LE MOSTRE DI ESSECI: gli appuntamenti

Mostra a cura di Marco Minuz
Vernice per la Stampa: 21 settembre, ore 12
Ulteriori informazioni ed immagini: www.studioesseci.net
Suazes, in collaborazione con Fondazione Cassamarca di Treviso e Magnum Photos, organizza, presso gli spazi di Casa dei Carraresi, una grande mostra dedicata ad uno dei più importanti fotografi contemporanei, Elliott Erwitt.
Qui interpretato da un percorso espositivo originale, che esplora una delle parti più curiose ed interessanti, nonché note, della produzione del fotografo franco-americano, ovvero quella dedicata ai cani.
Una selezione che viene, con tali dimensioni, per la prima volta esposta in Italia, raggruppando oltre ottanta fotografie accompagnate da video, documenti e altro materiale dedicato al tema.
La mostra intitolata “Elliott Erwitt: i cani sono come gli umani, solo con più capelli”, curata da Marco Minuz, raccoglie una straordinaria selezione di fotografie dedicate a questo tema. In un percorso che spazia dagli anni cinquanta fino ai giorno nostri e che documenta la profondità e l’acutezza del lavoro fotografico di Erwitt su questo specifico tema. Le sue sono tutte immagini realizzate “dal punto di vista dei cani”. Spesso il fotografo pone il suo obiettivo ad altezza di cane, lasciando ai suoi padroni, il solo spazio di un piede o dei polpacci.
I cani sono tra i soggetti più amati dal fotografo. Non perché egli ne sia particolarmente affascinato (come lui sostiene), ma perché con il loro atteggiamento naturale e irriverente, fungono da perfetto contraltare alla pomposità ed alla ricercata compostezza dei loro padroni. E soprattutto, a differenza degli uomini, non hanno la pessima abitudine di pretendere una stampa delle foto che viene loro fatta!
Il titolo, tratto da una sua dichiarazione rilasciata in un’intervista, è già una guida per questa mostra che vuole essere un’opportunità per analizzare, con ironia e a volte cinismo, l’essenza profonda di questa ricerca che, attraverso il quadrupede peloso, mira all’essere umano.
Molte di queste immagini sono buffe e ritraggono animali che saltano o si mostrano sorpresi. Pose che sono ottenute, a volte, da Erwitt con un metodo preciso, ovvero suonando, poco prima di fotografare, una trombetta che spaventava i cani. Oppure, ricorrendo ad un unico forte latrato, emesso dallo stesso fotografo, che scatena la reazione dei cani che, all’improvviso, saltano, abbaiano, ringhiano, consentendogli di coglierli nella loro naturalezza. Escono così immagini di forte spontaneità, che fissano l’espressione animata degli animali.
Nelle fotografie di Erwitt non c’è un’attenzione particolare per il paesaggio; il suo occhio s’indirizza alla figure umane e sugli animali, per lui riflessi inconsapevoli delle abitudini degli uomini.
Erwitt è nato nel 1928 in Francia da una famiglia di emigranti russi. Ha trascorso la sua infanzia in Italia, sino al ritorno in Francia e poi al definitivo trasferimento negli Stati Uniti ed in particolare a New York. Nel 1953 entra a far parte della celebre agenzia fotografica Magnum Photos.
E’ universalmente annoverato tra i grandi maestri della fotografia mondiale di tutti i tempi. Il suo stile inconfondibile, caratterizzato dal bianco e nero e dal carattere ironico, è sempre mosso da un unico grande dogma: l’osservazione acuta della realtà circostante. Molte delle sue foto appartengono oramai al patrimonio visivo del secolo scorso. Celebri i suoi ritratti a personaggi storici come Marylin Monroe.
Nel corso della mostra sono in programma eventi dedicati al tema, con il coinvolgimento delle principali realtà territoriali del territorio.
ELLIOTT ERWITT: i cani sono come gli umani, solo con più capelli
Treviso, Casa dei Carraresi, 22 settembre 2018 – 3 febbraio 2019
A cura di Marco Minuz. Organizzata da Suazes con la collaborazione di Fondazione Cassamarca di Treviso e Magnum Photos.
