’aviaria, passando per gli ultimi casi come le mozzarelle blu e uova alla diossina. Da oggi, niente più spesa anonima, né truffe pubblicitarie spacciando le immagini della Sicilia per il succo d’arancia se la materia prima arriva dal Brasile, né mozzarelle associate al Golfo di Napoli se arrivano dalla Germania.
Il provvedimento, declinato in 7 articoli, prevede l’obbligo di indicare la provenienza dei cibi sia per i prodotti trasformati che non, lungo tutta la filiera e quindi in ogni fase della produzione, in sostanza dai campi agli scaffali.
È prevista anche l’indicazione di un’eventuale presenza di Ogm dei singoli ingredienti di alimenti trasformati.
Tuttavia, l’attuazione della legge prevede decreti per ogni prodotto, filiera per filiera.
Fino ad oggi le etichette d’origine in Italia erano obbligatorie solo per alcuni alimenti: uova, latte fresco, carne bovina, carne di pollo, passata di pomodoro, olio extra vergine di oliva e miele. D’ora in poi l’obbligo sarà esteso a tutti gli alimenti. Bruxelles, però, potrebbe bocciare l’iniziativa italiana considerandola in contrasto con le norme comunitarie.
“Continueremo a difendere l’agricoltura italiana, sinonimo di qualità e genuinità – ha detto a gran voce Piergiorgio Quarto, presidente Coldiretti Basilicata – con la stessa costanza e determinazione con la quale, in questi anni, abbiamo sostenuto una denuncia forte e una proposta coerente ampiamente condivisa dalla gente. Questa legge è una tutela per i cittadini e per i consumatori che potranno finalmente sapere da dove viene ciò che mangiano e scegliere italiano, perchè l’agricoltura italiana e il cibo vero italiano sono i più controllatati, i più sicuri e i più apprezzati al mondo”.
“Il made in Italy – ha aggiunto il direttore della Coldiretti, Giuseppe Brillante – ha un valore stimato intorno ai 60 miliardi e solo il 30% è corrisposto agli agricoltori. Gli inganni del finto Made in Italy sugli scaffali riguardano due prosciutti su tre venduti come italiani, ma provenienti da maiali allevati all’estero. Ci auguriamo che l’etichettatura sia estesa a prodotti come latte a lunga conservazione, mozzarelle e pasta. Inoltre, secondo secondo l’indagine Coldiretti/Swg, il 97% dei consumatori ha chiesto l’etichettatura obbligatoria, indicando sempre il luogo di allevamento o di coltivazione dei prodotti agricoli”. Nel punto vendita, però, c’è già l’accortezza, come fa l’azienda “La Marchesa” di Lavello che produce mozzarelle di bufala lucana, di indicare sulle confezioni tutte le informazioni utili per il consumatore.
“In etichetta – ha detto il titolare, Francesco Mazzarelli – il consumatore trova informazioni relative all’allevamento, garantendo la tracciabilità del prodotto dal latte alla trasformazione”.
da: Iranna De Meo
giornalista free lance
Mobile + 39 347-9553076
coordinatrice Arga Basilicata per l’Arga Campania Calabria Basilicata
[iranna77@gmail.com]
—————————
I CIBI CON L’ETICHETTA CON L’ORIGINE SULLE TAVOLE DEGLI ITALIANI
Cibi con l’indicazione di provenienza. E quelli senza:
Carne di pollo e derivati
Pasta
Carne bovina
Carne di maiale e salumi
Frutta e verdura fresche
Carne di coniglio
Uova Frutta e verdura trasformata
Miele Derivati del pomodoro diversi da passata
Passata di pomodoro
Formaggi
Latte fresco
Derivati dei cereali (pane, pasta)
Pesce Carne di pecora e agnello
Extravergine di oliva
Latte a lunga conservazione
Fonte: Elaborazioni Coldiretti
———————————-
L’etichettatura degli alimenti è finalmente legge.
“Un provvedimento atteso soprattutto dai consumatori che si dichiarano in Europa e soprattutto in Italia “attenti” all’origine dei prodotti. Un provvedimento fortemente voluto dagli imprenditori artigiani del settore agroalimentare fortemente interessati a difendere e a rendere visibile la qualità della produzione delle eccellenze made in Italy”.
Giacomo Deon, Presidente nazionale e Veneto di Confartigianato Alimentazione, è soddisfatto.
La Commissione Agricoltura della Camera, infatti, ha approvato definitivamente all’unanimità in sede legislativa le “Disposizioni in materia di etichettatura e di qualità dei prodotti alimentari”, a conclusione di una battaglia durata oltre dieci anni.
