LA RELAZIONE DEL GOVERNATORE DRAGHI
Acli Campania: “Draghi ha ragione, ma per tornare alla crescita bisogna puntare sullo sviluppo del Sud”
La presidente Eleonora Cavallaro: “Ora si cancelli la banca del Mezzogiorno e si spostino i soldi destinati al Fondo per le politiche sociali”

Napoli, 1 giugno 2006 – Le Acli della Campania intervengono a proposito delle Considerazioni Finali del Governatore della Banca d’Italia Mario Draghi. ““Tornare alla crescita”: così ha esordito Draghi ed Eleonora Cavallaro, presidente regionale dell’Associazione dei lavoratori cristiani (70mila soci di sistema nella sola Campania) afferma: “Tornare alla crescita sì, ma a cominciare dalla coesione territoriale che consentirà di riscoprire talenti e risorse umane e produttive finora non adeguatamente valorizzate e messe a sistema. E queste risorse e questi talenti dimenticati si trovano soprattutto nel Meridione.”

“Ne consegue – continua la Cavallaro – che non è sufficiente un semplice riferimento al Mezzogiorno ma da domani il Governo deve mettere mano ad una seria politica di sviluppo dell’intero paese creando le condizioni affinché ogni parte ed ogni territorio collabori all’interesse generale. Draghi è poi intervenuto sul sistema degli incentivi ed il ruolo delle banche per la crescita del sud. Occorre senz’altro una razionalizzazione degli incentivi ma è difficile credere che un automatismo spinto possa garantire un uso più efficiente delle risorse, laddove invece criteri trasparenti e capaci di rispecchiare le caratteristiche non solo dei settori ma anche dei territori, un sistema di accompagnamento alla progettazione ed una rete di soggetti qualificati per la selezione sarebbero dei baluardi migliori.”

“Infine – termina la presidente regionale delle Acli – per quanto riguarda il ruolo delle banche, è vero che non occorre assegnare “alle banche compiti impropri” per “forzare la crescita del sud” e quindi anche noi, come altri, leggiamo in questo monito uno stop alla costituzione della Banca del Mezzogiorno immaginata da Tremonti e concordiamo pienamente. Anzi a tal proposito suggeriamo di trasferire i 5 milioni di euro, stanziati nell’ultima finanziaria a tal fine, nel Fondo nazionale per le politiche sociali dandone così un utilizzo socialmente più produttivo. Tuttavia è altrettanto vero che un sistema bancario aperto che non applichi tassi differenziati sui territori meridionali, che sia capace di investire su progetti che abbiano una chiara ricaduta produttiva ed occupazionale sul territorio piuttosto che limitarsi a concedere impieghi a chi ha grossi patrimoni a garanzia. Coraggioso al punto da investire su progetti presentati da soggetti “deboli” ma creativi e radicati nel territorio come donne, giovani, immigrati, imprese sociali (tutti i soggetti previsti alla lettera g) dell’art.2 del Regolamento CE n.68/2001 della Commissione). Un tale sistema bancario, questo sì automaticamente, diventerebbe leva di sviluppo innescando quel circolo virtuoso che dal risparmio porta agli investimenti e poi all’aumento del PIL e dunque alla crescita e alla competitività economica senza compromettere la coesione sociale.”
Per comunicazioni: Michele M. Ippolito (Portavoce Acli Campania) – 3403008340 [michele.ippolito@fastwebnet.it]


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