Orari apertura:
da martedì a venerdì: 10 – 18
sabato, domenica e festivi: 10 – 20
Informazioni e prenotazioni: 0422.513150
Ufficio Stampa Mostra: Studio ESSECI, Sergio Campagnolo tel. 049.663499 gestione3@studioesseci.net
Ufficio stampa Fondazione Cassamarca
Antonella Stelitano: antonella.stelitano@fondazionecassamarca.it; tel. 0422 513107
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Christian Masset Ambasciatore di Francia in Italia e Tiziano Taglianib Sindaco della Città di Ferrara sono lieti di invitarLa alla Conferenza Stampa di presentazione della grande Mostra
COURBET E LA NATURA
in programma a Ferrara, al Palazzo dei Diamanti, dal 22 settembre 2018 al 6 gennaio 2019
Venerdì 13 luglio, alle ore 11.00
Ambasciata di Francia in Roma Palazzo Farnese Piazza Farnese 67 – Roma
Interverranno:
Massimo Mezzetti Assessore alla Cultura, Politiche Giovanili, Politiche per la legalità, Regione Emilia-Romagna
Maria Luisa Pacelli Direttrice di Palazzo dei Diamanti e curatrice della mostra
Dominique de Font-Réaulx Direttrice del Musée Eugène Delacroix di Parigi e curatrice della mostra
Isolde Pludermacher Conservatrice capo del dipartimento di pittura del Musée d’Orsay e curatrice della mostra
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“Il bello è nella natura” Gustave Courbet
A settembre 2018, per la prima volta dopo quasi cinquant’anni, torna in Italia Gustave Courbet, in una retrospettiva dedicata a questo genio indiscusso dell’Ottocento e al suo rivoluzionario approccio alla pittura di paesaggio. Uomo dalla personalità forte e complessa, Courbet s’impose come padre del realismo, aprendo la strada alla modernità in pittura con lavori provocatori e antiaccademici la cui principale fonte d’ispirazione fu la natura.
La mostra presenterà una cinquantina di tele, tra cui molti capolavori dell’artista, come Bonjour Monsieur Courbet o il sensuale autoritratto L’uomo ferito o il celebre Fanciulle sulle rive della Senna, provenienti dai più importanti musei del mondo e condurrà il visitatore in un percorso attraverso i luoghi e i temi della sua impressionante e appassionata rappresentazione del mondo naturale: dai panorami della sua terra dipinti in gioventù, alle spettacolari marine battute dalla tempesta, dalle misteriose grotte da cui scaturiscono sorgenti alle cavità carsiche che si spalancano nei torrenti, dai sensuali nudi immersi in una rigogliosa vegetazione alle sublimi scene di caccia della maturità.
Guardato come un maestro dagli impressionisti e venerato da Cézanne, Courbet sembra svelare forme in attesa di essere rese visibili, catturando i fenomeni naturali più elusivi e transitori.
I paesaggi della regione natale, la Franca Contea, occupano un posto particolare nel cuore dell’artista: la vallata lussureggiante della Loue, gli altipiani aridi, i fiumi impetuosi, il sottobosco e i cieli immensi sono così rielaborati in infinite e sorprendenti varianti. Motivo d’ispirazione furono anche i luoghi dove ebbe modo di soggiornare o che visitò nel corso della sua vita, come le coste mediterranee nei pressi di Montpellier, i paesaggi rocciosi della regione della Mosa in Belgio, le marine della Normandia, con le onde rigonfie prima di infrangersi sulle rocce o i laghi svizzeri dipinti in esilio in un’atmosfera carica di nostalgia. A questi soggetti si aggiungono i dipinti che hanno per tema i nudi e gli animali nel paesaggio, dove Courbet dimostra ancora una volta di essere portatore di uno sguardo originale sul mondo, ma anche di essere consapevole della grande tradizione pittorica occidentale, studiata al Louvre.
Con Courbet e la natura il pubblico italiano potrà quindi riscoprire l’opera di uno dei più grandi pittori dell’Ottocento, un artista che ha lasciato un segno indelebile sulla sua epoca traghettando l’arte francese dal sogno romantico alla pittura di realtà, e da questa a un nuovo amore per la natura.
COURBET E LA NATURA
Ferrara, Palazzo dei Diamanti
22 settembre 2018 – 6 gennaio 2019
Organizzatori Fondazione Ferrara Arte e Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea di Ferrara
A cura di Dominique de Font-Réaulx, Barbara Guidi, Maria Luisa Pacelli, Isolde Pludermacher e Vincent Pomarède
Aperto tutti i giorni dalle 9.00 alle 19.00
Aperto anche 1 novembre, 8, 25 e 26 dicembre, 1 e 6 gennaio
Tariffe (audioguida inclusa per i singoli visitatori, radioguida obbligatoria inclusa per i gruppi)
– Intero: euro 13,00
– Ridotto: euro 11,00
– Gratuito: bambini sotto i 6 anni, disabili al 100% con un accompagnatore, giornalisti e guide turistiche con tesserino, membri ICOM, militari in divisa
Informazioni e prenotazioni
tel. 0532 244949 | diamanti@comune.fe.it | www.palazzodiamanti.it www.studioesseci.net
Ufficio stampa Studio ESSECI – Sergio Campagnolo tel. 049 663499 | info@studioesseci.net |

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Al Forte di Bard i Paesaggi di Cartier-Bresson
Curatore: Andréa Holzherr, Global Exhibition Director, Magnum Photos International
Realizzata in collaborazione con:
Magnum Photos International e Fondation Henri Cartier-Bresson, Parigi
Ulteriori informazioni ed immagini: www.studioesseci.net
Dal 17 giugno al 21 ottobre 2018 la mostra Landscapes realizzata dal Forte di Bard in collaborazione con Magnum Photos International e Fondation Henri Cartier-Bresson di Parigi, presenta 105 immagini in bianco e nero, personalmente selezionate da Henri Cartier-Bresson, scattate tra gli anni Trenta e gli anni Novanta fra Europa, Asia e America.