“Conoscere l’origine dei prodotti – sottolinea Deon – è fondamentale per i consumatori italiani ed europei. Da una ricerca dell’Ufficio studi di Confartigianato condotta su dati Eurobarometro risulta che 1 cittadino europeo su 3, vale a dire 129 milioni di persone, sceglie cosa acquistare sulla base dell’origine dei prodotti riportati in etichetta. Una propensione che cresce proprio per i prodotti alimentari: il 43% dei cittadini dell’Ue, pari a 175 milioni di persone, acquistano gli alimenti influenzati dalla consapevolezza della provenienza dei prodotti. L’attenzione all’origine dei prodotti in Italia riguarda 25 milioni di persone”.
“Aspettative che però rischiano di essere disattese –conclude Deon- C’è infatti il rischio, che l’Europa bocci l’iniziativa italiana, in contrasto con la “direttiva etichettatura 2000/13/CE che prevede l’indicazione dell’origine solo a titolo volontario per la generalità dei prodotti, mentre per altri – tra cui ortofrutta, carni bovine e di pollo, uova, miele, prodotti ittici freschi tale indicazione è già obbligatoria. Potrebbe ripetersi quanto successo per la tracciabilità dei prodotti tessili con la legge Reguzzoni-Versace i cui decreti attuativi sono stati appena bocciati da alcuni Stati Membri e rispediti in Italia per ulteriori modifiche”.
da: [info@asterisconet.it]
———————
Edilizia, etichettatura di sostanze pericolose: nuove regole.
Le etichette dei materiali per la costruzione che contengono sostanze pericolose dovranno essere più chiare per proteggere la sicurezza e la salute dei lavoratori e di tutte le persone che possono entrare in contatto con esse: è questo il senso del nuovo regolamento europeo sulla vendita dei prodotti per l’edilizia appena approvato dal Parlamento europeo.
La “dichiarazione di prestazione” necessaria per ogni prodotto da costruzione con le nuove norme dovrà includere informazioni sulle sostanze pericolose, come richiesto dal regolamento REACH del 2006, in modo da soddisfare gli standard di salute e sicurezza e rendere chiaro il contenuto a tutti gli utenti.
La Commissione europea dovrà elaborare una relazione sulle informazioni necessarie su queste sostanze, tenendo conto delle esigenze di riciclo o riutilizzo. Se sarà necessario la legislazione attualmente in vigore sarà modificata.
Le novità riguardano anche le imprese più piccole. Le micro-imprese potranno adottare le nuove procedure semplificate di valutazione delle prestazioni per i loro prodotti. In ogni Paese saranno creati dei “Punti di contatto prodotti” per fornire gratuitamente informazioni sui prodotti da costruzione e sul loro uso. Per evitare conflitti di interesse, i punti di contatto prodotti devono essere imparziali nel processo di ottenimento del marchio CE, che consente la commercializzazione del prodotto in tutta l’Unione.
I prodotti da costruzione fabbricati in modo tradizionale o nel rispetto della conservazione del patrimonio, e con un processo non industriale ma legato a tecniche artigianali possono essere esentati dalla regola sulla “dichiarazione di prestazione”. La protezione dell’ambiente è un altro aspetto importante della nuova misura. Il riciclaggio dei prodotti da costruzione, e anche il rispetto della salute e della sicurezza durante l’intero ciclo di vita del prodotto di costruzione sono parte essenziale del processo di valutazione dei prodotti.
Il regolamento entrerà ufficialmente in vigore 20 giorni dopo la sua pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE. Tuttavia, molte delle sue disposizioni si applicano solo a partire dal 1 luglio 2013, per dare alle aziende il tempo per adeguarsi.
INFO
Asterisco Informazioni
Direttore: Fabrizio Stelluto
Caporedattore: Cristina De Rossi
Redazione:Marco De Lazzari, Mario Ongaro – Webmaster Eros Zabeo
Sede:via Elsa Morante, 5/6
30020 Marcon, Venezia
da: [info@asterisconet.it]
—————————
LE NEWS DA CORPO 8
—————————
20 gen | Attualità: Corpo 8: etichette, fortissimamente etichette!
Cosa hanno scritto quotidiani e periodici sui temi dell’agroalimentare dal 14 al 20 gennaio
Corpo 8 è la dimensione del carattere di stampa che con maggiore frequenza si incontra sui quotidiani
L’etichettatura è legge in Italia, con riserva per l’Europa
Via libera della Camera al disegno di legge per i prodotti alimentari. Galan: ‘Passo importante verso i consumatori’.
Dongo,Federalimentare:
‘La disciplina sulle etichette alimentari è materia di competenza del relatore comunitario’. E Bruxelles chiede chiarimenti.
