10 NOVEMBRE 2005 – NEGOZIATO UNIONE EUROPEA: I PRESIDENTI DELLE REGIONI MERIDIONALI SCRIVONO A VASCO ERRANI, PRESIDENTE DELLA CONFERENZA DEI PRESIDENTI DELLE REGIONI E DELLE PROVINCE AUTONOME DI TRENTO E BOLZANO.
I presidenti delle Regioni Abruzzo, Ottaviano Del Turco, Basilicata, Vito De Filippo, Calabria, Agazio Loiero, Campania, Antonio Bassolino, Nicki Vendola, Puglia, e per il Molise, l’assessore Gianfranco Vitagliano, hanno inviato al presidente della Conferenza dei Presidenti delle Regioni e delle Province Autonome di Trento e Bolzano, Vasco Errani, la seguente lettera:
“Il negoziato sulle prospettive finanziarie dell’Unione Europea rientrerà nell’agenda del Consiglio europeo di dicembre prossimo che concluderà il semestre di presidenza britannica. Al risultato di tale negoziato sono legate le sorti non solo finanziarie delle Politiche di coesione per il periodo 2007 – 2013.
Le premesse non fanno ben sperare: si ripartirà, è da temere, dalla proposta di compromesso della Presidenza Lussemburghese che, pur non accogliendo in pieno la posizione del gruppo dei 6 Paesi “rigoristi”, si tradurrebbe in un taglio doloroso all’impegno dell’ Unione per le Politiche di coesione.
Il taglio colpirebbe in vario modo tutte le regioni italiane e, in particolare per quelle dell’obiettivo Convergenza, si tradurrebbe in un forte rallentamento nello sforzo che tali regioni stanno compiendo nella direzione dello sviluppo e della maggiore coesione socio-economica con le regioni più avanzate dell’Unione.
La malaugurata riduzione delle risorse strutturali europee, tra l’altro, rischierebbe di rendere ancora più difficile il raggiungimento dell’obiettivo del 45% della spesa complessiva in conto capitale in favore delle 8 regioni del Mezzogiorno già posto nel 2000 in termini programmatici a livello nazionale e ribadito dal QCS ( Quadro Comunitario di Sostegno) per le regioni dell’obiettivo 1 nella revisione del 2004. Lo scorso 8 novembre, i Presidenti delle Regioni del Mezzogiorno riuniti a Palermo hanno ribadito l’estremo rilievo di tale obiettivo che costituisce una condizione inderogabile per permettere al Mezzogiorno di colmare il gap con il Centro-Nord.
L’eventuale diminuzione dell’impegno per le politiche di coesione colpirebbe altresì le regioni italiane dell’obiettivo Competitività. A questo riguardo, lo scorso 28 luglio, il Capo del Dipartimento delle Politiche di Sviluppo del Ministero dell’Economia e delle Finanze ha presentato in sede tecnica alle regioni una ipotesi di compensazione a favore di tali regioni che andrebbe a svantaggio di quelle dell’obiettivo Convergenza.
Le nostre Regioni condividono con tutte le altre la richiesta al Governo italiano di porre in essere tutte le iniziative politiche necessarie al rafforzamento delle risorse da destinare alla Politiche di coesione nell’ambito del negoziato europeo.
Tuttavia, eventuali compensazioni che andassero a danno delle regioni più povere d’Italia non potrebbero essere da noi accettate in quanto comprometterebbero il raggiungimento dell’obiettivo del 45% delle spese in conto capitale in favore del Mezzogiorno. Oltre a rappresentare evidenti elementi di iniquità sociale, una riduzione delle risorse per la coesione rallenterebbe ulteriormente il loro sviluppo rischiando di pregiudicare il Mercato Unico e in generale tutta l’economia europea.
La invitiamo a rappresentare tale posizione nel quadro della Conferenza in vista di un confronto tra le Regioni tutte ed il Governo che dovrà servire a ridefinire la posizione nazionale nel negoziato europeo.”


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