Ciascuna fotografia è rappresentazione di quell’‘istante decisivo’ che per il maestro è il “riconoscimento immediato, nella frazione di un secondo, del significato di un fatto e, contemporaneamente, della rigorosa organizzazione della forma che esprime quel fatto”.
Sebbene in alcune foto compaiano anche delle persone, l’attenzione dell’autore è concentrata in modo particolare sull’ambiente, tanto che si può parlare di Paesaggio della Natura e Paesaggio dell’Uomo.
Le immagini in bianco e nero di colui che è stato denominato l’”occhio del secolo”, sono raggruppate per tema: alberi, neve, nebbia, sabbia, tetti, risaie, treni, scale, ombra, pendenze e corsi d’acqua. A proporre una “promenade” tra paesaggi urbani e paesaggi rurali.
Sono immagini che riflettono il rigore e il talento di Henri Cartier-Bresson che in esse ha saputo cogliere momenti e aspetti emblematici della natura. Spesso immortalando la perfetta armonia tra le linee e le geometrie delle immagini. Armonia perfetta e serena, ad offrire una interpretazione naturale, calma e bella di un secolo, il ventesimo, per altri versi magmatico e drammaticamente complesso.
Come ha affermato il poeta e saggista Gérard Macé nella prefazione al catalogo Paysage (Delpire, 2001), “Cartier Bresson è riuscito a fare entrare nello spazio ristretto dell’immagine fotografica il mondo immenso del paesaggio, rispettando i tre principi fondamentali che compongono la sua personale geometria: la molteplicità dei piani, l’armonia delle proporzioni e la ricerca di equilibrio”.
Nato nel 1908 a Chenteloup, Seine-et-Marne, Cartier-Bresson fu co-fondatore nel 1947 della celebre agenzia Magnum ed è una figura diventata mitica nella storia della fotografia del Novecento.
Dopo gli studi di pittura, la frequentazione degli ambienti surrealisti e dopo l’esperienza in campo cinematografico al fianco di Jean Renoir, nel 1931, in seguito a un viaggio in Africa, decide di dedicarsi completamente alla fotografia.
Da Città del Messico a New York, dall’India di Gandhi alla Cuba di Fidel Castro, dalla Cina ormai comunista all’Unione Sovietica degli anni cinquanta: HCB percorre la storia del secolo breve con la fedele Leica al collo, scegliendo con cura il punto di ripresa, cogliendo il ‘momento decisivo’ e dando vita a immagini ormai entrate nell’immaginario comune e che gli sono valse l’appellativo di ‘occhio del secolo’.
Informazioni
Associazione Forte di Bard
T. + 39 0125 833811 | info@fortedibard.it | www.fortedibard.it
Prenotazione visite
T. + 39 0125 833818
prenotazioni@fortedibard.it
Orarimartedì-venerdì: 10.00-18.00
Sabato, domenica e festivi: 10.00-19.00
Aperta tutti i giorni dal 23 luglio al 2 settembre 10.00-19.30
La Biglietteria chiude 45 minuti prima.
Tariffe
Intero: 8,00 euro
Ridotto: 7,00 euro
Ragazzi 6-18 anni: 5,00 euro
0-5 anni: gratuito
Cumulativo con mostra Henri Matisse. Sulla scena dell’arte
Intero: 14,00 euro
Ridotto: 12,00 euro
Ridotto ragazzi: 10,00 euro
Ufficio Stampa Forte di Bard
Studio ESSECI, di Sergio Campagnolo, tel. 049.663499
referente Simone Raddi: gestione2@studioesseci.net www.studioesseci.net
Ufficio Stampa Associazione Forte di Bard
Tel. + 39 0125 833824 – ufficiostampa@fortedibard.it

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XXIX edizione, 2018 I Céide Fields Ballycastle, contea di Mayo, Irlanda
È stata prorogata fino a domenica 1° luglio, negli spazi Bomben di Treviso, la mostra fotografica e documentaria del Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino 2018 organizzato dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche: I Céide Fields nei paesaggi irlandesi. Un luogo di storia millenaria lungo un viaggio di ricerca.
