Legambiente non si ferma nemmeno d’estate, per le classiche vacanze; quindi anche questo anno sulle coste italiane tornano le “bandiere nere” di Legambiente, che per il 2004 ne ha assegnate 20 ad amministrazioni, politici, società private che si sono contraddistinti per attacchi o danni all’ambiente. Ce n’è una anche per un ministro, il responsabile della Difesa Antonio Martino, che si è conquistato il pollice verso dall’associazione con la motivazione che ha autorizzato i lavori di ampliamento della base Usa a Santo Stefano-La Maddalena, in Sardegna. Regione che ne riceve anche un’altra per il progetto «Costa Turchese» di «mezzo milione di metri cubi di costruzioni per un’area di 450 ettari nel comune di Olbia». Ed ecco tutti gli altri vessilli neri consegnati: Liguria. Due bandiere sono state assegnate alla «Società di Marina di Chiariventi s.p.a.» per la proposta di costruzione di un porto turistico su un’area tra i comuni di Noli e Spotorno, su un sito di importanza comunitaria. L’altra alla Cim Immobiliare di Bordighera, per la proposta di intervento edilizio ad Ospedaletti. Friuli. Il poco ambito premio và al sindaco di Lignano Sabbiadoro e al Presidente della Regione per la variante al Piano regolatore, approvata per permettere la costruzione di una piscina e di un palazzetto dello sport, che comporteranno la distruzione di un prezioso ecosistema a costa boscata. Bandiera nera al sindaco di Quarto d’Altino, per aver caldeggiato il progetto «Darsena turistica Marina di Portegrandi». Marche. Sono due le bandiere nere. Una è andata all’amministrazione comunale di Potenza Picena, per aver approvato nel nuovo piano regolatore ben 50.000 metri cubi di cemento nell’Oasi di protezione della fauna presso i laghetti di Potenza Picena. Il secondo vessillo se l’è aggiudicato la Raffineria Alpi di Falconara, per aver contribuito al pesante inquinamento ambientale della costa. Emilia Romagna. Legambiente ha assegnato il poco prestigioso premio al Villaggio di capanni e cottages costruiti alla foce del Torrente Bevano, situato all’interno di una riserva e del parco del Delta del Po. Lazio. La regione si è conquistata il poco invidiabile secondo posto nella classifica dei più premiati da Legambiente. Insigniti il Comune di Tarquinia, per il progetto di un porto turistico per più di mille imbarcazioni, con annessi alberghi e nuove costruzioni, su un’area vincolata dal punto di vista paesaggistico. Premiati anche il comune di Fiumicino e quello di Civitavecchia. Il primo per aver modificato il progetto del nuovo porto, sulla foce del Tevere, il secondo perché, ha approvato la proposta di riconversione a carbone della Centrale Enel di Torrevaldaliga. Puglia. È la Puglia a detenere il triste primato di regione che si è conquistata il maggior numero di bandiere nere. Premiata l’amministrazione di Maruggio, per gli insediamenti turistici in aree naturalistiche. Insignito il sindaco di Pulsano per l’adozione di un piano urbanistico che prevede progetti di impatto ambientale. Colpita anche l’amministrazione comunale di Molfetta che, con la sua gestione ha lasciato ai cittadini appena 4 centimetri di spiaggia pro-capite. Calabria. Bandiera nera al Governatore della regione Calabria, Giuseppe Chiaravalloti, perché in quasi sette anni di attività e nonostante centinaia di miliardi di vecchie lire spesi per costruire depuratori e fognature, ha fallito l’obiettivo. Basilicata. Bandiera nera all’amministrazione comunale di Pisticci dove è in corso la realizzazione del Porto turistico del villaggio degli Argonauti, un porto fluviale in un’area naturalistica. Sicilia. Due le bandiere nere assegnate. La prima è andata all’Enel per aver deciso di realizzare nella stessa area della centrale termoelettrica Tifeo di Augusta, la seconda «premia» una società che fa riferimanto al gruppo Alpitour, per la realizzazione di un mega insediamento turistico nei pressi di Siracusa. (Comunicato di Legambiente)


0 commenti

Lascia un commento

Segnaposto per l'avatar

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.