Questa volta, una novità per “Corpo 8”, fra i quotidiani che si sono occupati di temi agroalimentari c’è anche “La Gazzetta dello Sport” che il 19 gennaio ha voluto dedicare un po’ di spazio al tema del giorno, quello delle etichette.
Un argomento ripreso da molti altri giornali fra i quali “Il Sole 24 Ore” che già il 18 gennaio aveva dato alcune anticipazioni sulla approvazione alla Camera dell’etichetta con l’indicazione dell’origine su tutti i prodotti alimentari.
Ed è ancora “Il sole 24 Ore” che il giorno seguente entra in dettaglio sull’argomento come peraltro fanno altri quotidiani fra i quali “La Stampa” e “Repubblica”.
Resta però aperto il discorso con Bruxelles, che sulle etichette si è espressa in modo differente ed a questo proposito è interessante il commento pubblicato il 19 gennaio su “Il Resto del Carlino”.
Preoccupazioni che non tardano a tradursi in realtà e già il 20 gennaio “Il Sole 24 Ore” fa sapere che la Ue ha mosso i primi rilievi critici a proposito della normativa che l’Italia vorrebbe adottare per le etichette trasparenti.
Un tema importante questo delle etichette, reso ancora più pressante dalla recente vicenda delle contaminazioni da diossina sulla quale si è soffermato “Italia Oggi” del 15 gennaio prendendo in esame le ripercussioni di questo nuovo allarme alimentare sull’andamento dei consumi. Dalle colonne del “Messaggero” in edicola il 16 gennaio si annuncia il nuovo pericolo diossina per i mangimi, e “Il Sole 24 Ore” del 14 gennaio anticipa che tutta la filiera degli alimenti per il bestiame è passata al setaccio per evitare “sorprese”.
Dalle pagine di “Italia Oggi” del giorno seguente i mangimisti italiani fanno intanto sapere che la qualità e la sicurezza della produzione italiana è garantita da un’ampia serie di controlli e da severe regole di produzione.
———————
Crisi e ripresa
Le etichette saranno di aiuto, ma non saranno sufficienti a risollevare le sorti dei molti comparti agricoli alle prese con crisi di mercato più o meno profonde, alimentate da costi fuori controllo che portano in rosso i bilanci di molte aziende. E’ questa l’analisi della “Gazzetta di Mantova” del 14 gennaio. E che per l’agricoltura quello appena iniziato sia un anno pieno di sfide lo scrive anche “Europa” in edicola lo stesso giorno. La crisi dell’agricoltura trova spazio anche su “Famiglia Cristiana” in edicola il 20 gennaio, che si dice preoccupata per le conseguenze sull’ambiente che derivano dall’abbandono dei campi. Da “Italia Oggi” arriva però una ventata di ottimismo che si percepisce già dal titolo: “i redditi agricoli sono destinati a crescere”. Speriamo sia una previsione azzeccata anche se “La Gazzetta di Parma” del 18 gennaio anticipa che nella crescita dei redditi agricoli l’Italia non sta al passo con l’Europa. Di certo si dovrà fare i conti con le “fibrillazioni” dei mercati delle materie prime che anche quest’anno, come si legge su “Affari e Finanza” del 17 gennaio, faranno segnare forti oscillazioni che coinvolgeranno non solo i cereali ma anche petrolio e cotone. La prevista fibrillazione dei mercati è confermata dall’articolo pubblicato da “Il Sole 24 Ore” del 14 gennaio secondo il quale si registreranno per grano, mais e soia prezzi da primato. L’altalena dei mercati, sostiene “Panorama-Economy” in edicola il 20 gennaio, è però un’opportunità per chi vede nelle commodities agricole uno strumento per le speculazioni finanziarie.
——————————–
Spazio all’innovazione
Pur se costretta ad affrontare molte difficoltà, l’agricoltura potrà almeno contare su alcune innovazioni tecnologiche che promettono efficienza e compressione dei costi. E’ il caso della mietitrebbia realizzata con il marchio Laverda descritta il 15 gennaio sulle pagine di “Italia Oggi”. Non meno interessante l’articolo che ancora “Italia Oggi” presenta sulla diffusione delle moderne tecnologie informatiche e della trasmissione dati utilizzate in campo agricolo. Si parla anche di innovazioni in campo zootecnico dove grazie alle biotecnologie è stato realizzato un ceppo avicolo capace di resistere al virus dell’influenza aviare. I dettagli sono pubblicati su “Il Resto del Carlino” del 15 gennaio. A proposito di biotech, “Italia Oggi” aggiorna i suoi lettori sulle recenti acquisizioni della multinazionale americana DuPont, nella cui orbita è entrata a far parte Danisco, società che opera nel campo degli enzimi e degli additivi alimentari.
Angelo Gamberini
da: Newsletter Image Line [newsletter@imageline.it]
0 commenti