Il Premio Internazionale Carlo Scarpa per il Giardino dedica quest’anno la sua attenzione a un luogo irlandese, nel quale il paesaggio, l’archeologia e le vicende umane s’intrecciano rivelando significati profondi, proiettando il senso della storia in un ambiente di vita che registra le peculiarità di quest’isola del nord dell’Europa.
I Céide Fields, ovvero i campi “della collina dalla cima piatta” (il toponimo Céide in gaelico significa questo), è il nome di questo luogo, nel quale appare oggi visibile la trama precisa di un paesaggio agrario a lungo nascosto, riposto sotto quella coltre millenaria fatta di torba che le caratteristiche geologiche, i cambiamenti climatici e l’economia della terra hanno reso uno dei tratti distintivi di questo paese.
Affacciato sull’oceano Atlantico, ai margini di vertiginosi precipizi, il territorio dei Céide Fields, caratterizzato da piccoli insediamenti sparsi e da pascoli, ha visto un gruppo di archeologi disvelare, nell’arco di meno di un secolo, a partire da Patrick e Seamas Caulfield, le tracce di un paesaggio rurale del Neolitico, che si manifesta con una straordinaria geometria dei manufatti, leggibile e godibile grazie alla presenza di un centro visitatori gestito dall’archeologa Gretta Byrne, nell’ambito dell’OPW (The Office of Public Works) irlandese.
La mostra racconta in sintesi, attraverso fotografie, cartografie attuali e storiche, disegni, brevi testi e alcuni materiali filmici e audiovisivi, questo luogo scelto dal Comitato scientifico e anche alcune delle tappe più significative del viaggio di studio collettivo, momento chiave ogni anno della ricerca del Premio Carlo Scarpa. Ne emergono paesaggi urbani, giardini, luoghi della memoria, paesaggi archeologici e rurali, e luoghi dove prevale la presenza forte di una natura che in quest’isola del nord ha influito profondamente nella cultura, nell’economia, nella storia.
Dal piano terra di palazzo Bomben e attraverso le quattro sale del piano espositivo una selezione di immagini, testi, interviste, appunti di viaggio, introducono il visitatore ad alcuni luoghi e ad alcuni temi centrali del paesaggio irlandese lungo il filo della cura e della coltivazione della terra, dello scavo nella terra che porta in luce persistenze sorprendenti, della bellezza e ricchezza di terre apparentemente inospitali, della grande varietà anche in una selezione necessariamente molto misurata dei tanti luoghi capaci di raccontare pezzi di un paese del quale in fondo si conosce poco (oltre a Céide Fields con i siti di Belderrig e Rathlackan, nella contea di Mayo; Lissadell House and Gardens a Ballinfull, contea di Sligo; Glenveagh Castle Gardens a Church Hill, Letterkenny, contea di Donegal; Dún Aengus e The Seven Churches a Inis Mór, isole Aran, contea di Galway; The Burren, contea di Clare; Birr Castle Gardens, contea di Offaly; National Botanic Gardens a Glasnevin, Dublino; Glasnevin Cemetery, Dublino; Irish National War Memorial Gardens a Islandbridge, Dublino).
Il film documentario, Céide Fields, prodotto dalla Fondazione, regia di Davide Gambino, in collaborazione con Gabriele Gismondi, è visibile integralmente (durata 40’) nel percorso espositivo.
La mostra del Premio Carlo Scarpa 2018 è a cura di Patrizia Boschiero e Luigi Latini, che coordinano l’insieme delle attività del Premio, con la collaborazione in particolare, dall’Irlanda, di Gretta Byrne e Seamas Caulfield, oltre che del Comitato scientifico della Fondazione.Allestimento e grafica: Anna Costa; ricerche cartografiche: Massimo Rossi; fotografie: Andrea Rizza Goldstein e altri; video e documentario: Davide Gambino con Gabriele Gismondi; ricerche e acquisizioni bibliografiche: Irene Beringher e Francesca Ghersetti; gestione spazi espositivi: Diana Gentili.
Mostra fotografica e documentaria del Premio Carlo Scarpa 2018
I Céide Fields nei paesaggi irlandesi
Un luogo di storia millenaria lungo un viaggio di ricerca
Treviso, Fondazione Benetton Studi Ricerche, spazi Bomben
Aperta fino al 3 giugno, il giovedì e il venerdì ore 15–20, il sabato e la domenica ore 10–20
Poi, fino al 1° luglio, il sabato e la domenica ore 10–20
Ingresso libero.
Per informazioni: Fondazione Benetton, T 0422 5121, www.fbsr.it
Studio Esseci

Categorie: Mostre

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